Ricetto di Candelo, un gioiello medievale tra le colline biellesi

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  • Categoria dell'articolo:Biella
  • Ultima modifica dell'articolo:24 Maggio 2024
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Sorge tra le colline del Biellese il Ricetto di Candelo, un borgo fortificato nato tra il XIII e il XIV secolo per iniziativa e volontà della popolazione locale. Un “castello del popolo”, costruito non per difendere un signore feudale, ma per proteggere i tesori della terra, soprattutto vino e granaglie.

Oggi, il Ricetto è un luogo di fascino senza tempo, un museo a cielo aperto che attira migliatia di visitatori. Durante tutto l’anno, il Ricetto si anima inoltre con eventi tematici che lo rendono ancora più magico, come la festa dei fiori e il villaggio di Babbo Natale.

Passeggiate tra le sue rue e lasciatevi catturare dall’atmosfera medievale del ricetto meglio conservato del Piemonte, un monumento unico in tutta Italia. Approfittate dei ristoranti e dei negozi di enogastronomia per degustare i vini e i prodotti tipici del territorio, come formaggi e miele.

Dove si trova e come arrivare

Il Ricetto di Candelo si trova in Piemonte, nell’omonima località di Candelo, a circa 5 km da Biella.

Benché sia possibile arrivare a Biella in treno, e poi da lì a Candelo con l’autobus numero 380, il modo più veloce e comodo per raggiungere il Ricetto è senz’altro l’automobile.

Prendete la A4 Torino – Trieste, ed uscite a Carisio. Da qui, imboccate la SP 230 per Biella fino a Gaglianico. Qui troverete poi le indicazioni per arrivare a Candelo. La distanza è di circa 100 km da Milano e 80 km da Torino. Imboccate la E25

Il borgo è molto piccolo, e trovare parcheggio non è semplice. Il parcheggio più comodo (e gratuito) è quello dietro alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, che tuttavia è anche il primo a riempirsi. Qui trovate una mappa di tutti i parcheggi disponibili.

Storia del ricetto

Il termine “Ricetto” deriva dal latino “receptum“, che significa “ricovero, rifugio“. E proprio questo era il suo scopo principale: un magazzino fortificato dove conservare i beni più preziosi della comunità in tempo di pace, e trovare rifugio in caso di guerra o pericolo.

Il Ricetto di Candelo nacque a cavallo tra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo per volere della popolazione, che per mantenerlo pagava un obolo annuale ai signori Vialardi di Villanova. Nel 1360 esistavano già 157 cellule, o magazzini, che nel tempo arrivarono fino ai 200 attuali. L’intero complesso fu costruito con materiali locali, in particolare con i ciottoli estratti dal vicino fiume.

Nel corso del Medioevo, la zona passò sotto il controllo di varie famiglie. Sebastiano Ferrero, consigliere e tesoriere delle finanze dei Savoia e dell Sforza, governò su Candelo a partire dal 1496. I rapporti con la popolazione furono turbolenti, poiché il signore pretendeva tasse molto esose. I cittadini, che riteneva queste pretese eccessive, portò la questione davanti a un giudice, che incredibilmente si espresse in loro favore, a svantaggio del Ferrero.

In epoca moderna ci furono le invasioni francesi e spagnole, nonché un’epidemia di peste, che decimò la popolazione. Carlo Sebastiano Ferrero Fieschi fu l’ultimo feudatario di Candelo, che fu in seguito occupato, come tutto il Norditalia, da Napoleone.

Nel 1819 vennero realizzati, sulla piazza antistante il ricetto, il palazzo comunale e la piazza del Castello, oggi popolata da bar che servono aperitivi, e negozi.

Tuttora perfettamente conservato, il Ricetto di Candelo è unico nel suo genere. Tutti gli altri ricetti piemontesi furono infatti smantellati quando non più necessari, o andarono decadendo nel tempo.

Costi e orari

Il Ricetto di Candelo è sempre aperto, e visitabile gratuitamente.

Il pagamento di un biglietto d’ingresso è richiesto solo in occasione di eventi specifici, oppure nel caso vogliate fare una visita guidata.

Io vi consiglio caldamente di partecipare a un tour guidato, che comprende anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore e un tour delle mura. Il ricetto è piccolo e si gira velocemente, ma per comprenderne appieno l’importanza storica e culturale avrete bisogno di qualcuno che ve ne racconti tutti i segreti.

Le visite si prenotano tramite Pro Loco Candelo e Candelo Eventi. Il ritrovo è presso l’ufficio Pro Loco, all’ingresso del ricetto, 15 minut prima dell’orario previsto. Quando arrivate, passate dall’ufficio per confermare la vostra presenza. La visita guidata costa 10,00€ a testa dai 13 anni in su, e dura circa un’ora e mezza, due ore al massimo.

Ricetto di Candelo, cosa vedere

A pianta pentagonale, il Ricetto di Candelo occupa un’area di circa 13.000 metri quadrati, con una larghezza di 110 metri e una larghezza di 120. È composto da circa 200 edifici di due piani, chiamati “cellule”, affiancati l’uno all’altro e separati da stradine chiamate “rue”, termine di origine francese. È circondato da mura difensive in ciottoli, rinfornzate agli abgoli da torrette cilindriche e da una rettangolare, posta al centro.

Contrariamente a quanto si possa pensare, le cellule non erano abitate, bensì servivano unicamente come magazzino. L’unica struttura a scopo abitativo di tutto il complesso è la torre-castello di Sebastiano Ferrero, che la fece costruire ma tuttavia non la utilizzò mai.

Oggi, le cellule ospitano ristoranti, laboratori di artigianato e prodotti enogastronomici. Alcune sono state allestite con botti di vino e attrezzatura per la vitivinicoltura, e sono visitabili. Altre, tuttora private, rimangono chiuse.

Gli edifici non hanno fondamenta, e sono sostenui da una fila di grosse pietre poste alla loro base. Tutte le cellule sono composte da due piani non comunicanti. Al piano più basso era stoccato il vino, che doveva rimanere più fresco, mentre in quello superiore si trovavano i prodotti agricoli.

Le strade, anch’esse in ciottoli, furono costruite in modo che l’acqua defluisse naturalmente, al fine di evitare allagamenti nelle cantine. Noterete inoltre alcune strette intercapedini, larghe poco più di mezzo metro. Questi passaggi non erano pensati per le persone, bensì per far circolare l’aria ed evitare formazione di muffe ed umidità.

Per la sua magica atmosfera medievale, il ricetto è funge frequentemente da set per produzioni televisive e cinematorafiche, come La Freccia Nera e lo sceneggiato I Promessi Sposi.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

A pochi passi dal Ricetto si trova la chiesa principale di Candelo, sorta attorno all’anno Mille. Il suo campanile, un misto di stili medievale e rinascimentale, è ben visibile anche dai paesi circostanti.

Se partecipate ad una visita guidata, potrete visitarne anche l’interno. Divisa in tre navate, la chiesa si contraddistingue per una grande cappella laterale, che sembra quasi essere una chiesa a sè stante. Si tratta della Cappella di Santa Marta, in passato appartenente all’omonima confraternita.

I soffitti sono decorati con alcuni interessanti affreschi, ma i lavori pù degni di nota sono senza dubbio i lavori in legno intagliato, come il pulpito e le ancone (le cornici) in legno che racchiudono i dipinti delle cappelle di sinistra. La piccola cappella sulla destra custodisce una statua della Madonna Nera, figura molto riverita nella zona per via della vicinanza del Santuario di Oropa.

Eventi al Ricetto

Il Ricetto di Candelo ospita regolarmente eventi e manifestazioni, che potrete consultare sul sito ufficiale.

I principali sono:

  • Candelo in Fiore (maggio – giugno). Nel corso di questo festival, le strade del Ricetto vengono invase dai colori e dai profumi di migliaia di fiori e piante.
  • Sapor di Medioevo (maggio-giugno, ad anni alternati con il festival floreale). Si tratta di una rievocazione medievale con figuranti in costume, volta a promuovere i prodotti tipici.
  • Calici nel Borgo (settembre). Protagonista di questo evento è il vino, che potrete degustare direttamente dai produttori locali.
  • Borgo di Babbo Natale (novembre-dicembe), un’occasione unica in cui il Ricetto diventa un vero villaggio da fiaba, ammantato di neve e popolato dalle allegre bancarelle dei mercatini di Natale.

Inoltre, spesso troverete bancarelle di prodotti enogastronomici e artigianali.

Cosa vedere nelle vicinanze

Oasi Zegna

L’Oasi Zegna è una riserva naturale protetta che si estende per circa 100 chilometri quadrati tra i comuni di Trivero, Bielmonte e Valle Cervo, nel cuore del Biellese. Fondata nel 1993 sotto il patrocinio del FAI, prende il nome da Ermenegildo Zegna, magnate della moda profondamente legato alla sua terra d’origine. Già negli anni ’30, Zegna aveva avviato un progetto di salvaguardia ambientale che ha portato alla creazione di questa oasi di pace e bellezza.

L’Oasi Zegna comprende borghi montani, edifici storici, aree naturali incontaminate e una fitta rete di sentieri di trekking.

L’Oasi Zegna offre una vasta gamma di attività per tutta la famiglia e per tutte le stagioni. In inverno, gli amanti degli sport invernali possono praticare sci alpino e di fondo, snowboard e ciaspolate. In estate e primavera, invece, ci si può dedicare a passeggiate, trekking, mountain bike, pesca e gite a cavallo. Durate l’autunno, l’oasi si tinge dei colori caldi del foliage, regalando uno spettacolo davvero suggestivo.

L’Oasi Zegna è un luogo ideale per trascorrere una giornata in mezzo alla natura. Il parco organizza inoltre interessanti visite guidate a tema, laboratori didattici per bambini e eventi speciali durante tutto l’anno. Per scoprire il calendario delle iniziative e programmare la vostra visita, consultate il sito ufficiale.

Santuario di Oropa

Incastonato in un anfiteatro naturale circondato dalle Alpi biellesi, a 1200 metri di altitudine, sorge il Santuario di Oropa, un luogo di culto mariano tra i più importanti d’Europa. Per la sua importanza storica e religiosa, nel 2003 è stato dichiarato Parimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

La sua storia risale al quarto secolo, quando, secondo la tradizione, una piccola statua della Madonna Nera venne portata in questo luogo da Eusebio, il vescovo di Vercelli che diffuse il cristianesimo nel biellese.

Il Santuario è un complesso architettonico imponente, che si è sviluppato nel corso dei secoli. La basilica, in stile barocco, custodisce la venerata statua della Madonna Nera, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. La statua, in legno, fu realizzata da un annimo scultore valdostano sul finire del XIII secolo, ed ad essa sono attribuiti diversi miracoli.

Oltre al valore religioso, il Santuario di Oropa è anche un importante sito d’arte. Il complesso ospita opere di pregio, tra cui affreschi, sculture e dipinti di artisti di fama, oltre a un Museo del Tesoro e un giardino botanico che ospita una collezione di piante alpine.

Castello di Masino

Ad appena 30 km dal Ricetto di Candelo, nei pressi del Lago di Viverone, il Castello di Masino era la dimora dei conti di Valperga, discendenti del re Arduino d’Ivrea e funzionari al servizio dei Savoia.

Nato come fortino militare nel Medioevo, il castello fu trasformato in villa gentilizia nel Rinascimento, e poi ulteriormente ampliato ed abbellito in epoca barocca. Le decorazioni e dgli arredi delle stanze sono volti a celebrare il lignaggio e lo status sociale dei Valperga, in particolare la loro (presunta) discendenza dal re d’Italia Arduino.

Tra le stanze principali ci sono il Salone degli Stemmi e il Salone dei Savoia, la cappella di San Carlo, una ricchissima biblioteca, un salotto tappezzato di damasco rosso, e una scenografica sala da ballo, creata per ricevere e stupire gli ospiti.

Il Castello è inoltre circondato da un ampio parco all’inglese con vedute mozzafiato sull’arco alpino, un labirinto settecentesco, un roseto e diversi alberi secolari.

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