Cosa vedere sul Lago di Como

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  • Categoria dell'articolo:Como e Lecco
  • Ultima modifica dell'articolo:24 Ottobre 2023
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Il Lago di Como è una delle mete più più glamour d’Italia, molto amato dai turisti stranieri e frequentato da attori, politici e influencer, che spesso acquistano ville di lusso sulle sue sponde. Conosciuto per la straordinaria bellezza dei suoi paesaggi ed il clima relativamente mite, il Lago di Como è anche ricco di cose da vedere.

Esplorandolo, scoprirete pittoreschi borghi dall’atmosfera romantica, ville monumentali ricche di opere d’arte e circondata da meravigliosi giardini, percorsi storici e luoghi di manzoniana memoria. Da fare assolutamente il giro del lago in battello, per godere di scorci panoramici mozzafiato.

Scopriamo insieme quali sono e come visitare le principali attrazioni del Lago di Como.

Come arrivare

Il Lago di Como si trova nel nord-ovest della Lombardia, a breve distanza dal confine con la Svizzera.

E’ possibile raggiungerlo in svariati modi ma, data la sua estensione, conviene scegliere in base al tipo di viaggio che avete in mente, ovvero se volete visitare tutto il lago oppure se volete solo fermarvi nelle città

  • L’aeroporto più comodo per arrivare sulla sponda lecchese è quello di Bergamo Orio al Serio. Per la sponda comasca, meglio invece atterrare a Malpensa.
  • Entrambi i capoluoghi di provincia, Como e Lecco, sono facilmente raggiungibili in treno, grazie ai frequenti collegamenti con Milano e altre città del Nord Italia. Così facendo, però, sarete poi meno indipendenti nello spostamento tra una località e l’altra.
  • L’automobile rappresenta una buona soluzione per essere liberi di muovervi a vostro piacimento. Como è raggiungibile con l‘autostrada A9 da Milano e la SS342 da Varese, mentre per arrivare a Lecco dovrete utilizzare la strada statale SS 36 dello Spluga.

Come muoversi

Passiamo subito al tasto dolente del Lago di Como. L’altissima affluenza, il fatto che ci siano solo due strade principali, e la conformazione stessa del lago fanno sì che spostarsi in macchina lungo i due rami sia un vero incubo, soprattutto in estate, nei weekend ed in corrispondenza dei ponti comandati.

Le località turistiche del ramo comasco sono collegate dalla Strada Statale Regina (SS340). La strada è super panoramica, con scorci mozzafiato sul lago, ma purtroppo è molto trafficata, ad una sola corsia per senso di marcia.

La strada principale del ramo lecchese è invece la Statale dello Spluga (SS36), anch’essa tristemente famosa per le lunghe colonne del weekend. Questa è persino più trafficata della Regina, in quanto collega anche la Valsassina e la Valtellina, mete turistiche molto popolari tutto l’anno.

Se volete arrivare a Bellagio in auto, cambiate subito idea. La cittadina si trova esattamente all’incrocio dei due rami, e le due strade che la raggiungono sono strette e a lenta percorrenza.

L’alternativa per spostarsi più agevolmente sul lago di Como sono i battelli di Navigazione Laghi. Le corse sono frequenti e puntuali, inoltre, su alcuni battelli specifici (che troverete sul sito ufficiale) è possibile caricare anche la propria vettura. Questa è la soluzione ideale se vi volete spostare da un braccio all’altro senza dover circumnavigare il lago.

Le traversate in battello sono rilassanti e panoramiche, ma per contro sono anche molto lente. Per esempio, se volete arrivare a Bellagio da Como, il tragitto dura circa 2 ore e mezzo, con diverse fermate intermedie. Se non altro, però, potrete godervi il paesaggio senza la frustrazione di essere imbottigliati nel traffico.

Tour guidati

Spostarsi sul Lago di Como sarà anche complicato, ma vi assicuro che la bellezza dei posti vi ricompenserà abbondantemente. Se però vi siete un po’ fatti scoraggiare dall’idea del traffico o dai tempi di percorrenza dei battelli pubblici, sappiate che esistono diversi tour guidati, che vi consentiranno di esplorare le principali meraviglie del lago in tutta comodità.

Quando andare

Il Lago di Como ha un clima vario, dovuto alla sua estensione.

Le località della zona meridionale affacciate direttamente sul lago godono di un clima semi-continentale. Ci sono quattro stagioni ben definite e temperature mitigate dalla presenza del lago e della catena montuosa circostante, che protegge dai venti. Ciò si traduce in inverni meno rigidi ed estati meno torride rispetto al resto del nord Italia. Qui è infatti facile trovare coltivazioni tipicamente mediterranee, come gli agrumi e l’ulivo.

Le località prealpine e all’estremità settentrionale sono invece più fredde e piovose, con importanti precipitazioni invernali ed estati più fresche.

A livello climatico, il periodo più indicato per visitare il Lago di Como va dalla primavera all’autunno, quando è più piacevole navigare le sue acque e le giornate sono più lunghe.

Se invece prendiamo in considerazione l’affollamento, il discorso cambia. Nella bella stagione, diciamo a partire da Pasqua e fino a settembre inoltrato, il Lago di Como è letteralmente preso d’assalto tutti i weekend, nei ponti e nelle festività, oltre che nel mese di agosto.

Se ne avete la possibilità, vi consiglio quindi di visitarlo nei giorni infrasettimanali e in bassa stagione, quindi indicativamente prima di Pasqua e nel mese di ottobre.

Per quanto riguarda invece le gite giornaliere, il consiglio spassionato è di partire il più presto possibile, così da evitare il traffico e trovare più facilmente parcheggio. Le ore migliori per il rientro sono il pomeriggio prima delle 16.00, oppure la sera dopo cena.

Quanto tempo dedicare

Le cose da vedere sul lago di Como sono molte, e come abbiamo visto spostarsi da una all’altra può richiedere parecchio tempo.

Per questo motivo, vi consiglio di dedicare al Lago di Como almeno 4-5 notti, cercando di distribuire le attività in questo modo:

  1. Visita di Como città e Brunate.
  2. Sponda comasca: Cernobbio, Villa del Balbianello, Villa Carlotta, passeggiata pedonale greenway e Menaggio.
  3. Bellagio e Varenna in traghetto, spostamento sulla sponda lecchese.
  4. Orrido di Bellano e Forti di Colico.
  5. Visita di Lecco e del Lago di Garlate.

Dove alloggiare

Se seguite l’itinerario proposto qui sopra, dovrete alloggiare almeno in due località diverse, una sulla sponda comasca e una sulla sponda lecchese.

Personalmente, sceglierei di alloggiare rispettivamente a Como e a Lecco, perché sono le città meglio collegate e con la maggiore scelta di hotel e ristoranti.

Mi rendo però conto che nulla eguaglia il fascino dei borghi, autentici gioiellini che invitano a passeggiate romantiche e rilassanti. Se preferite dormire in uno dei paesini sulla costa, sceglietene però uno che sia servito dal traghetto, quindi per esempio Argegno, Lenno e Menaggio sulla sponda comasca e Varenna, Bellano e Mandello del Lario sulla sponda lecchese.

Una cosa è certa, evitate di alloggiare a Bellagio, che è carissima e logisticamente molto scomoda.

Lago di Como, cosa vedere

Como

Como è la più importante città del lago, che non a caso porta il suo nome. Il suo centro storico, visitabile a piedi, è un mix di architetture di varie epoche, che con i loro diversi stili raccontano la storia della città.

Le mura di cinta sono di epoca medievale, così come la caratteristica Piazza San Fedele e la straordinaria Cattedrale di Maria Assunta, realizzata in marmi policromi secondo lo stile tardo-gotico, e l’adiacente Palazzo del Broletto, antica sede comunale.

Tra gli edifici più recenti troviamo invece il Teatro Sociale, del 1813, e la cosiddetta “Casa del Fascio“, un edificio in stile razionalista che oggi è sede della Guardia di Finanza.

Il lungolago è una piacevole passeggiata che si divide in tre tratti distinti che costeggiano tutta l’insenatura. Il tratto centrale è caratterizzato da un grande parco con sculture e monumenti. Una passerella panoramica si addentra per qualche centinaio di metri nel lago, permettendovi di ammirare il centro città. Nel punto centrale svetta la scultura Life Electric, opera di Daniel Libeskind che celebra Alessandro Volta e l’invenzione della pila. I due viali laterali costeggiano invece alcune splendide dimore signorili, tra le quali non dovete perdervi Villa Olmo con i suoi eleganti giardini alla francese.

Brunate

Brunate è un piccolo borgo che si trova sopra Como, raggiungibile direttamente dal centro città con un breve tragitto in funicolare.

Chiamato anche “Balcone delle Prealpi“, offre panorami incantevoli sul lago, e dalla seconda metà del ‘800 divenne una popolare meta turistica per la borghesia milanese. Il suo centro storico è un dedalo di ripide viuzze che serpeggiano tra case di corte, ville in stile liberty e piccolo b&b.

Tra le cose da vedere ci sono la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, con affreschi seicenteschi, e il Faro Voltiano, una torre di 29 metri costruita per il centenario della morte dello scienziato.

Cernobbio

Alle porte di Como, Cernobbio è rinomata soprattutto per le sue ville storiche, che spesso ospitano eventi di livello internazionale.

La più famosa è Villa d’Este, costruita nel 1589 per il cardinale Tolomeo Gallio ed in seguito abbellita e rinnovata diverse volte. In particolare, nell’800 l’allora principessa del Galles Carolina di Brunswick acquistò la villa e ne rinnovò i giardini secondo il gusto romantico, aggiungendo sentieri e tempietti. Oggi è un hotel di lusso, e purtroppo non è visitabile. Per vederla potete però prendere il battello, che effettua una fermata a Cernobbio e passa a breve distanza.

Conosciuta come casa di Luchino Visconti, Villa Erba è una dimora ottocentesca in stile manieristico e un importante centro congressi. Il suo parco secolare fa parte del circuito Grandi Giardini Italiani, ed è visitabile in occasione di eventi aperti al pubblico, che potrete consultare a questa pagina. A partire dal 2022 ospita inoltre Città dei Balocchi, la manifestazione natalizia che per anni si è svolta nel centro di Como.

Villa del Balbianello

Arroccata su uno sperone roccioso che sembra tuffarsi nella acque turchesi del lago, la Villa del Balbianello è un autentico gioiello del Lario.

Costruita nel 1787 per il Cardinale Angelo Maria Durini, la villa ebbe poi diversi proprietari, l’ultimo dei dei quali fu Guido Monzino. Il celebre esploratore arredò la villa con i cimeli dei suoi viaggi, tra cui mappamondi, libri, mappe e preziosi manufatti. Alla sua morte lasciò tutto in eredità al FAI, che tuttora gestisce la villa e il suo parco.

La villa è ben tenuta e la visita è senza dubbio interessante, ma la vera meraviglia è lo splendido parco che la circonda, uno dei luoghi più romantici al mondo. Il giardino si sviluppa su più livelli, e comprende alberi secolari, aiuole fiorite e piante perfettamente potate, il tutto adornato da statue e graziose balaustre, oltre a un molo privato. Dalla Loggia Durini, con le sue colonne completamente avviluppate da un ficus rampicante, potrete osservare uno dei migliori panorami sul lago. Vi consiglio di arrivare dal lago per un effetto veramente wow.

Non è certo un caso che la villa sia stata scelta come location per diversi film, tra cui Un Mese al Lago di George Irwin, Star Wars:l’Attacco dei Cloni di George Lucas e 007:Casino Royale di Martin Campbell.

Gli interni sono invece accessibili solo con visita guidata da prenotare online sul sito del FAI. A mio avviso vale la pena visitare tutto, ma se non avete tempo potete anche limitarvi al solo parco, che è prenotabile anche su altre piattaforme:

Villa Carlotta

A breve distanza dalla Villa del Balbianello, Villa Carlotta è un’altra dimora storica del Lago di Como.

Prende il nome dalla Principessa Carlotta di Prussia, che la ricevette in dono nel 1850 in occasione delle nozze con Giorgio II di Sassonia-Meiningen, ma la sua costruzione è antecedente. Fu infatti realizzata alla fine del ‘600 come residenza di svago della famiglia milanese Clerici, e poi venduta al politico e consigliere di Napoleone Gian Battista Sommariva. Quest’ultimo, appassionato d’arte, ne fece un vero e proprio museo, arricchendola di dipinti e sculture di artisti coevi quali Canova e Thorvalsen. Una collezione che fu quasi interamente venduta dai proprietari tedeschi, i quali per contro lavorarono molto sull’abbellimento delle sale interne e dei giardini.

Oggi, Villa Carlotta sia galleria d’arte sia orto botanico. Nel museo potrete ammirare opere di Hayez, Canova, Pacetti, e alcuni cassettoni dell’ebanista Giuseppe Maggiolini. Il parco ospita oltre 500 specie di piante, tra cui azalee, camelie, rododendri, agrumi, ortensie, bambù e piante tropicali.

Greenway del lago di Como

La Greenway è un percorso ciclopedonale lungo circa 10 km che collega i paesi di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo e Griante.

Seguendo approssimativamente il tragitto della Statale Regina, attraverserete i centri storici di questi piccoli borghi con i loro suggestivi edifici in pietra, le piccole chiese e le cappelle, e godrete di alcune straordinarie vedute sul lago e sull’Isola Comacina.

Menaggio

Grazie alla sua posizione, al centro del lago e poco a nord della confluenza dei due rami, Menaggio è la base di partenza perfetta per raggiungere in poco tempo la sponda lecchese e Bellagio.

A Menaggio stessa ci sono però alcune interessanti attrazioni, che potrete esplorare seguendo l’itinerario storico-artistico promosso dall’ente del turismo locale. Se viaggiate con bambini, recatevi all’ufficio turistico in Piazza Garibaldi, e chiedete la scheda quiz, che i piccoli potranno compilare durante il percorso e poi riconsegnare per ottenere un piccolo omaggio.

Tra le cose da vedere a Menaggio ci sono la centrale Piazza Garibaldi con i suoi bar e ristoranti, la Chiesa di Santa Marta e la Chiesa di Santo Stefano, nella quale si trova una copia della Madonna col Bambino e un Angelo di Bernardino Luini (l’originale è al Louvre). Proseguendo in salita fino ad uscire dall’abitato arriverete alle rovine del castello medievale, sulle quali oggi sorge una chiesa dedicata a San Carlo, e al suggestivo Ponte di Caravaggio, che scavalca il torrente Senagra.

cosa vedere sul Lago di Como, Menaggio

Bellagio

La più conosciuta tra le cose da vedere sul Lago di Como è senza dubbio Bellagio, graziosa cittadina collocata in posizione privilegiata, nel punto in cui i due rami del Lario di uniscono.

Il centro storico si sviluppa attorno al molo, ed è caratterizzato da raffinati palazzi storici, strette viuzze acciottolate dagli scorci pittoreschi, e una lunga passeggiata lungolago dalla quale si godono panorami eccezionali. Percorrendo tutta via Vitali arriverete fino alla fine della terraferma, a Punta Spartivento, da cui potrete osservare il ramo principale del lago, abbracciato da maestose montagne.

Anche qui non mancano le ville signorili. Villa Serbelloni, in centro, sorge nel punto in cui si trovava il castello di Bellagio, che a sua volta pare essere stato eretto sui resti della villa di Plinio il Giovane. Oggi è un hotel 5 stelle e sede di convegni, di proprietà della Fondazione Rockefeller. L’unica parte visitabile è il parco, magnifica riserva naturale con fontane e vialetti creato a fine ‘700 dall’allora proprietario Alessandro Serbelloni. La visita, guidata e da prenotare online, dura circa 90 minuti.

Villa Melzi, a sud del centro, è un incantevole edificio neoclassico, realizzato nell’800 dal duca di Lodi Francesco Melzi d’Eril. E’ tuttora abitata, infatti anche qui è possibile visitare solamente i giardini. Qui, l’architetto Luigi Canonica e il botanico Luigi Villoresi crearono un parco all’inglese, studiando attentamente il posizionamento di fiori, piante, vialetti e decorazioni per creare un effetto naturale e in armonia con il paesaggio. Il parco è famoso per le camelie e il giardino giapponese.

Da non perdere anche l’affascinante frazione di Pescallo, villaggio di pescatori dove la vita scorre tranquilla e il tempo sembra essersi fermato.

Orrido di Nesso

Quindici chilometri a sud di Bellagio, sulla sponda comasca, l’orrido di Nesso è una stretta gola rocciosa nella quale confluiscono i due torrenti Tuf e Nosè, che culmina in una cascata di 200 metri.

A differenza dell’Orrido di Bellano, qui non è possibile esplorare il canyon, ma potrete comunque ammirare le cascate dal ponte della Civera, raggiungibile scendendo i 340 gradini che dal paese portano sulle sponde del lago.

Lago di Garlate

Appena uscito dal Lago di Como, e prima di proseguire la sua corsa verso il Po, l’Adda ci regala un altro gioiello, il Lago di Garlate. Benché spesso trascurato a favore del suo “fratello maggiore”, fu proprio sulle sponde di questo piccolo specchio d’acqua che Manzoni ambientò molte scene de I Promessi Sposi, tra cui lo struggente brano Addio ai Monti.

Il Lago di Garlate è visitabile grazie a una comodissima pista ciclopedonale lunga 14,5 chilometri, che ne costeggia interamente il perimetro.

Molti sono gli omaggi al celebre romanzo italiano, a partire dal Parco Addio ai Monti di Pescate, dal quale è ben visibile l’inconfondibile sagoma del Resegone. Proseguendo, si incontrano le località di Garlate e poi Olginate, con la sua diga del ’46 e la Villa Schiatti, un edificio in stile liberty degli anni ’30.

Arrivati a Vercurago potrete salire fino al santuario della Valletta e ai ruderi del Castello dell’Innominato, antica fortificazione di proprietà di Francesco Bernardino Visconti, ufficiosamente riconosciuto come l’Innominato manzoniano.

Pescarenico, minuscola frazione di Lecco, è un piccolo villaggio con una graziosa piazzetta contornata da case colorate e moli di barche da pesca. Per scattare delle foto davvero di impatto, attraversate il ponte e spostatevi sulla sponda opposta del fiume.

Lecco

Lecco è la città che diede i natali a Manzoni, ma a parte questo è conosciuta soprattutto come città industriale, non molto frequentata dai turisti. Tuttavia, vale la pena fermarsi qui un giorno per vedere le sue principali attrazioni.

Il centro storico presenta diversi stili, ognuno testimone di una diversa epoca. Le costruzioni più antiche sono il ponte trecentesco ponte Azzone Visconti, in origine decorato con torrette, e la Torre Viscontea, unica superstite dell’antico castello eretto quando Lecco faceva parte del Ducato di Milano.

Tra le chiese, le più famose sono la neoclassica Basilica di san Nicolò, che custodisce un fonte battesimale del 1596 e alcuni affreschi trecenteschi, ed il neoromanico Santuario di Nostra Signora della Vittoria, nel cui campanile alto 61 metri si dice sia racchiusa una reliquia della Vera Croce.

Il settecentesco Palazzo Belgojoso è oggi un polo museale che comprende il Museo di Storia Naturale, il Museo Archeologico, il Museo Storico e un planetario.

Non possiamo, infine, non citare i luoghi manzoniani. Per prima Villa Manzoni, nella quale il giovane Alessandro visse per alcuni anni e che oggi è un museo a lui dedicato. Ci sono poi una serie di edifici che gli studiosi hanno identificato come “scenografia” de I Promessi Sposi, tra cui la chiesa di Don Abbondio, la casa di Lucia, il convento di Fra’ Cristoforo e il palazzo di Don Rodrigo. Fate riferimento a questa pagina per scoprirli tutti.

Varenna

A circa 20 chilometri da Lecco, Varenna è un romantico borgo che offre alcuni degli scorci più pittoreschi del Lago di Como. Non a caso qui troviamo la Passerella degli Innamorati, una passeggiata pedonale sospesa sulle rive del lago in uno scenario assolutamente da favola, tra piccoli moli, aiuole fiorite e suggestivi pergolati.

Il centro storico è un intrico di strette viuzze sulle quali si affacciano casette colorate ed antichi edifici. Tra questi segnaliamo la Chiesa di San Giovanni Battista, e la Chiesa di San Giorgio, entrambe di epoca medievale e che colpiscono per la bellezza degli affreschi.

Qui troviamo inoltre alcune ville di rara bellezza, tra cui Villa Monastero, per me la più bella di quelle viste finora . Nata come convento femminile nel Medioevo, nei secoli successivi fu più volte restaurata dai vari proprietari, fino ad arrivare all’attuale aspetto eclettico, senza uno stile preponderante. Da 2003 è una casa-museo nella quale sono in mostra arredi e decorazioni di diverse epoche, circondata da uno splendido giardino a terrazze.

Su un promontorio al di sopra di Varenna svetta il Castello di Vezio, una fortezza militare dell’undicesimo secolo. Ristrutturato nel ‘900, conserva le mura perimetrali e il mastio centrale, dal quale si gode uno straordinario panorama sul lago. Benché sia una proprietà privata, è visitabile da marzo a ottobre. Tra le sue mura potrete ammirare i rapaci della falconeria, e le misteriose sculture di gesso che ricordano dei fantasmi.

Orrido di Bellano

L’Orrido di Bellano è una stretta gola naturale formatasi circa 15 milioni di anni fa. Nel tempo, lo scorrere dell’acqua ha eroso le rocce circostanti, creando grotte, conche e cascate che possiamo ammirare ancora oggi. La sua potenza fu sfruttata in epoca industriale per le industrie metallurgiche e tessili, e poi per alimentare una centrale idroelettrica.

Il canyon è aperto solamente in estate, tra giugno e agosto, dalle 09.00 alle 20.00. Non è obbligatorio prenotare, ma ve lo consiglio perché l’affluenza è altissima.

Oggi è possibile percorrere una parte del canyon su una passerella, attrezzata con balaustre e scale. Il tragitto dura circa mezz’ora e consente di ammirare la fitta vegetazione che ricopre le rocce, i suggestivi giochi di luce del sole che si infiltra nei suoi anfratti, per terminare con una potente cascata.

L’orrido è inoltre legato alla leggenda del guerriero Taino, che sarebbe sepolto qui con il suo inestimabile tesoro. All’imbocco del canyon c’è una torre esagonale, chiamata Casa del Diavolo, della quale non si conoscono né l’origine né la funzione.

Colico

Terminiamo la rassegna delle cose da vedere sul Lago di Como con Colico, all’estremità settentrionale del lago e al confine con la Valtellina. Per la sua posizione strategica come porta d’accesso al nord Italia, subì spesso incursioni e fu dominata da diversi signori, tra cui i Visconti, gli spagnoli e Napoleone.

Per questo motivo si rese necessaria la costruzione di forti difensivi:

  • Il Forte di Fuentes risale alla dominazione spagnola, voluto dal Conte di Fuentes Pedro Enriquez de Acevado nel 1603. Attualmente ne restano solamente i ruderi, ma è comunque possibile riconoscere il palazzo del governatore, la chiesa e le baracche dei soldati. Dalla vetta della collina godrete di un panorama mozzafiato sul Pian di Spagna e sul punto in cui l’Adda sfocia nel lago.
  • Il Forte Montecchio Nord risale invece alla Prima Guerra Mondiale e fa parte dell’insieme di trincee e fortezze difensive note come Linea Cadorna, che attraversando sullo l’arco prealpino della Lombardia arrivava fino al Lago Maggiore. Realizzato in calcestruzzo, il forte era dotato di moderni sistemi idraulici e di areazione, ed era composto da camerate, cucine e sale amministrative. Al secondo piano si trovano le riservette, che ospitano quattro cannoni modello Schneider, con una gittata di 15 km. Salite sul tetto per osservarne le cupole.

Colico ha tuttavia anche altre attrazioni. In particolare, è una rinomata località dove praticare kite surf, ed ha uno splendido lungolago con spiagge d’erba e ciottoli, perfette per rilassarsi.

Non perdetevi poi l’Abbazia cistercense di Piona, affacciata sul lago e circondata da un romantico giardino.

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