Basilica di Superga, il mausoleo dei Savoia alle porte di Torino

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  • Categoria dell'articolo:Torino
  • Ultima modifica dell'articolo:30 Aprile 2024
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Sulla cima della collina di Superga, a 672 metri di altezza, svetta la Basilica di Superga, un capolavoro dell’architettura barocca piemontese. Voluta da Vittorio Amedeo II come ex voto per aver respinto francesi nella battaglia di Torino del 1706, la basilica fu progettata dal celebre architetto siciliano Filippo Juvarra.

Per il suo valore storico ed artistico, la Basilica è una delle principali attrazioni di Torino e del Piemonte. All’intreno della chiesa, tra marmi e stucchi, troviamo una statua della Madonna delle Grazie molto amata dai fedeli, mentre dalla maestosa cupola ellittica avrete una vista panoramica mozzafiato sulla città e sulle Alpi.

Oltre a questo, la Basilica ospita le tombe dei Savoia, un appartamento privato della famiglia, e la targa commemorativa della tragedia aerea del 1949, nella quale persero la vita i giocatori del leggendario Grande Torino, cambiando per sempre la storia del calcio italiano.

Dove si trova e come arrivare

La Basilica di Superga si trova in cima a una collinetta alle porte di Torino, a soli 10 km dal centro città.

È raggiungibile sia con i mezzi pubblici sia in automibile:

  • in autobus, prendete la linea 15 o 68 da Torino centro (per esempio alla stazione di Porta Nuova) fino alla fermata Sassi/Superga. Da qui porete salire sulla storica funicolare, che vi porterà ai piedi della Basilica. Il costo per il tragitto andata e ritorno in funicolare è di 6,00€ intero e 4,00€ ridotto nei giorni feriali, e 9,00€ e 4,00€ rispettivamente nei festivi.
  • in automobile da Torino, uscite dalla città prendendo Corso Belgio. Arrivati a Sassi, imboccate la Strada Comunale di Superga fino alla Basilica. Se invece arrivate dell’autostrada, terminata la strada a pedaggio prendete Lungo Stura Lazio, attraversate il Po ed imboccate Corso Don Luigi Sturzo, per ricongiungervi poi alla Strada Comunale di Superga.

Anche se i mezzi pubblici possono sembrare una soluzione più lenta e scomoda, in automobile dovrete fare i conti con posti auto molto limitati e auto parcheggiate in modo “creativo”. Molto meglio lasciare l’auto presso la stazione di Sassi, e da lì prendere la funicolare.

Quando andare

Torino ha un clima un clima temperato, moderatamente continentale.

Le stagioni, ben definite, si dividono in inverni freddi e umidi, con temperature attorno allo zero e non rare nevicate; ed estati sempre più afose, con ondate di caldo intenso. La primavera e l’autunno sono le stagioni più instabili, caratterizzate da una forte escursione termica e sbalzi importanti tra un giorno e l’altro.

La Basilica di Superga è aperta e visitabile tutto l’anno. Tuttavia, data la sua posizione, è più soggetta a venti freddi e le temperature sono mediamente più basse di qualche grado rispetto al centro cittadino.

Considerando il clima torinese, consiglio di visitare la Basilica tra aprile e ottobre, quando le temperature sono più gradevoli e le giornate più lunghe permettono di sfruttare al meglio la visita. In questo periodo potrete godervi la splendida vista panoramica dalla cupola senza soffrire il freddo eccessivo, e passeggiare tra i sentieri del colle in tutta tranquillità.

Quanto tempo dedicare

Per un’esperienza completa, quindi considerando la visita guidata all’interno della basilica, la salita alla terrazza panoramica della cupola e le tombe dei Savoia, consiglio di dedicare alla Basilica di Superga almeno mezza giornata, ovvero circa 3-4 ore.

Se il tempo a vorstra disposizione è limitato, è possibile ridurre la visita a un’ora, concentrandosi sull’interno della basilica e sulla terrazza panoramica. Tuttavia, sarebbe davvero un peccato trascurare le tombe dei Savoia.

Orari e biglietti

Il complesso della Basilica di Superga è aperto dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00 dal lunedì al sabato, mentre la domenica e i festivi osserva orario continuato dalle 10.30 alle 19.00. L’accesso è consentito fino a 45 minuti prima della chiusura.

  • L’accesso alla basilica e alla cappella del voto è gratuito, ma consentito solo al di fuori degli orari delle Sante Messe, che si svolgono ialle 18.00 del sabato e alle 11.00 della domenica.
  • La salita alla cupola costa 3,00€ intero e 2,00€ ridotto. Poiché la scala a chiocciola è molto stretta, possono accedere solamente gruppi di 12 persone per volta, quindi mettete in conto un po’ di attesa.
  • Le tombe reali sabaude e l’appartamento reale sono vistabili solamente con visita guidata di 45 minuti, e i biglietti si acquistano separatamente perché gli orari dei tour sono diversi. Se intendete visitarli entrambi, chiedete in biglietteria consigli su come organizzarvi al meglio. Il biglietto costa 5,00€ intero e 4,00€ ridotto per ciascuno dei due siti.

Se acquistate più di una visita, alla seconda sarà applicato il prezzo ridotto. Le prenotazioni sono consentite solo per gruppi di minimo 20 persone.

Storia della Basilica di Superga

Nel 1706, durante l’assedio di Torino da parte dei Francesi, il Duca Vittorio Amedeo II si recò sulla collina di Superga per studiare il campo di battaglia. Qui trovò un piccola cappella mariana contenente una statua lignea della Vergine, e decise di fare un voto: se avesse vinto, avrebbe edificato in quel luogo un grandioso santuario.

Respinti i francesi, il duca mantenne la promessa, e nel 1711 posò prima pietra della Basilica, affidando il progetto al celebre architetto Filippo Juvarra. Per ospitarla, il colle di Superga fu abbassato di 40 metri. I lavori durarono ben vent’anni e il risultato fu un capolavoro indiscusso del barocco piemontese, con un’imponente cupola e una facciata scenografica.

Consacrata nel 1749, lLa Basilica assunse fin da subito il duplice ruolo di tempio votivo e mausoleo dei sovrani sabaudi. Nel corso dei secoli, divenne un importante luogo di pellegrinaggio, grazie alla presenza della statua della Madonna delle Grazie.

Nel 1949, la leggendaria squadra del Grande Torino perse la vita in un tragico incidente aereo che avvenne proprio sulla collina di Superga.

La Basilica di Superga fa parte di un complesso monumentale che comprende anche un convento, dal 2 agosto 2021 gestito dal SERMIG Fraternità della Speranza.

Basilica di Superga, cosa vedere

Basilica e cupola

Alta 75 metri, la Basilica di Superga è sormontata da una cupola ellittica slanciata, e affiancata da due campanili gemelli. La sua facciata, armoniosa ed elegante, è impreziosita da un porticato con otto colonne corinzie e da una monumentale scalinata.

Davanti alla chiesa si apre una terrazza panoramica, un vero e proprio balcone affacciato sulla città. Da qui si gode una vista mozzafiato su Torino e sulle Alpi, che spazia dal Monviso al Gran Paradiso fino al Monte Rosa.

L’interno, a pianta a croce greca, è un trionfo di marmi policromi, stucchi dorati e affreschi. Le sculture, opera di Agostino Cornacchini e Bernardino Cametti, impreziosiscono le pareti, mentre i due quadri di Sebastiano Ricci, raffiguranti San Luigi e San Maurizio, aggiungono un tocco di devozione.

Il cuore della Basilica è la Cappella del Voto, situata a sinistra dell’altare. Qui è custodita la statua della Madonna delle Grazie, la stessa a cui Vittorio Amedeo II fece voto il giorno della battaglia di Torino. Considerata miracolosa dai fedeli, la statua rappresenta un importante simbolo di devozione.

La cupola (per la quale è necessario acquistare il biglietto a parte) è accessibile salendo una stretta scala a chiocciola di 131 gradini. Conquistata la vetta, potrete osservare da vicino i campanili, e ammirare lo stesso panorama che si gode dal basso, ma in una versione ancora più grandiosa e suggestiva, libera da ostacoli e con una visuale a 360 gradi.

Basilica di Superga, panorama dalla cupola

Tombe dei Savoia

Nella cripta della Basilica, oltre 40 membri della dinastia sabauda riposano in sepolcri di marmo e stucchi dorati, sorvegliati da raffinate statue allegoriche. Tra questi non figurano tuttavia i re e le regine d’Italia, che sono invece sepolti al Pantheon di Roma.

Al centro della cripta domina il sarcofago di Carlo Alberto, conosciuto anche come il “sarcofago del re”. Questo solenne monumento funebre avrebbe dovuto accogliere, di volta in volta, le spoglie dell’ultimo re di Sardegna. Il destino, però, portò i Savoia sul trono d’Italia, e così il figlio di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, fu sepolto a Roma. Quello che doveva essere un sepolcro temporaneo divenne quindi il luogo di riposo definitivo del sovrano riformatore.

Tra le sepolture più importanti e monumentali spiccano quelle di Vittorio Amedeo II, fondatore della Basilica di Superga e primo Re di Sardegna, e di suo figlio Carlo Emanuele III.

Molto interessanti anche le tombe delle regine. Tra queste, Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, moglie di Vittorio Emanuele I, che non divenne mai regina d’Italia poiché morì prima dell’incoronazione del marito. Le sculture presenti in questa stanza, realizzate da Pietro della Vedova, sono di particolare pregio: ammirate i raffinati drappeggi dei mantelli e le decorazioni delle gonne, che sembrano quasi realizzati in stoffa.

L’ultima sepoltura che troverà posto in questo mausoleo sarà quella di Vittorio Emanuele di Savoia, scomparso nel febbraio 2024 e figlio dell’ultimo re d’Italia.

Nella cripta non è consentito scattare fotografie.

Prima di accedere alla cripta, sarete condotti nell’ex refettorio del convento, oggi noto come Stanza dei Papi. Qui, sulle pareti, campeggiano i ritratti di tutti i papi della Chiesa di Roma (esclusi quelli di Avignone), da San Pietro a Francesco.

Appartamento Reale

Oltre alla basilica e al convento, Vittorio Amedeo II volle realizzare anche un appartamento privato, nel quale ritirarsi negli ultimi anni di vita. Il progretto, che prevedeva la costruzione di un intero edificio di tre piani, fu ridimensionato in seguito alla morte di Filppo Juvarra.

Per anni utilizzato dai Savoia come residenza di svago e luogo di caccia, l’appartamento subì un primo saccheggio da parte delle armate napoleoniche, per poi essere riallestito nel 1814. Tuttavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ci fu una nuova dispersione dei beni sabaudi. Oggi, dello sfarzo di un tempo, rimangono solo alcuni arredi originali, integrati con pezzi provenienti da Palazzo Reale.

L’appartamento si divide in sei stanze:

  • Anticamera, una una scultura di un bambino in una cesta realzzata da Benedetto Cacciatori, oltre a un interessante tavolo da colazione ribaltabile.
  • Prima Sala di Ricevimento, un ambiente elegante impreziosito da un tappeto Aubusson.
  • Toeletta privata.
  • Sala Verde, che custodisce un prezioso tavolo gueridon di fine ‘800, e cinque quadri commissionati da Carlo Alberto volti a celebrare la potenza di Casa Savoia.
  • Sala Rosa, dove si trova un dipinto della Madonna con Bambino di scuola spagnola.
  • Salone del Re, decorato con i ritratti di Vittorio Amedeo II, Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II e Umberto I.

Targa commemorativa del Grande Torino

Il 4 maggio 1949, un aereo Fiat G.212, che trasportava la squadra del Grande Torino di ritorno da una partita amichevole a Lisbona, si schiantò contro il terrapieno posteriore della Basilica di Superga, causando la morte di tutti i 31 passeggeri a bordo. Questo evento è da allora ricordato come la “tragedia di Superga”.

Le cause precise dell’incidente non furono mai completamente chiarite, forse un errore umano dovuto alle condizioni meteorologiche avverse, oppure un malfunzionamento degli strumenti di bordo.

Il Grande Torino era una squadra leggendaria, che annoverava campioni del calibro di Valentino Mazzola, Ernesto Cestari, Pietro Vaghi, Franco Ossola e Giulio Schubert. La squadra aveva appena vinto il suo quinto scudetto consecutivo, e si apprestava a disputare la finale di Coppa Italia.

Nel luogo dell’incidente, dietro la basilica, si trova un monumento a ricordo della tragedia, attorno al quale ancora oggi tifosi e appassionati di calcio appongono stemmi, sciarpe e fiori.

La targa commemorativa, in bronzo e marmo, reca l’effige della squadra al gran completo e un’iscrizione che recita: “A ricordo imperituro / Del Grande Torino / Travolto da tragica sorte / Nel cielo di Superga / Il 4 maggio 1949”. Un omaggio commovente agli “invincibili Granata”, una delle squadre più forti ed amate d’Italia.

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