Orange e Chateauneuf du Pape, in Francia nel cuore della Côte du Rhône

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  • Categoria dell'articolo:Provenza
  • Ultima modifica dell'articolo:30 Settembre 2022
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Orange e Chateauneuf-du-Pape, nei pressi di Avignone, testimoniano la ricca storia della Provenza, una storia che affonda le sue radici nel mondo romano, e si sviluppa in epoca medievale tra giochi di potere e guerre di religione.

Mentre Orange custodisce tesori romani di inestimabile valore, Chateauneuf-du-Pape è famosa per il castello dei Papi, abitato all’epoca in cui il soglio pontificio aveva sede ad Avignone. Entrambe offrono invece un incantevole centro storico, buon cibo e soprattutto ottimo vino. Le due città di trovano infatti lungo il Rodano, nel cuore della prestigiosa regione vitivinicola Côte du Rhone.

Come arrivare

Orange e Chateauneuf-du-Pape si trovano nella Provenza occidentale, nel dipartimento della Vaucluse. Il modo migliore per arrivarci è in automobile, che poi è anche il mezzo consigliato per visitare la Provenza.

Se partite dal centro-sud, vi consiglio di volare a Marsiglia, e poi noleggiare l’auto da lì. Dal nord Italia potrete invece viaggiare direttamente con la vostra auto, seguendo una di queste due strade::

  • Da Ventimiglia, proseguite lungo la A8, detta anche Autostrada del Sole, fino a Aix-en-Provence.Da qui, prendete la A7 verso nord, fino all’uscita di Orange.
  • Da Bardonecchia, la strada è più arzigogolata. Risalite fino alla località sciistica di Chambery tramite la A43, quindi scendere verso Grenoble con la A41. Da qui, imboccate la A49 fino a Valenza, quindi la A7 per arrivare a Orange.

Se viaggiate in bassa stagione, vi consiglio la prima opzione. In alta stagione è molto meglio la seconda, anche se in questo caso dovrete mettere a budget il costo del traforo del Frejus, da verificare su questo sito.

Chateauneuf-du-Pape si trova circa 10 km e 15 minuti a sud di Orange, arroccata in cima a una collina e circondata da vigneti.



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Quando andare

La Provenza ha un clima mediterraneo, con estati calde ed inverni miti. In generale, è piuttosto secca, le probabilità di trovare pioggia sono abbastanza basse.

Questo anche grazie al vento, che soffiando costantemente regala alla Provenza quella particolare luce tersa che ha sempre affascinato artisti come Cézanne, Gauguin, Picasso, e naturalmente Van Gogh. Per contro, in primavera il Mistral è molto forte, con raffiche anche di 100 km/h.

C’è da dire, però, che la regione è molto variegata, giacché si passa dalle alte vette delle Prealpi a località costiere come Marsiglia, fino alle padulose lande della Camargue. Il clima può variare considerevolmente da una zona all’altra.

Per non sbagliare, vi consiglio di visitare la Provenza tra la primavera inoltrata e l’autunno, indicativamente da Pasqua fino a Ognissanti.

Agosto e i ponti primaverili francesi (Armistizio, Assunzione, Pentecoste) sono naturalmente i periodi più affollati.

Se volete assistere alla fioritura della lavanda, uno spettacolo unico di colori e profumi, Orange e Chateauneuf-du-Pape non sono le mete giuste. Dovrete dirigervi più ad est, nel Luberon e alle pendici delle Alpi, a Valensole.

Quanto tempo dedicare

Orange e Chateuneuf-du-Pape non sono grandi, un giorno sarà più che sufficiente per visitarle entrambe.

Potete partire da Avignone, la mitica città dei Papi, esplorare i dintorni e poi rientrare in serata.

Orange

Insieme a Arles e Nimes, Orange completa il trittico delle città romane in Provenza. Se le prime due sono famose per le magnifiche arene, Orange è invece conosciuta per il grande teatro romano, uno dei meglio conservati al mondo. Il suo piacevole centro storico è perfetto da esplorare a piedi, tra edifici colorati e caffè con tavolini all’aperto dove gustare un aperitivo.

Fondata dai Celti, che stabilirono un insediamento sulla collina di Sant’Eutropio, nel 35 a.C. Orange fu conquistata dai romani, che le diedero il nome di Aurasio. Nel medioevo passò dai Visigoti ai Saracendi, per poi passare sotto il Sacro Romano Impero e diventare infine un principato indipendente. Il casato di Orange nacque nel sedicesimo secolo, ed è a tutt’oggi la dinastia regnante nei Paesi Bassi. Durante la Rivoluzione Industriale, la città si distinse per la lavorazione del cotone stampato con la tecnica “indiana”.

Teatro Antico

Il Teatro Antico di Orange fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, ed è l’unico teatro romano che conserva ancora il muro di scena e la cavea originali. Fu realizzato otto Augusto, che infatti è raffigurato in una nicchia nel muro, lungo 103 metri e alto 37. Le scalinate, parzialmente appoggiate alla collina retrostante e disposte a semicerchio, potevano ospitare fino a 10.000 spettatori, divisi per classe sociale. Un telo agganciato alle sporgenze nel muro assicurava copertura dal sole e dalla pioggia.

Oltre che ad intrattenere la popolazione, il Teatro ebbe anche l’importante effetto secondario di far conoscere e diffondere la lingua e la cultura romane in Gallia. Gode ancora oggi di un’acustica perfetta, ed ospita infatti numerosi spettacoli e manifestazioni.

Potrete visitare le scalinate ed ammirare la scena, ma non andare dietro le quinte. La visita include l’audioguida, oppure fate riferimento ai numerosi pannelli informativi. In tutto, impiegherete meno di un’ora per visitare il teatro. Il biglietto, del costo di 10€, include inoltre il Museo Municipale. Sconsiglio, invece, l’esperienza di realtà virtuale, che non vale il sovrapprezzo di 5€.

Date un’occhiata anche ai resti de all’antico tempio, a destra dell’ingresso.

Museo Municipale

Il Museo Municipale si trova di fronte al teatro.

Il pezzo forte è il Catasto Romano del primo secolo, un’antica mappa del territorio attorno a Orange realizzata su tavole di marmo. Sempre relativamente all’epoca romana, potrete ammirare alcuni mosaici, le rovine di un altare, statue e resti di colonne.

Oltre a questo, ci sono mostre temporanee, ed un excursus sulla storia della città, con particolare attenzione al periodo del principato e allo sviluppo dell’industria tessile.

Arco di Trionfo

Anch’esso parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, l’imponente Arco di Trionfo oggi delimita il centro storico, ma nell’antichità si trovava sulla Via Agrippa, ed era il monumentale ingresso alla città, un simbolo della potenza dell’Impero.

L’arco fu eretto nel 49 a.C. per celebrare la vittoria dei Romani sui Greci a Marsiglia, ed in seguito fu dedicato all’imperatore Tiberio. Con i suoi 20 metri, è il terzo arco romano più alto del mondo.

I bassorilievi sopra le arcate rappresentano scene belliche, tra le quali la battaglia di Azio, nella quale Augusto sconfisse Antonio e Cleopatra. Sopra l’arco svettava, in origina, una quadriga in bronzo.

Orange e Chateauneuf-du-Pape,, Arco di Trionfo di Orange

Centro Storico

Nel piccolo centro storico di Orange ci sono alcuni edifici di interesse. Tra questi, la Cattedrale di Notre-Dame di Nazareth, dal bellissimo portale in stile romanico provenzale, la francescana Chiesa di Saint-Florent, ed il teatro municipale, che sorge nel luogo in cui avvenivano le esecuzioni durante la Rivoluzione.

Come in tutte le città ed i borghi della Provenza, tuttavia, la cosa migliore è passeggiare senza meta tra le vie e le piccole piazze, alla ricerca di scorci suggestivi. E ce ne sono davvero molti, dal colorato mercato provenzale del giovedì in Place Clémenceau agli ombreggiati tavolini all’aperto di Place de la République, ai colorati edifici di Place aux Herbes. Lasciatevi guidare dall’istinto!

Collina Saint-Eutrope

La collina di Saint-Eutorpre, luogo del primo insediamento di Orange, domina tutta la città. Dalla sua vetta potrete ammirare il teatro da una posizione unica, nonché un panorama che abbraccia tutta la campagna circostante, fino all’onnipresente vetta del Mont Ventoux.

Chateauneuf-du-Pape

Situata tra Orange e Avignone, Châteauneuf du Pape è il cuore pulsante delle Côtes du Rhone, una delle più rinomate regioni viticole della Francia, che non ha nulla da invidiare a Bordeaux o all‘Alsazia. La coltivazione della vite in questa zona risale ai tempi del papato di Avignone, e per la precisione al 1316, quando Papa Giovanni XXII fece erigere il castello che ancora oggi domina la valle del Rodano.

Il castello du Châteauneuf du Pape era la residenza estiva del papi di Avignone, e per questo motivo la città è gemellata con Castel Gandolfo. Già saccheggiato durante le guerre di religione, il casello fu quasi interamente distrutto il 20 agosto 1944. Le rovine visibili oggi lo rendono un luogo decadente e suggestivo al tempo stesso, nonché il miglior punto per osservare un panorama eccezionale sui vitigni e sul Rodano. Raggiungetelo con una breve ma ripida passeggiata di circa 15 minuti dal centro, oppure più comodamente in auto, e fermatevi a prendere un drink nel delizioso bar circondato da cespugli di profumate erbe provenzali e lavanda.

Castello a parte, è il vino il grande protagonista del meraviglioso borgo. Ad ogni passo vi imbatterete in un’enoteca o una cantina, dove fare degustazioni e acquisti. I viticoltori locali sono ben 320, e producono 13 diverse varietà d’uva a denominazione AOC. Scegliere una cantina è quindi molto difficile. Fatevi consigliare all’ufficio del turismo, dove vi consegneranno anche una mappa di tutte le cantine presenti in città. Noi siamo stati da Vinadea, dove abbiamo fatto una degustazione commentata gratuita, assaggiando due bianchi e due rossi.

Altre cose da vedere nell’incantevole centro storico sono la Grande Fontaine, principale punto di approvvigionamento d’acqua del paese, il Municipio, la medievale Chiesa di Notre Dame de l’Assomption, e la Cappella di Saint-Theodorit. Quest’ultima, risalente all’undicesimo secolo, custodisce un pregevole ciclo di affreschi d’ispirazione bizantina.

L’evento principale di Châteauneuf du Pape è la Fête de la Véraison, una sagra dedicata al vino che si svolge all’inizio di agosto.

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