Pont du Gard, grandioso ponte romano in Francia

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  • Categoria dell'articolo:Occitania
  • Ultima modifica dell'articolo:28 Agosto 2022
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Nel sud della Francia troviamo un’autentica meraviglia architettonica del mondo romano. E’ il Pont du Gard, il ponte più alto del mondo antico, tappa imperdibile di qualsiasi viaggio in Provenza e in Occitania. E’ il sito romano più visitato del Paese, e così famoso da aver fornito l’ispirazione per l’illustrazione sulle banconote da 5 euro.

Nato come parte dell’acquedotto che portava l’acqua dalle colline di Uzes a Nîmes, il ponte è una testimonianza tangibile delle straordinarie capacità tecniche dei romani, arrivato fino a noi in perfetto stato di conservazione.

Parte del suo fascino è il meraviglioso contesto naturale che lo circonda. Visitate l’area grazie ai numerosi sentieri di trekking, ammirando il ponte da ogni angolazione. Scendete in riva al Gardon per prendere il sole, fare il bagno e dedicarvi agli sport acquatici. Infine, completate la visita con il modernissimo museo.

Dove si trova e come arrivare

Il Pont du Gard si trova nell’omonimo dipartimento, al confine con la Provenza, ed è facilmente raggiungibile da Arles, Nîmes, oppure Avignone.

E’ possibile arrivarci anche con i mezzi pubblici ma, indubbiamente, il sistema più comodo e veloce è con la propria automobile:

  • Da Nîmes, uscite dalla città con la D999, poi prendete la D135, e a seguire la D6086. Una volta giunti in vista del Gardon, svoltate a sinistra sulla D981, e proseguite per un paio di km fino ad arrivare al ponte.
  • Da Arles, imboccate la D15 verso nord fino a Tarascona. da lì, proseguite sulla D90 e D986 fino al bivio con la D6086, sempre nei pressi del fiume. Proseguite quindi come sopra.
  • Se partite da Avignone, prendete la N100, che dopo circa 20 km diventa la D6100. Continuate fino alla rotonda, quindi svoltate a destra sulla D6101 e D6086. prendete quindi la D19, e poi la D981.

Storia del Pont du Gard

Il Pont du Gard fu costruito nel primo secolo d.C., nell’ambito del più grande progetto di realizzazione di un acquedotto che portasse l’acqua dalle sorgenti di Uzès fino a Nimes. Un’opera ingegneristica volta non tanto a soddisfare il fabbisoggno idrico della città, che disponeva di diversi pozzi, quanto al alimentare le fontane e le terme. Ciononostante, rimase in attività per almeno 400 anni.

L’acquedotto era lungo quasi 50 km, ed aveva una pendenza media di 34 centimetri per chilometro, per un dislivello totale di soli 17 metri. L’acqua impiegava circa un giorno per effettuare tutto il percorso, aiutata non solo dalla forza di gravità, ma anche da una speciale miscela di grassi applicata al fondo e alle pareti del canale.

Cessata la funzione di approvvigionamento idrico, l’acquedotto andò quasi interamente perso, mentre il ponte continuò ad essere utilizzato per attraversare il fiume. A questo scopo venne rinforzato con dei piloni, per consentire il transito dei carri, e venne realizzata la strada che i turisti usano ancora oggi.

Napoleone III, amante dei monumenti classici, ne ordinò il restauro nel 1850. In questa occasione si rinforzò la struttura con della malta, si sostituirono i pezzi più danneggiati, e si creò un accesso per i visitatori.

Dal 1985 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’umanità dell’UNESCO, oltre ad essere insignito dell’etichetta “Grand Site de France“, a rimarcarne il valore storico e culturale.

Caratteristiche architettoniche

Leggendo le specifiche tecniche del ponte, non possiamo che restare meravigliati dall’incredibile maestria ingegneristica degli antichi romani, che con la tecnologa di oltre 2000 anni fa riuscirono a creare un’opera che resiste ancora oggi.

Il ponte si compone di tre livelli di arcate, che vanno a creare una sorta di piramide al contrario. Ovvero, ogni livello è più lungo e più stretto di quello inferiore, e conta un maggiore numero di archi, seppur più piccoli. L’arcata inferiore ha 6 archi, è lunga 142 metri e larga 6. L’arcata di mezzo ha 11 archi, è lunga 242 metri e larga 4. Infine, l’arcata superiore ha 35 archi, per una lunghezza di 275 metri e una larghezza di 3. L’altezza totale è di circa 50 metri dal fondo del fiume.

La struttura è realizzata “a secco”, ovvero senza usare leganti come la malta. I blocchi di roccia calcarea, ricavati da cave locali, erano legati da tiranti di ferro, e messi in posizione utilizzando un argano. Sulla facciata sono ancora visibili i segni lasciati dalle impalcature. Per realizzarlo occorsero circa 5 anni, e 1000 operai.

L’acquedotto vero e proprio si trova al terzo livello. E’ un condotto a sezione rettangolare, con una pendenza dello 0,0034%, impercettibile ad occhio nudo.

Info pratiche

Il Pont du Gard è aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7. Tuttavia, il periodo più indicato è senza dubbio la bella stagione. In estate, infatti, potrete anche prendere il sole o fare il bagno nel Gardon, attività pericolosa in inverno sia per le temperature sia per le piene del fiume.

Il sito apre alle 9.00, ma la chiusura varia in base alla stagione, dalle 17.00 in inverno fino alle 21.30 in estate. Per info aggiornate riguardo gli orari di apertura, consultate il sito ufficiale.

Il biglietto d’ingresso include il parcheggio, il museo, il ponte e il parco, ed è valido per tutto il giorno. E’ inoltre possibile fare delle visite guidate (con supplemento) e si applicano sconti per le prenotazioni online e le visite in basse stagione. Qui potrete trovare tutte le tariffe aggiornate.

Il ponte ed il museo sono accessibili alle persone con disabilità motorie, alcune sedie a rotelle sono a disposizione presso la reception.

A luglio e agosto, tutte le sere va in scena uno spettacolo di luci e suoni, molto divertente per i più piccoli.

Pont du Gard, guida alla visita

Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio, dirigetevi verso il centro accoglienza. Qui si trovano le biglietterie, i servizi, un bar, il negozio di souvenir, e il museo.

Per una visita completa al ponte e al museo, mettete in conto almeno 3 ore, ma anche di più se volete fermarvi a fare il bagno o prendere il sole lungo le rive del fiume.

Museo

Prima di dirigervi verso il ponte, vi consiglio di visitare il museo, che vi aiuterà a capire meglio quello che andrete a vedere.

Il museo racconta la costruzione del ponte e dell’acquedotto, con approfondimenti sull’aspetto tecnico e tecnologico dell’epoca. E lo fa in chiave moderna, con allestimenti in scala 1:1, schermi interattivi e modellini. Sono presenti molti reperti, ma anche ricostruzioni dei sistemi idraulici e di ville romane, per spiegare come l’acqua veniva convogliata dalle sorgenti fino alle case private ed agli edifici pubblici.

Oltre a questo, potrete assistere ad un breve filmato riguardante il ponte e la sua storia, una sezione dedicata alle meraviglie dell’Occitania (dove potrete perdere spunto per le gite successive) e una ludoteca per i più piccoli.

Punti panoramici sul ponte

Provenendo dal centro accoglienza, arriverete al ponte da nord, sulla sponda sinistra. La mattina, troverete il lato sud illuminato, ed il lato nord in controluce. La situazione, naturalmente, si inverte nel pomeriggio.

Arrivati ai piedi del ponte, avrete modo di apprezzarne le imponenti dimensioni. Fiancheggiate il primo livello utilizzando la passerella.

Una volta giunti sulla sponda sinistra, potrete dirigervi a sinistra per scendere in riva al Gardon, oppure andare a destra, inerpicandovi sul sentiero che vi condurrà fino al terzo livello. Non è possibile attraversare il ponte, ma potrete affacciarvi al piccolo cancelletto per osservare il canale dal quale passava l’acqua.

Da qui, potrete proseguire sempre verso l’alto fino ad un punto panoramico che garantisce una visuale completa, non ostacolata dalla vegetazione.

Pont du Gard, punto panoramico sulla riva destra

Tornate indietro fino ad attraversare di nuovo il fiume, e andate verso sinistra. Da qui si scende in riva al Gardon, su una piccola spiaggia di ciottoli perfetta per riposarsi un po’ e mettere i piedi a mollo. Se visitate il Pont du Gard nel pomeriggio, questo è anche uno dei più bei punti panoramici, con il ponte che si specchia nelle acque trasparenti del fiume.

Il parco

Il parco che circonda il Pont du Gard si estende per 165 ettari, ricchi di macchia mediterranea, boschi di lecci ed olivi secolari.

Ci sono diversi sentieri di trekking, ma il più conosciuto è il Memoires de Garrigues, sulla sponda sinistra. Si tratta di un percorso archeologico e naturalistico lungo circa 1,5 km, che vi porterà via circa un’ora. Se volete percorrerlo, vi consiglio di acquistare la mini-guida, in vendita alla reception a 5€, in quanto ci sono molti sentieri interconnessi, e non è sempre semplice restare sul percorso giusto. Durante il percorso vi immergerete nei colori e nei profumi della macchia mediterranea, ed avrete modo di vedere alcuni reperti archeologici come resti di mura, e pezzi dell’antico acquedotto.

Cosa vedere nei dintorni

Per la sua vicinanza con la regione della lavanda, il Pont du Gard rappresenta spesso una tappa dei tour della Provenza. Tuttavia, anche la “sua” regione, l’Occitania, ha moltissime attrazioni di pregio, alle quali vale la pena dedicare un paio di giorni.

Uzès

Splendida cittadina medievale che ricorda vagamente la Toscana, Uzès è la città da cui partiva l’acquedotto di cui Pont du Gard è il tratto più caratteristico. Si trova ad appena 15 km, ed è quindi l’abbinamento perfetto per trascorrere una giornata all’insegna della storia.

Fu il primo Dicato di Francia, istituito nel 1565, nonché sede della più grande diocesi della Linguadoca. Oggi, è possibile visitare sia il Castello Ducale sia il Palazzo Vescovile, quest’ultimo trasformato in un rilassante giardino di erbe aromatiche ed officinali.

Ma l’esperienza più bella è senz’altro passeggiare per l’incantevole centro storico, un dedalo di saliscendi pieno di angoli suggestivi. Ad ogni passo scoprirete vecchie fontane traboccanti acqua fresca, edifici dalle facciate rinascimentali, con portoni decorati, negozi d’artigianato, gallerie d’arte e caffè all’aperto. Da non perdere il mercato provenzale, che si tiene ogni mercoledì e sabato in Place aux Herbes. Un tripudio di colori e profumi tipicamente meridionali, al quale sarà difficile resistere.

Grotte Calcaree

Il territorio del Gard, per la sua conformazione geologica, è ricchissimo di grotte e caverne, piccoli capolavori della natura, da esplorare con le esperte guide locali.

Noi abbiamo scelto la Grotte de la Cocalière, che si trova in un paesino chiamato Courry, tra il Gard e l’Ardeche. Del complesso sistema di tunnel e stanze sotterranei lungo circa 15 km, uno solo è aperto al pubblico. Le grotte sono caratterizzate da stalattiti, stalagmiti, colonne di calcite ed i particolarissimi dischi, formazioni circolari che rimangono appese al soffitto, come dei giganteschi lampadari. Il sistema di illuminazione artificiale rende l’ambiente ancora più suggestivo.

Oltre a queste, potrete visitare anche la Grotte des Demoiselles, la Grotte du Trabuc, la Grotte de la Salamandre, e molte altre.

Nîmes

Nîmes è, insieme ad Arles, la città con il maggior numero di vestigia romane in Francia. Questo perché, all’epoca dell’impero, era un importante centro della Via Domitia, la strada che collegava l’Italia con la Spagna. L’imperatore Augusto ed i suoi successori vi fecero erigere numerosi monumenti, tanto che Nîmes è tuttora chiamata la “Roma di Francia“.

Oltre a questo, la città ha anche dei magnifici giardini pubblici, ed un piacevole centro storico dove passeggiare tra le botteghe artigiane, fare acquisti e pranzare in qualche ristorantino tipico.

Ecco le principali attrazioni di Nîmes:

  • Arena Romana, che in origine poteva ospitare ben 20.000 spettatori. Dopo la caduta dell’impero, si trasformò in una cittadella fortificata, mentre oggi ospita corride e manifestazioni.
  • Maison Carrée, tempio romano straordinariamente ben conservato.
  • Museum de la Romanité, con oltre 5000 reperti archeologici tra cui mosaici, statue ed oggetti di uso comune.
  • Centro storico, un dedalo di viuzze brulicante di vita. Le principali piazze sono la Place Aux Herbes, sulla quale affaccia la Cattedrale romanica, la Place de L’Horloge, e la Place du Marché.
  • Jardin de la Fontaine, l’elegante parco pubblico voluto da Luigi XV, che custodisce altri due monumenti romani, il Tempio di Diana e la Tour Magne.

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