Cosa vedere a Salisburgo, la città di Mozart

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  • Categoria dell'articolo:Austria
  • Ultima modifica dell'articolo:19 Gennaio 2024
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Salisburgo è un’incantevole città austriaca di 150.000 abitanti, affacciata sulle rive del fume Salzbach e abbracciata da verdi montagne. Nota come patria di Mozart, fu governata per secoli dai principi arcivescovi, che ne plasmarono l’aspetto rendendola il gioiello barocco che ancora oggi affascina i suoi visitatori. Le cose da vedere sono veramente tante, ma grazie alle dimensioni ridotte del centro storico un weekend vi sarà sufficiente.

Tra le cose da non perdere ci sono la lussuosa residenza dei principi arcivescovi, l’imponente fortezza che domina la città e il castello di Mirabell, circondato da eleganti giardini. E poi le moltissime chiese barocche, il monastero più antico d’Austria, e naturalmente i luoghi legati al compositore Wolfgang Amadeus Mozart, nato qui nel 1756.

Anche dal punto di vista della gastronomia, Salisburgo si difende molto bene. Qui potrete assaporare la gustosa cucina austriaca, come le rinomate Palle di Mozart o la torta Sacher, e dissetarvi con la birra del birrificio locale Stiegl.

Salisburgo organizza inoltre molti eventi, tra cui il Festival della Musica in estate e i mercatini di Natale a dicembre.

Dove si trova e come arrivare

Salisburgo si trova nell’Austria centrale, al confine con la Baviera. Vienna dista 300 km circa, e Innsbruck quasi 200. Rispetto all’Italia, è a circa 450 km da Verona e 300 da Bolzano.

Pur trovandosi in una valle, è circondata dal massiccio montuoso dell’Untersberg, e a pochi chilometri dal parco nazionale tedesco di Berchtesgaden.

Per la sua posizione, è indicata sia come meta per un weekend, sia come tappa di un tour tra Austria e Baviera.

  • Salisburgo è dotata di un aeroporto, a breve distanza dal centro città. Purtroppo, però, dall’Italia è quasi sempre necessario uno scalo, a meno di non utilizzare un volo charter (chiedete in agenzia viaggi).
  • La stazione dei treni si trova a nord del centro. E’ ben collegata con le principali città austriache e con Monaco, mentre dall’Italia anche in questo caso servirà fare almeno uno scalo.
  • è naturalmente possibile raggiungere Salisburgo anche con la propria automobile, soluzione indicata per chi vene dal nord Italia. La città è ben collegata grazie all’autostrada A1 per chi proviene dalla direttrice est-ovest, quindi dalla Germania, Innsbruck e Vienna, e con la A10 nel caso in cui arrivaste da sud, per esempio dalla Slovenia.

Per viaggiare sulle autostrade austriache è necessario acquistare la vignetta, acquistabile negli autogrill e in alcune stazioni di servizio, oppure online almeno 18 giorni prima del viaggio.

Come muoversi a Salisburgo

Una volta arrivati in città, vedrete che muoversi in città è davvero molto semplice.

Salisburgo è infatti attraversata da una capillare rete di autobus, che vi permetteranno di raggiungere tutte le cose da vedere, anche fuori dal centro. Il biglietto per la tratta singola costa 2,10€, ma con soli 4,50€ potrete acquistare il biglietto giornaliero. Se avete la card turistica, i mezzi pubblici sono già compresi.

Detto questo, la maggior parte delle attrazioni sono in centro, che è abbastanza piccolo e si gira tranquillamente a piedi.

Se siete in auto, vi consiglio di lasciarla nel parcheggio dell’hotel e muovervi a piedi e con i mezzi. Ci sono inoltre diversi parcheggi a pagamento, al costo di circa 20,00€ al giorno. Noi abbiamo parcheggiato al Conti Park Altstadt, dal quale si raggiunge il centro in 10 minuti a piedi.

Dove alloggiare

Come abbiamo già detto, la maggior parte delle cose a vedere a Salisburgo si concentra nel centro storico, che quindi è anche la zona più indicata per alloggiare. Viaggiando in stagione medio-bassa è possibile trovare offerte convenienti anche qui, ma in generale Altstadt e Neustadt, i due quartieri centrali, sono anche quelli più costosi.

Per spendere meno, provate a cercare nel quartiere Elisabeth-Vorstadt, la zona della stazione, oppure a Mülln. Se non vi scoccia spostarvi ancora un po’, vicino all’aeroporto troverete sicuramente qualcosa a buon prezzo.

Noi abbiamo dormito all’hotel ristorante Rupertigau, che in realtà si trova a Wals, a circa 15 minuti di auto dalla città. Non siamo riusciti a capire se l’autobus 260, che ferma davanti all’hotel, portasse anche in centro e con quale frequenza, quindi ci siamo mossi in auto. L’hotel è davvero bello, tranquillo, con stanze grandi, una bella visuale sulle montagne e una colazione varia e abbondante. Se volete visitare solo Salisburgo, forse la sua posizione non è ottimale, ma se state facendo un tour in auto con tappe anche nei dintorni va benissimo.

Quando andare

Grazie alla sua offerta turistica molto ampia, con musei, parchi e giardini, festival estivi e i mercatini di Natale, Salisburgo è una meta che si adatta a tutte le stagioni.

Il clima è continentale, con quattro stagioni ben definite, che vanno da inverni rigidi e nevosi a estati miti dalle temperature calde ma non eccessive. Le precipitazioni sono piuttosto frequenti tutto l’anno, anche se più diffuse nei mesi estivi, in forma di temporali pomeridiani. Non stupitevi, quindi di trovare pioggia o neve.

Parlando di affluenza, c’è un picco nel periodo prima di Natale, per via dei mercatini, e durante il festival della musica tra metà luglio e fine agosto.

Se volete visitare la città con temperature accettabili, pioggia al minimo e poca folla, i mesi migliori sono aprile-maggio, e settembre-ottobre.

Quanto tempo dedicare

Salisburgo non è grandissima, ma le cose da vedere non mancano. Tra musei, castelli e attività all’aria aperta, non faticherete a riempire un weekend, dovrete anzi escludere alcune cose. Tenete anche presente che la maggior parte dei musei chiude presto, alle 17.30 – 18.00 al massimo anche in estate, quindi organizzatevi di conseguenza.

Mettete in conto un soggiorno di due notti, anche tre se volete visitare i dintorni, come il castello di Hellbrunn o il Nido dell’Aquila, il famigerato rifugio di Hitler nelle alpi bavaresi.

Card turistica

Salisburgo mette a disposizione una card turistica molto conveniente, che vi consiglio di acquistare.

Costa solamente 30,00€ per 24 ore e 39,00€ per 48 ore in alta stagione, ed include l’ingresso gratuito alla maggior parte dei musei e delle attrazioni, anche nei dintorni, l’uso dei mezzi pubblici, sconti e agevolazioni per visite guidate e concerti. Qui trovate l’opuscolo con tutte le attrazioni incluse.

Considerando che la fortezza Hohensalzburg viene 14,00€, la casa di Mozart 12,00€ e il Domquartier 13,00€, vedete che già con sole tre attrazioni avete risparmiato, senza contare i mezzi pubblici.

Il suo funzionamento è semplicissimo. Per acquistarla, cliccate sul link qui sotto e scegliete le date di validità. Riceverete la mail di conferma e la card in versione digitale con QR code. Se avete un Iphone, potrete metterla direttamente nel wallet, altrimenti salvatela come foto oppure come link. Il QR code funziona benissimo dappertutto. Naturalmente, chi non è avvezzo ai sistemi tecnologici potrà stamparla.

Storia di Salisburgo

Il nome Salisburgo significa “borgo del sale“, e deriva dalla principale fonte di sostentamento della città, ovvero l’estrazione di salgemma dalle vicine miniere di Dürrnberg.

Benché il territorio di Salisburgo fosse abitato già in epoca celtica e romana, la città attuale sorse attorno alle due abbazie di San Pietro e Nonnberg, fondate dal vescovo San Ruperto. Grazie alla presenza delle chiese cristiane, nel 798 divenne un’importante arcidiocesi, il cui territorio si estendeva anche alla Baviera.

Nel 1077, il vescovo Gebhard von Helfenstein iniziò a costruire la città alta, Hohensalzburg, l’odierna fortezza in cima a un promontorio.

Dopo un secolo di lotte di potere con il Sacro Romano Impero, l’arcivescovato di Salisburgo ottenne lo status di principato imperiale, ottenendo anche l’indipendenza dalla Baviera. L’arcivescovo deteneva quindi sia il potere spirituale sia temporale, e governava la città dalla Residenz, il sontuoso palazzo nel centro storico.

Nel 1525 scoppiò una rivolta contadina, che fu soffocata con la violenza.

Quando la riforma protestante prese piede in Europa, Salisburgo divenne una roccaforte cattolica. I protestanti furono costretti a lasciare la città, e nel ‘600 si svolsero anche numerosi processi alle streghe, nei quali furono giustiziate 139 persone, quasi tutti uomini.

Il Principato Arcivescovile cadde nel 1803, quando Salisburgo passò in mano all’imperatore asburgico Ferdinando III di Toscana.

Nel 1938 Hitler occupò Salisburgo, annettendola forzatamente alla Germania con un referendum-farsa. I nazisti bruciarono libri in piazza e arrestarono numerosi cittadini ebrei ed oppositori politici. Pesanti bombardamenti si abbatterono sulla città, che venne liberata il 4 maggio 1945.

Dove mangiare a Salisburgo

Un viaggio a Salisburgo è anche l’occasione per gustare la sostanziosa e saporita cucina austriaca.

I piatti più popolari sono il gulasch, i canederli, gli spätzle (gnocchetti di farina e uova), la bistecca impanata wienerschnitzel e gustosi piatti di manzo e maiale. Senza dimenticare i dolci, tra i quali figurano la celeberrima Sachertorte e le onnipresenti Palle di Mozart, inventate proprio qui.

Io ho mangiato molto bene a Salisburgo, quindi vi consiglio i ristoranti dove sono stata:

  • Die Weisse, un po’ fuori dal centro ma comunque raggiungibile a piedi in un quarto d’ora. Mi è piaciuto per la grande terrazza esterna e per il servizio super cordiale. Fanno un’ottima wienerschnitzel, croccante e non unta, e le porzioni sono enormi.
  • Stiegl-Keller, affiliato all’omonimo birrificio locale, si trova invece in centro, in posizione panoramica sul Duomo. Qui, vista la fredda giornata di pioggia, ho apprezzato moltissimo la corroborante zuppa di funghi, cremosissima e abbondante, accompagnata da un fragrante brezel.
  • Café Sacher, sede distaccata dello storico bar di Vienna nel quale fu inventata la famosa torta al cioccolato e confettura. I prezzi sono alti e bisogna attendere un po’, ma ne vale la pena.
  • Cafè Konditorei Fürst, che ancora oggi produce le Palle di Mozart seguendo la ricetta originale. Fu infatti proprio il suo fondatore Paul Fürst ad inventare, nel 1890, questo squisito cioccolatino ripieno di marzapane al pistacchio e crema gianduia. Un po’ meno caro del Café Sacher, ma altrettanto affollato e più caotico.

Cosa vedere a Salisburgo

Fortezza Hohensalzburg

La Fortezza Hohensalzburg domina la città dal promontorio di Festungsberg. Risale al 1077, quando l’arcivescovo Gebhard von Helfenstein commissionò la costruzione di una prima torre difensiva. Nei secolo successivi, diversi arcivescovi contribuirono all’ampliamento della fortezza, costruendo le torri, l’arsenale, e il piano superiore destinato a residenza. Leonhard von Keutschach fece realizzare i raffinati appartamenti principeschi, e fu l’unico arcivescovo a governare la città dalla fortezza e non dalla Residenz.

Cosa vedere a Salisburgo, Fortezza Hohensalzburg

Potete salire a piedi, ma il sistema più rapido e comodo è con la funicolare, che parte ogni 10 minuti dalla stazione vicina alla Cappella di Santa Margherita.

Per visitare Hohensalzburg esistono diverse tipologie di biglietto, da quello base che comprende solo la salita e il giro delle mura fino a quello all-inclusive. Io vi consiglio quello completo, che include anche gli appartamenti dei principi.

La Salzburg Card comprende il biglietto base con funicolare e audioguida, ma arrivando prima delle 11.00 potrete visitare anche gli appartamenti dei principi.

Cercate di arrivare presto per evitare lunghe code.

La visita comprende il giro panoramico, la torre di guardia, il museo, l’arsenale, la cappella e, a pagamento, gli appartamenti dei principi e il teatro magico.

  • La Torre di Guardia è un museo sulla storia di Salisburgo. Qui si trovano anche le prigioni, nelle quali nel 1611 fu rinchiuso anche l’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau. Dalla vetta si gode di un bel panorama sulla città.
  • Nel Museo della Fortezza potrete ammirare armi e armature, enormi stufe in maiolica, e ricostruzioni di stanze medievali. Molto interessante la sala dedicata al leggendario medico e alchimista Paracelso, deceduto qui nel 1541.
  • Il Museo Rainer commemora il reggimento della città di Salisburgo, istituito nel 1682. Sono esposte armi, uniformi, mostrine, e documenti, con particolare accento alla Prima Guerra Mondiale e alle battaglie combattute lungo i nostri confini.
  • Il Museo delle Marionette, con diverse marionette d’epoca tra cui Papageno e Papagena del Flauto Magico di Mozart.
  • Gli Appartamenti dei Principi si compongono di quattro ambienti lussuosi, dalle pareti rivestite in cuoio e legno finemente decorato, con soffitti a cassettoni, porte intarsiate e una preziosa stufa in maiolica.
  • L’arsenale include alcuni pezzi di artiglieria, ma è soprattutto un museo-gioco pensato per i bambini, con stazioni interattive.

Domquartier

Con la definizione Domquartier si intende il complesso museale che si snoda attorno al duomo, e che con un solo biglietto comprende ben quattro musei ed eventuali mostre temporanee:

  • La residenza degli arcivescovi.
  • La pinacoteca.
  • il Museo del Duomo.
  • il Museo di San Pietro.
  • l’accesso al Duomo dalla tribuna dell’organo.

La Residenz, ovvero il palazzo dell’arcivescovo, risale al tredicesimo secolo.

I principi arcivescovi di Salisburgo crearono un palazzo molto lussuoso, per dare sfoggio della propria ricchezza proveniente principalmente dalle imposte sul commercio di sale. In ogni stanza sono presenti marmi pregiati, arredi in stile Luigi XV, arazzi fiamminghi, eleganti pannellature in legno, lampadari di cristallo, stufe in maiolica e affreschi allegorici ispirati alla vita di Alessandro Magno.

Le stanze di rappresentanza sono, la Sala dei Carabinieri, la più grande, la Sala dei Cavalieri, la Sala delle Conferenze e la Sala delle Udienze. Da qui si entra negli appartamenti privati degli arcivescovi, che si compongono di uno studio, una stanza da letto, un salotto e un oratorio privato. Chiudono il percorso altre stanze di rappresentanza, la Sala del Trono, la Sala Bianca nella quale fu firmato il passaggio all’Impero Asburgico, la sala verde e la Sala Imperiale.

La visita continua con la Galleria d’Arte, in cui sono esposte opere di artisti europei di epoca moderna.

Oltrepassata la terrazza con vista sul loggiato della cattedrale vi ritroverete nel Duomo, sulla tribuna dell’organo. Da qui potrete ammirare l’interno della cattedrale, apprezzandone gli stucchi, gli affreschi e i decori barocchi.

Troviamo quindi il Museo del Duomo e il Museo di San Pietro, il monastero più antico d’Austria. Entrambe le gallerie custodiscono preziosi tesori ecclesiastici, come statue, ostensori, bibbie e vangeli miniati, paramenti liturgici e reliquiari. Spicca un ostensorio completamente tempestato di smalti e gemme preziose, davvero notevole.

Per finire, visitate la Wunderkammer, ovvero la stanze della curiosità, dove sono esposti oggetti esotici.

Duomo di Salisburgo

Il Duomo dei Santi Ruperto e Virgilio risale al 1628. L’attuale cattedrale, commissionata dall’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, andò infatti a sostituire una chiesa pre-esistente, gravemente danneggiata in un incendio. Del progetto si occuparono due stimati architetti italiani, Vincenzo Scamozzi e Santino Solari.

La cattedrale è in stile barocco, con una facciata in marmo e calcare locali. Le quattro sculture che fiancheggiano i tre portali in bronzo sono i Santi Pietro, Paolo, Ruperto e Virgilio.

Cosa vedere a Salisburgo, Duomo dei Santi Ruperto e Virgilio

L’interno ha un’unica navata con cappelle laterali. Il soffitto è interamente affrescato da scene della vita e della passione di Cristo, opere di Donato Mascagni e Ignazio Solari. Sempre il Mascagni dipinse anche la pala che adorna l’altare in marmo e le scene del Vecchio Testamento della cupola, che però andarono distrutte nei bombardamenti del ’45. La cupola e i dipinti attuali sono quindi copie.

Wolfgang Amadeus Mozart fu battezzato qui nel 1756, nel fonte battesimale all’ingresso. Attorno all’altare e nel transetto si trovano gli epitaffi di alcuni arcivescovi, le cui spoglie riposano nella cripta.

L’ingresso al Duomo di Salisburgo è a pagamento, e se disponente della card avrete uno sconto del 50%. Io ho pagato prima di sapere che, visitando il Domquartier, sarei comunque potuta entrare nella chiesa dalla tribuna dell’organo. Se avete già intenzione di visitare il Domquartier, a mio parere non vale la pena spendere ulteriori soldi per entrare nella cattedrale. Tenete presente inoltre che il Duomo non è accessibile durante il concerto di mezzogiorno.

Nella piazza antistante si organizzano spesso concerti, in particolare nel periodo estivo.

Centro storico

Il centro storico di Salisburgo si estende su entrambe le sponde del fiume Salzbach, anche se la maggior parte delle cose da vedere si trovano sulla sponda sinistra.

La strada principale è la Getreidegasse, fiancheggiata da edifici storici che oggi ospitano negozi e ristoranti. Le vie parallele sono collegate da una serie di passaggi coperti, molto utili se come noi trovate una giornata di pioggia. Qui si trova anche la casa natale di Mozart, della quale parleremo più in dettaglio nel paragrafo dedicato.

Tantissimi sono i negozi che vendono le Palle di Mozart, il cioccolatino dedicato al noto compositore. Come abbiamo già detto, le Palle di Mozart furono inventate dalla pasticceria Fürst, che ancora oggi le produce secondo la ricetta originale. In tutta la città ne potrete però trovare di ogni genere, anche senza pistacchio e marzapane.

L’intrico di viuzze si apre si diverse piazze puntellate di caffè con tavolini all’aperto. Approfittatene per una sosta golosa, magari proprio alla pasticceria Fürst, allo storico Caffé Tommaselli oppure, sulla sponda opposta, al raffinato e costoso Café Sacher.

Chiese di Salisburgo

In una città nata attorno a un monastero e governata per secoli dagli arcivescovi non possono certo mancare le chiese. Oltre al già citato Duomo, ce ne sono diverse altre che vale la pena visitare.

La Chiesa dei Francescani, che rischiate di non notare tanto è compressa tra gli edifici circostanti, è di origine medievale. Fu realizzata nel 1223 in stile romanico, e restaurata in stile gotico nel 1408. Fino alla costruzione del Duomo, fu anche la chiesa parrocchiale di Salisburgo. All’interno, volgete lo sguardo al soffitto per ammirare la volta a ragnatela.

L’Abbazia di San Pietro costituisce il nucleo originario di Salisburgo, fu infatti fondata già nel 696 da San Ruperto, primo vescovo e patrono della città. Il complesso, che si sviluppa attorno a tre cortili ed è addossato alla parete rocciosa del Mönchsberg, è una vero tesoro storico e artistico. La chiesa abbaziale è del 1147, ma fu più volte ristrutturata ed oggi ci appare in stile barocco, con un interno riccamente decorato da affreschi sulle vite dei Santi Pietro, Ruperto e Benedetto. Qui sono sepolti San Ruperto e Maria Anna Mozart, sorella di Amadeus. Il complesso ospita inoltre la biblioteca più antica dell’Austria, uno struggente cimitero, la cappella di Santa Margherita e le catacombe paleocristiane, visitabili. Nel cortile della chiesa ha sede l’elegante ristorante Stiftskeller St. Peter, che organizza anche cene con concerto.

La Chiesa Collegiata, detta anche “chiesa bianca”, appartiene all’università di Salisburgo. Fu completata nel 1707, ed è uno dei più fulgidi esempi del barocco austriaco. Stupisce per l’estrema luminosità data dalle pareti completamente bianche, e per i decori semplici ma raffinati.

Casa natale di Mozart

A Salisburgo ci sono due case di Mozart, la casa natale e quella dove visse dal 1773 al 1780.

Entrambe sono incluse nella card, potrete però anche acquistare il biglietto singolo. Le mostre sono molto simili, narrano la vita di Wolfgang Amadeus e della sua famiglia, dalla nascita alle prime apparizioni in pubblico, fino all’addio a Salisburgo, il trasferimento a Vienna e la precoce morte, a soli 35 anni.

Io le ho visitate tutte e due, ma secondo me potete limitarvi alla casa natale, la cui mostra mi è sembrata più completa.

La casa in cui Mozart venne al mondo il 27 gennaio 1756 si trova nel centro storico, al 9 di Getreidegasse. E’ così affollata che anche solo fotografare l’insegna è una vera impresa. La visita dura circa un’ora, forse qualcosa meno.

La famiglia di origine di Mozart era piuttosto benestante, come si evince dalle dimensioni dell’appartamento. Nelle varie stanze sono esposti alcuni oggetti personali, documenti, strumenti musicali originali e riproduzioni, ritratti, spartiti, lettere autografe e libretti d’opera.

Ampio spazio è lasciato al periodo viennese. Amadeus lasciò Salisburgo in aperta contestazione con l’arcivescovo, che a suo dire lo trattava come un servo. Nella cosmopolita Vienna riuscì invece ad esprimere tutto il proprio talento musicale, passando tra l’altro circa un terzo della propria vita in viaggio per l’Europa.

Mozart morì il 5 dicembre 1791, le cause della morte e il luogo di sepoltura sono tuttora incerti. Dopo la sua dipartita, la vedova Constanze Weber iniziò subito a sfruttare l’immagine del marito, ottenendo un ritorno economico non indifferente. Dei loro sei figli, solo due sopravvissero fino all’età adulta, ma poiché nessuno dei due ebbe eredi, oggi non esistono discendenti legittimi di Wofgang Amadeus Mozart.

Residenza Mozart

Sulla sponda destra del Salzbach, all’8 di Makartplatz, si trova la casa in cui Mozart visse dal 1773 al 1780, anno in cui lasciò Salisburgo per Vienna.

Anche qui troviamo dipinti, strumenti musicali, spartiti, lettere, insomma più o meno le stesse cose che si trovano nella casa natale. Rispetto a questa, tuttavia, qui ci si concentra più sui rapporti del compositore con la sua famiglia di origine: il padre Leopold anch’egli musicista, la madre Anna Maria Pertl e soprattutto la sorella Maria Anna, detta Nannerl.

Di cinque anni maggiore di Amadeus, Maria Anna era una musicista e compositrice altrettanto dotata. Da bambina, infatti, anch’ella viaggiò con il padre e il fratello, dando sfoggio del suo talento. In quanto donna, tuttavia, in età adulta dovette abbandonare ogni velleità artistica per diventare moglie e madre, ed occuparsi del padre vedovo, e solo dopo la morte del marito poté tornare ad insegnare pianoforte alle giovani salisburghesi. Purtroppo, nessuna composizione ufficialmente attribuita a Nannerl è arrivata fino a noi.

Castello e giardini di Mirabell

Restiamo sull’elegante sponda destra del fiume Salzbach e andiamo a visitare il Castello di Mirabell e i suoi magnifici giardini.

Il primo castello fu commissionato dall’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, come dimora per la sua amante Salomé Alt e i loro 15 figli. All’inizio del ‘700 fu ristrutturato in stile barocco, ma in seguito a un terribile incendio nel 1818 fu necessario ricostruirlo quasi interamente, stavolta in stile neoclassico.

Oggi è famoso soprattutto per essere apparso in alcune scene del film Tutti Insieme Appassionatamente.

Il palazzo ospita uffici comunali, ma sono aperti al pubblico (salvo manifestazioni) lo scalone d’onore, la Sala dei Marmi, e la Cappella Palatina. La Sala dei Marmi, così chiamata perché interamente rivestita in marmo, è una richiestissima location per romantici matrimoni, ma gode anche di un’acustica eccellente. Qui suonarono Wolfgang Amadeus Mozart, suo padre Leopold e sua sorella Maria Anna, e ancora oggi vi si svolgono regolarmente concerti.

Fiore all’occhiello dello Schloss MIrabell sono i suoi giardini alla francese con statue e fontane, e una meravigliosa visuale sulla fortezza di Hohensalzburg.

Punto panoramico Kapuzinerberg

Un aggettivo piuttosto banale ma efficace per descrivere Salisburgo è “bella”. Perché lo è davvero, con i suoi palazzi barocchi, i campanili svettanti delle chiese e l’onnipresente fortezza che si staglia sullo sfondo.

Per ottenere il classico scatto da cartolina, vi consiglio di recarvi al punto panoramico di Kapuzinerberg, sul promontorio sulla sponda destra del fiume. Dalla Linzergasse, strada commerciale piena di negozi e ristoranti, imboccate la Imbergstiege e salite gli oltre 200 gradini che conducono alla base del convento cappuccino.

Sulla sinistra c’è un belvedere sul Castello di Mirabell, mentre andando verso destra raggiungerete la terrazza panoramica sul centro storico, una visuale che vi lascerà senza fiato. Il momento migliore per la luce è al mattino, quando il sole illumina direttamente lo skyline, ma per un’esperienza super romantica, venite al tramonto. In ogni caso, il panorama è talmente incantevole, che tutte le ore vanno bene.

Se avete voglia di camminare, potete proseguire lungo un sentiero ad anello di circa 2 km, che vi riporterà al punto di partenza.

Eventi a Salisburgo

Salisburgo è una città molto vivace, nella quale si svolgono diversi eventi durante l’anno. Quelli più famosi sono due, il Festival della Musica e i Mercativi di Natale.

Il Festival della Musica si svolge in estate e dura 6 settimane, indicativamente da metà luglio a fine agosto. In attività sin dal 1920, negli anni il festival si è arricchito sempre più, aggiungendo nuove location ed eventi musicali all’avanguardia, quindi non solo musica classica e Mozart. Piazze, parchi e sale concerti si riempiono di artisti e musicisti, che con le loro performance di altissimo livello allietano il pubblico ogni sera. Controllate il programma sul sito ufficiale.

I Mercatini di Natale, tra i più antichi al mondo, iniziano nell’ultima settimana di novembre e terminano a capodanno. In questo periodo, il centro storico di Salisburgo si trasforma in un paesaggio incantato, con soffuse lucine, una non rara spruzzata di neve, il profumo di zenzero e cannella che pervade l’aria, e quell’atmosfera festosa che caratterizza il periodo dell’Avvento. Le caratteristiche casette in legno occupano diverse piazze del centro, tra cui il cortile della fortezza, la piazza del Duomo e la piazza del mercato, e il castello di Mirabell. Approfittatene per acquistare qualche pensierino, ma anche per assaggiare le prelibatezze locali, dai biscotti speziati lebkuchen al Glühwein, ovvero il vin brulé.

Cosa vedere nei dintorni di Salisburgo

Castello di Hellbrun

La residenza estiva dell’arcivescovo Marcus Sittukus fu realizzata nel 1619 nelle campagne salisburghesi, e comprende una villa in stile italiano e un giardino con giochi d’acqua.

Il Castello di Hellbrunn è incluso nella card di Salisburgo, ma potete anche acquistare il biglietto singolarmente. Poiché l’attrazione principale sono i giochi d’acqua delle fontane, è preferibile visitarlo in una giornata di sole.

La visita del palazzo comprende diverse sale sfarzose, tra cui quella delle tappezzerie cinesi, la sala dei banchetti con dipinti a tema naturalistico, e la sala dei ricevimenti, completamente affrescata.

Sittikus amava lo stile di vita sfarzoso, e soprattutto ricevere ospiti e stupirli con effetti speciali. Per questo motivo, fece installare nei giardini del palazzo delle innovative fontane con giochi d’acqua, arrivati immutati fino a noi.

Il percorso si snoda tra aiuole fiorite, statue, grandi vasche e fontane a tema mitologico, e misteriose grotte di stalattiti. Attenzione, però, perché non saprete mai quando scatteranno gli scenografici e divertenti giochi d’acqua, con getti che compongono elaborate coreografie o, semplicemente, vi schizzeranno per il divertimento di grandi e piccini.

Non dimenticate, infine, di salire al punto panoramico dietro al Volksmuseum per un panorama indimenticabile su Hellbrunn e sulla fortezza di Hohensalzburg.

Mondo della Birra Stiegl

Alle porte di Salisburgo potrete visitare il birrificio Stiegl, il più antico birrificio privato dell’Austria. Se ne hanno tracce sin dal 1492, quando si chiamava Prewhaws ed era una locanda nel centro di Salisburgo. Nonostante le restrittive leggi religiose, la Stiegl continuò incessantemente a produrre birra, al punto di diventare il birrificio più grande della città.

Dopo il passaggio all’Austria, l’allora proprietario acquistò una cantina ai piedi della fortezza di Hohensalzburg, dove ancora oggi si trova il ristorante Stiegl-Keller. Nel 1863, il giro d’affari in crescita decretò lo spostamento della birreria fuori città, nell’attuale collocazione. Sotto la guida di Heinrich Kiener vennero acquistati nuovi macchinari e la produzione si diversificò. Lo stabilimento è ancora di proprietà della famiglia, che nel 1995 aprì il museo dedicato.

Anche quest’attrazione è inclusa nella card turistica, che quindi come vedete è veramente completa e conveniente.

La visita spiega il processo di produzione ed imbottigliamento della birra, nonché la storia del birrificio. Al termine del tour avrete diritto a un assaggio, ma se la giornata è bella vi consiglio di fermarvi a bere o mangiare qualcosa al grande biergarten nel cortile interno.

Nido dell’Aquila

Spostiamoci una ventina di chilometri da Salisburgo e andiamo in Baviera, in Germania, e per la precisione nei pressi della cittadina di Berchtesgaden.

Qui, tra le impervie vette dell’Obersalzberg, nel 1938 Adolf Hitler fece costruire il proprio rifugio alpino, utilizzato per ricevere ospiti e per definire le sue folli strategie belliche. Nonostante l’ingente spesa di 30 milioni di marchi e l’impiego di oltre duemila operai, in realtà il führer lo frequentò pochissimo, forse per l’aria troppo rarefatta o per problemi di vertigini.

Per via delle frequenti nevicate, il Nido dell’Aquila è aperto solo nella bella stagione, controllate sul sito ufficiale.

La strada che conduce all’ingresso è vietata ai veicoli privati. Dovrete quindi recarvi alla stazione degli autobus di Obersalzberg (Salzbergstraße 41, 83471 Berchtesgaden), e da lì imbarcarvi sugli speciali bus turistici, che in 15 minuti circa vi porteranno nel piazzale dove cominciare la visita. Il costo nel 2023 è di 30,80€ per gli adulti e 16,00€ per bambini da 6 a 14 anni. Al momento dell’imbarco, vi indicheranno sul biglietto l’orario del ritorno, che se vorrete potrete cambiare alle macchinette automatiche in vetta.

Il Nido dell’Aquila oggi è un ristorante, quindi non c’è molto da vedere. Se non vi fermate a mangiare o a fare trekking, un’ora sarà più che sufficiente.

All’arrivo, imboccate il tunnel e poi salite nel lussuoso ascensore cromato. Prendete quindi il sentiero che conduce sull’altura dalla quale vedrete la struttura circondata dalle alpi tedesche, e poi visitate la piccola mostra fotografica. Infine, nella sala da pranzo fermatevi ad ammirare il camino in marmo rosso, dono di Mussolini.

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