La Rambla, cosa vedere sul viale più famoso di Barcellona

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  • Ultima modifica dell'articolo:1 Giugno 2022
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La Rambla è il viale principale di Barcellona, simbolo stesso della città e cuore della sua tanto decantata movida.

Ogni giorno vi transitano migliaia di persone, tra locali e turisti, grazie alla parte centrale pedonalizzata. Certo, essendo un luogo così turistico, è popolato anche da negozi di souvenir, ristoranti turistici e abbindolatori, ma sulla Rambla ci sono anche splendidi edifici ottocenteschi, ed interessanti attrazioni storiche.

Per citarne alcune, il più grande mercato alimentare della città, una fontana leggendaria, il monumento a Cristoforo Colombo e un museo per soli adulti.

La Rambla incarna lo spirito stesso di Barcellona, ed è una delle attrazioni imperdibili della città. Attraversiamo allora insieme i suoi 1200 metri, che la Plaça de Catalunya conducono fino al porto e, facendoci strada tra bancarelle e saltimbanchi, scopriamone tutti i segreti.



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Come arrivare

La Rambla, come già detto, collega Plaça Catalunya al Port Vell, nel centro storico di Barcellona.

La linea della metropolitana che la serve è la L3 (verde), con tre fermate, da nord a sud Catalunya, Liceu e Dressanes. Oltre alla metropolitana, che è il mezzo più comodo, potrete usare anche l’autobus (linee 59, N9 e V13), oppure i bus turistici hop-on hop-off.

Una volta arrivati, il modo migliore per esplorare la Rambla è a piedi, percorrendola in tutta la sua lunghezza (anche più volte).

Consigli

La Rambla, così come tutta Barcellona, è tendenzialmente sicura. Tuttavia, è bene ricordare che si tratta di uno dei luoghi più affollati d’Europa, pertanto è sempre bene adottare il buon senso.

Fate attenzione ai borseggiatori, che amano le zone particolarmente gremite, e cercate per quanto possibile di non ostentare il vostro status di turisti. La sera, il viale è frequentato dalle prostitute.

Altra cosa cui fare attenzione è a non incorrere in fregature da parte dei venditori ambulanti, né cadere vittime dei ristoranti “trappole per turisti”, che propongono paella e sangria di qualità assai scadente.

Storia della Rambla

La Rambla divide il Barrio Gotico, ovvero il primo nucleo abitativo della città, da El Raval, l’ex quartiere operaio.

Benché le fonti storiche non siano chiarissime, sembra che in antichità, lì dove oggi si trova il viale, ci fosse il letto di un torrente proveniente dalle montagne Corresola, in latino Arenys. Anche il suo nome sembra essere legato a questi monti. La parola araba rambla-amb, infatti, indicherebbe proprio i monti Arenys, ed il torrente che ne scaturiva.

Il 17 agosto 2017, un furgone Fiat Talento si scagliò a tutta velocità sui pedoni, tra Placa de Catalunya e il Mercato de la Boqueria, uccidendo 16 persone e ferendone 130. L’attentato fu successivamente rivendicato dall’ISIS.

Una sola Rambla?

Siamo abituati a pensare alla Rambla al singolare, ma in realtà sarebbe più corretto parlare di Ramblas, al plurale. Il viale si divide infatti idealmente in 6 tratti, ognuno dei quali ha un proprio nome:

  • Rambla de Canaletes, il segmento più a nord. Qui ci sono diversi negozietti di antiquariato, e nel 1933 vi nacque il primo cocktail bar della città.
  • Rambla dels Estudis, così chiamata perché vi si trovava l’Università, demolita nel 1843. E’ anche sede del più famoso mercato di volatili, nonché del CCCB, il centro di cultura catalana.
  • Rambla de les Flores, che prende il nome dal mercato dei fiori che vi si svolgeva nell’800.
  • Rambla dels Caputxins, dove si trova il convento dei cappuccini. Qui si concentra anche la maggioranza degli artisti di strada, mentre la sera, grazie alla sua vivace vita notturna, è frequentato da moltissimi giovani.
  • Rambla de Santa Monica, che prende il nome dal convento degli Agostiniani Scalzi, oggi Centro d’Arte di Santa Monica. Vi hanno sede diversi edifici amministrativi, come la vecchia dogana e gli arsenali, e la Chiesa del Mare di Nuestra Señora de la Mercede.
  • Rambla de Mar, la passeggiata in legno che dalla statua di Colombo conduce al Porto Vecchio e alla zona commerciale Maremagnum.

Cosa vedere sulla Rambla

Plaça Catalunya

Cominciamo il nostro itinerario lungo la Rambla di Barcellona dall’estremità settentrionale, Plaça Catalunya. E’ la più grande piazza del centro, e fa da ponte tra la Città Vecchia e il più moderno quartiere Eixample, famoso per ospitare le belle case di Gaudì.

Fu realizzata nel punto in cui si trovavano le porte della cinta muraria, ed inaugurata inaugurata nel 1927 da Re Alfonso XIII. Nel 1929, in occasione dell’Esposizione Universale, vi sorsero diversi edifici di lusso, tra cui hotel, ristoranti e teatri. Qui si trovano anche i grandi magazzini El Corte Inglès, meta imperdibile per tutti i visitatori.

Le statue che adornano la piazza sono raffigurano le quattro capitali catalane, la saggezza e il lavoro.

Fontana di Canaletes

La fontana dà il nome a questo tratto della Rambla, ed è uno dei luoghi più simbolici della città. Il suo nome deriva dalla struttura della fontana originale, le cui acque scorrevano lungo due canaline all’interno di un bacino.

La fontana attuale, realizzata in ferro nel diciannovesimo secolo, ha la sua sorgente a Mina de Montacada, e la leggenda vuole che chi vi si abbevera tornerà sicuramente a Barcellona.

Negli anni ’30, il giornale locale trascriveva su una lavagna nei pressi della fontana i risultati delle partite dell’FC Barcellona. Oggi, i tifosi si aggiornano grazie ai loro smartphone, ma mantengono ancora la tradizione di ritrovarsi qui per discutere le performance della loro squadra, e festeggiarne le vittorie.

Mercato Boqueria

Con 2500 metri quadri di superficie e oltre 3000 bancarelle, la Boqueria è il più grande e famoso mercato coperto di Barcellona.

La piazzetta davanti all’attuale sede, che in origine era alle porte della città, ospita un mercato ortofrutticolo sin dall’epoca medievale. Nel 1836, con la demolizione del convento di San Josep, fu costruita una piazza colonnata, nella quale si insediarono subito i commercianti. La copertura fu aggiunta poco più tardi, nel 1840.

Il nome La Boqueria ha un’etimologia controversa: potrebbe essere una derivazione del francese boucherie, che significa macelleria, oppure derivare dal termine boc, ovvero montone, il tipo di carne più venduto.

Oltre che acquistare viveri come frutta, verdura, carne e pesce, è possibile anche fermarsi a gustare cibi pronti di ogni genere. Polpo alla catalana, paella, jamon serrano, patate fritte, ostriche, ma anche cibi etnici come cous cous e empanadas, ed ancora pizza, succhi di frutta freschi e cioccolatini. E’ impossibile passeggiare tra le colorate ed allegre bancarelle della Boqueria senza farsi tentare da qualche prelibatezza.

Se alloggiate in appartamento, questo è un ottimo posto dove fare la spesa. Se, invece, preferite essere serviti, oltre ai numerosi stand gastronomici ci sono anche dei veri ristoranti, dei quali vi parlo nel paragrafo più sotto dedicato a dove mangiare sulla Rambla .

Museo dell’Erotismo

Il Museo dell’Erotismo comprende oltre 800 pezzi, tra cui riproduzioni di dipinti, cartoline, fotografie e documenti, che ci aiutano a capire come le diverse culture del mondo si approcciano alla sfera sessuale, e come questo aspetto si è evoluto nella storia.

Si passa dagli antichi egizi e romani fino alle culture asiatiche, ovviamente con particolare attenzione al Kamasutra. Sono esposti oggetti e macchine del piacere, dai più tradizionali ai più bizzarri, e c’è anche una sala dedicata al sex symbol per eccellenza, Marylin Monroe.

Nonostante alcune rappresentazioni esplicite, il museo non risulta volgare, ed è anzi davvero interessante, ed aiuta a far cadere molti stereotipi.

Mosaico di Mirò

Accanto alla fermata della metro Liceu, volgete lo sguardo a terra. Il grande mosaico dal diametro di 8 metri fu porta la firma nientemeno che di Joan Mirò.

E’ un po’ strano pensare alle migliaia di persone che ogni giorno calpestano, quasi senza notarla, un’opera d’arte di tale levatura. In realtà, fu proprio l’artista a volere che il mosaico fosse, letteralmente, alla portata di tutti, anche se ciò significa che alcune mattonelle debbano essere costantemente sostituite.

Scattare una foto del mosaico è praticamente impossibile, ma provate comunque a cercare, tra le tante, la singola mattonella firmata Mirò.

In seguito all’attentato sulla Rambla del 2017, il mosaico è diventato una specie di monumento a defunti. Per questo, noterete mazzi di fiori, bigliettini o altri piccoli oggetti lasciati in omaggio dai visitatori.

Casa Cuadros

Casa Bruno Cuadros è un edificio particolarissimo, che certamente non passa inosservato. La facciata di questo ex negozio di ombrelli è infatti decorata con riferimenti alle culture orientali, tra le quali spicca un grande dragone cinese che sorregge un ombrello.

cosa vedere sulla Rambla di Barcellona, Casa Cuadros

Gran Teatre del Liceu

Il Gran Teatre del Liceu fu inaugurato nel 1847, e all’epoca era il più grande teatro d’Europa. Qui si sono esibiti i più grandi cantanti lirici, come Pavarotti, Maria Callas e Placido Domingo.

Distrutto da un incendio nel 1994, fu successivamente ricostruito, e reinaugurato il 7 ottobre 1999 con la Turandot di Puccini. Potrete, naturalmente, acquistare i biglietti per assistere a qualche spettacolo, ma è anche possibile visitare il teatro stesso con un tour guidato, visitando la sala, il Salone dels Miralls e il Foyer, oltre che i camerini e le sale trucco.

cosa vedere sulla Rambla di Barcellona, Grand Teatre de Liceu

Plaça Reial

Anche se questa piazza non si trova esattamente sulla Rambla, bensì nel Barrio Gotico, vale la pena fare questa brevissima deviazione.

Si tratta di una piazza porticata, una delle poche di Barcellona, costruita nell’800 al posto del convento cappuccino di Santa Madrona. Rappresentava il salotto buono della città ed era volta a completare il progetto di borghesizzazione (che oggi chiameremmo gentrification) iniziato con il Gran Teatre del Liceu.

E’ circondata da ristoranti e bar ed adornata da alte palme. I lampioni attorno alla fontana sono la prima opera commissionata ad un giovanissimo Gaudì.

Oggi, è uno dei cuori pulsanti della movida barcellonese.

Quartiere Gotico di Barcellona, Plaça Reial

Mercatini ed artisti di strada

Il tratto più meridionale della Rambla è il regno devi venditori ambulanti e degli artisti di strada. Vi troverete rivenditori di artigianato e souvenir, statue viventi, caricaturisti, musicisti, e molti altri personaggi bizzarri.

Divertitevi ad osservarli e, perché no, anche dargli una piccola ricompensa per il loro lavoro. Curiosate tra le bancarelle, ma, come già detto, state attenti alle fregature. Qualcuno proverà a vendervi marijuana, altri semplicemente della birra. Attenzione, però, perché è illegale sia fumare erba sia consumare alcool per strada, quindi rischiate una bella multa.

Museo delle Cere

Il Museo delle Cere è un’ottima idea per intrattenere i più piccoli, anche se per gli adulti può risultare un po’ kitsch.

Tra i tanti “ospiti”, troviamo Carlo e Camilla, Superman, Einstein, Cesare e Cleopatra, e chi più ne ha più ne metta. Ci sono sezioni dedicate ai piarti, allo spazio, e alle profondità oceaniche, ma anche aree tematiche più serie, come quella sull’emergenza climatica. Un bel modo per imparare divertendosi.

Statua di Colombo

Alla fine della Rambla, o meglio, delle Ramblas, svetta il monumento a Cristofoto Colombo. La statua, del 1888, è un omaggio al fatto che Colombo, di ritorno dal suo viaggio, fu ricevuto dai sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona proprio nel Palazzo Reale di Barcellona.

La statua è alta 7 metri, e posta in cima ad una colonna corinzia di 60 metri. Colombo è raffigurato con una carta di navigazione in una mano, mentre con l’altra indica il mare. Una licenza artistica, dato che, per indicare le Americhe, il dito dovrebbe puntare verso l’entroterra.

E’ possibile salire in ascensore fino alla base della statua, per godere di una visuale privilegiata sulla Rambla e sul porto. Vi avverto, però, che la salita in ascensore avviene all’interno della colonna stessa, e che la piattaforma panoramica è piuttosto angusta. Sconsiglio quindi la visita a chi soffre di claustrofobia.

cosa vedere sulla Rambla di Barcellona, Monumento a Colombo

Port Vell

Il tratto finale della Rambla, chiamato Rambla del Mar, è una passerella in legno che conduce al Port Vell. Tutta l’area è relativamente recente, essendo stata costruita nel 1992, in occasione delle Olimpiadi, al posto di vecchi magazzini e cantieri in disuso.

Oggi vi si trova il vibrante centro commerciale Maremagnum, con cinema, bar, ristoranti e l’acquario più grande d’Europa.

La piacevole passerella pedonale, fiancheggiata da palme, panchine e opere d’arte, collega la Rambla con il quartiere di Barceloneta.

Cosa vedere a Barcellona, Port Vell

Dove mangiare lungo la Rambla

Sulla Rambla, i ristoranti non scarseggiano. Il vero problema è, semmai, evitare le trappole per turisti.

Per primo vi propongo il ristorante dove ho mangiato io, che non si trova proprio sul viale, ma in una traversa, a pochi passi dal Palau Guell. Si chiama Guell Tapas, e propone diversi tipi di paella (carne, pesce, mista, vegetariana, con riso nero) e le tipiche tapas, ovvero piccoli piatti da condividere. Le porzioni sono abbondanti. Quello che vi consiglio è di dividere qualche tapas, e poi prendere una paella ogni 2 persone, per provare un po’ di tutto. Ottima anche la Sangria.

Tra i migliori posti dove pranzare sulla Rambla c’è il già citato Mercato de la Boqueria. Potete prendere qualche piatto pronto alle bancarelle, oppure fermarvi un uno dei ristoranti. L’unico inconveniente è che il mercato chiude alle 16, i ristoranti sono quindi aperti solo a pranzo.

  • Ban Pinoxto, allo stand 465. E’ uno dei bar più antichi del mercato, esistente sin dal 1940, ed uno dei posti migliori per assaggiare le vere tapas catalane.
  • El Quim, allo stand 582, specializzato in tapas e piatti di carne e pesce piuttosto costosi. Cercate di arrivare presto, o preparatevi ad una lunga attesa.

Altri ristoranti nei pressi della Rambla:

Cosa vedere nei dintorni della Rambla

Barrio Gotico

Il Barrio Gotico si estende ad est della Rambla, e corrisponde al primo insediamento romano, chiamato Barcino, e al centro storico medievale. La grande concentrazione di edifici medievali in stile gotico catalano rende il quartiere un vero gioiellino, da esplorare a piedi e fotografare in ogni angolo.

Ecco le principali attrazioni da non perdere:

  • Basilica di Santa Maria del Pi. Realizzata nel ‘300, si contraddistingue per le sue forme solide e sobrie, e per il grande rosone di 10 metri.
  • Cattedrale di Santa Croce e Sant’Eulalia, con la sua magnifica e ricchissima facciata ottocentesca, in stile neogotico. Il suo chiostro ospita 13 oche, una per ogni anno di vita di Sant’Eulalia, martirizzata dai romani per la sua fede cristiana.
  • Pont del Bisbe. Pur essendo uno dei monumenti più fotografati del quartiere gotico, il ponte risale in realtà agli anni ’20, ed è un’opera misteriosa, piena di simboli massonici.
  • Plaça del Rei, la piazza meglio conservata della città. Vi si trovano il Museo di Storia di Barcellona, ed il Palazzo nel quale fu ricevuto Colombo, al ritorno dal suo viaggio.
  • Plaça Sant Jaume, corrispondente all’antico foro romano. Oggi, è sede del Municipio, e del Palau de la Generalitat de Catalunya, il governo catalano.

Quartiere Eixample

L’Eixample è il grande quartiere moderno di Barcellona, dalla caratteristica struttura a griglia, tagliata da grandi viali diagonali. Oltre che essere il centro economico e commerciale della città, è stato anche il fulcro del movimento modernista, di cui fanno parte gli straordinari edifici progettati da Gaudì.

Oggi, Eixample è un quartiere alla moda tutto da vivere, dove trovano spazio boutique dei grandi marchi, hotel di lusso, mostre d’arte moderna e locali di tendenza.

Scopriamo cosa vedere in questa zona:

  • Passeig De Gracia, l’enorme viale commerciale che ospita le due più famose case di Gaudì: Casa Batllò, con i suoi stravaganti colori e i balconi a forma di maschera, e La Pedrera, dalle inconfondibili forme ondulate. Entrambe sono visitabili anche all’interno, benché il costo non sia propriamente economico.
  • Il Recinto Modernista di Sant Pau, ospedale progettato nel 1902 dall’architetto Lluís Domènech i Montaner. Il complesso è così straordinario, da essere annoverato come Patrimono dell’Umanità dell’UNESCO.
  • Sagrada Familia, semplicemente la chiesa più famosa di tutta la Spagna. La sua costruzione continua sin dal 1882 sul progetto originale di Gaudì, e la fine dei lavori è prevista per il 2026. Delle sue 18 torri, la più alta raggiunge la ragguardevole altezza di 172 metri, ed è sormontata da una luccicante stella Swarovski. Non perdetevi le meravigliose facciate, e gli abbaglianti giochi di luce delle vetrate all’interno.

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Questo articolo ha un commento

  1. Facoltativo

    Ho conosciuto la bella BARCELONA, peccato che le sue strade dove siamo stati, il profumo che se sentiva era degradabile, ci sono tanto posti dove fermarsi a mangiare, ma non sempre puliti, perché si trovano tanti scarafaggi. Credo mancanza di pulizia.
    Del resto è una bellissima cita, che piacerebbe continuare a conoscere, perché c’è tanto da conoscere.

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