Cosa vedere in Provenza, tour di una settimana

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  • Categoria dell'articolo:Provenza
  • Ultima modifica dell'articolo:26 Luglio 2022
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Borghi arroccati, mercatini traboccanti di specialità gastronomiche, infinite distese di lavanda e antiche vestigia romane; e poi ancora castelli medievali che ricordando leggendarie gesta cavalleresche, imponenti abbazie e canyon vertiginosi. Incredibile che ci siano così tante cose da vedere in una sola regione, eppure la Provenza è proprio così, compatta ma ricchissima, con qualcosa da offrire ad ogni tipologia di visitatore.

Non è certo un caso che la Provenza sia tra le regioni più amate e visitate di Francia. Gli appassionati di storia si perderanno tra arene romane, antichi ponti e fortezze inespugnabili, mentre chi ama l’arte potrà ripercorrere i luoghi vissuti da Van Gogh, Cézanne, Gauguin e molti altri. Se vi piace scattare fotografie, adorerete i campi di lavanda e le terre rosse del Colorado Provenzale. Le coppie troveranno invece nei borghi del Luberon la perfetta fuga romantica.

Se aggiungiamo il clima mite e la vicinanza con l’Italia, ecco che la Provenza diventa la meta ideale le vostre vacanze. Vi propongo un tour di un settimana, per visitare le principali attrazioni e perdersi tra i suoi colori e profumi.

Come arrivare

La Provenza è la regione francese più vicina all’Italia, dato che confina con il Piemonte e la Liguria. Avrete due opzioni, una più breve ma più trafficata, l’altra più lunga ma scorrevole.

  • Da Ventimiglia, proseguite lungo la A8, detta anche Autostrada del Sole. E’ la strada che tocca le principali località della Costa Azzurra, e vi porterà direttamente a Aix-en-Provence, che dista 220 km dal confine. Questa soluzione, seppur più lineare, diventa un vero supplizio in estate ed in corrispondenza delle feste comandate.
  • Da Bardonecchia, la strada è più arzigogolata. Occorre risalire fino alla località sciistica di Chambery tramite la A43, quindi scendere verso Grenoble con la A41. Da qui, imboccate la A49 per dirigervi verso la zona occidentale della Provenza, quindi a Avignone o Arles; la A51 vi condurrà invece verso Sisteron e le Gole del Verdon.

Se viaggiate in bassa stagione, vi consiglio la prima opzione. In alta stagione è molto meglio la seconda, anche se in questo caso dovrete mettere a budget il costo del traforo del Frejus, da verificare su questo sito.

Quando andare

La Provenza ha un clima mediterraneo, con estati calde ed inverni miti. In generale, è piuttosto secca, le probabilità di trovare pioggia sono abbastanza basse.

Questo anche grazie al vento, che soffiando costantemente regala alla Provenza quella particolare luce tersa che ha sempre affascinato artisti come Cézanne, Gauguin, Picasso, e naturalmente Van Gogh. Per contro, in primavera il Mistral è molto forte, raggiungendo raffiche di 100 km/h.

C’è da dire, però, che la regione è molto variegata, giacché si passa dalle alte vette delle Prealpi a località costiere come Marsiglia, fino alle padulose lande della Camargue. Il clima può variare considerevolmente da una zona all’altra.

Per non sbagliare, vi consiglio di visitare la Provenza tra la primavera inoltrata e l’autunno, indicativamente da Pasqua fino a Ognissanti.

Agosto e i ponti primaverili francesi (Armistizio, Assunzione, Pentecoste) sono naturalmente i periodi più affollati.

Se volete assistere alla fioritura della lavanda, uno spettacolo unico di colori e profumi, dovrete sottostare alle regole di Madre Natura. La lavanda fiorisce solitamente tra meta giugno e metà luglio, ma ci può essere un lieve scarto di circa una settimana in caso di estati molto piovose o molto asciutte.

Itinerario e dove dormire.

La Provenza è una regione ricchissima, rimarrete stupiti dalla quantità di cose da vedere. L’itinerario di una settimana è sufficiente per visitare i borghi, le principali città ed attrazioni naturali, ma per un tour approfondito servirebbero almeno 10 giorni.

Per fortuna, le attrazioni sono abbastanza vicine tra loro. Potrete quindi scegliere 2/3 posti dove pernottare, e muovervi da lì per visitare i dintorni. L’ideale, a mio avviso, sono Aix-en-Provence e Arles. Entrambe sono ben collegate grazie all’autostrada, ed hanno moltissime soluzioni per dormire e mangiare a costi accessibili.

Le Gole del Verdon sono l’unica attrazione logisticamente scomoda, lontana dalle altre cose da vedere in Provenza. Per visitarle, è quindi meglio pernottare nelle vicinanze, a Moustiers-Sainte-Marie o Valensole.

Ecco la mia proposta per un itinerario in Provenza di 7 giorni:

GiornoTappaCosa vedere
1Italia – Moustiers-Sainte-MarieSisteron
2Moustiers-Sainte-Marie -Aix-en-ProvenceGole del Verdon
3Aix-en-ProvenceBorghi del Luberon e Colorado Provenzale
4Aix-en-Provence – ArlesAix-en-Provence, Salon-de-Provence, Saint-Remy e Les-Baux
5ArlesArles
6ArlesAvignone e Pont du Gard
7Arles – Italia

Cosa vedere in Provenza, le principali attrazioni

Sisteron

Sisteron è considerata la “porta della Provenza“, perché in epoca romana si trovava sulla Via Domizia, la strada che collegava l’Italia con la Spagna.

Questo piccolo borgo ancora poco battuto dal turismo di massa è l’ideale per iniziare il vostro tour della Provenza. Si trova in una posizione spettacolare, su un’ansa del fiume Durance dominata dalla sagoma della Baume, un’imponente formazione rocciosa che fa da contraltare al villaggio arroccato.

L’edificio di Sisteron più simbolico è la Cittadella, la fortezza medievale che oggi ospita un museo. Da qui, potrete ammirare lo splendido panorama sul fiume e sulla rocca.

Il suo piccolo centro storico è un dedalo di stradine, che convergono alla Torre dell’Orologio, nella cui piazza si svolge il mercatino provenzale. In seguito ai bombardamenti alleati nella Seconda Guerra Mondiale, l’orologio si fermò alle 16.24. Per oltre mezzo secolo rimase immobile, come congelato in quel momento nefasto, fino al restauro del 2003.

Gorges du Verdon

Lasciata Sisteron, scendete fino al canyon più spettacolare d’Europa, le Gole del Verdon. Lunghe 25 km e profonde fino a 700 metri, le gole sono note anche come il Grand Canyon d’Europa, e non è difficile immaginarne il motivo.

Il parco si divide in tre zone, diverse tra loro ma con in comune il fiume Verdon, il responsabile di tutta questa bellezza. A farla da padrona sono gli sport acquatici e il trekking, ma potrete anche solo rilassarvi in spiaggia o passeggiare per i suoi affascinati borghi. Le attività sono così tante, che vi occorrerà una giornata intera per visitare tutto.

Cominciate da Moustiers Sainte-Marie, pittoresco villaggio che, secondo la leggenda, fu fondato dal Re Mago Baldassarre. Qui si trova anche l’ufficio del turismo.

Dirigetevi verso Quinson e le Basse Gole. Da queste parti, il fiume si presta ad essere navigato anche dai meno esperti. Potete noleggiare un kayak, una canoa, un pedalò oppure un più comodo battello elettrico, ed avventurarvi lungo i 9 km d’acqua che separano Quinson dal Lac d’Esparron, godendovi il canyon da una posizione alquanto privilegiata.

Il Lago di Sainte-Croix è la zona più rilassante. Resterete immediatamente abbagliati dal suo colore turchese intenso, dovuto al fondo argilloso. Questo lago artificiale è perfetto per fare il bagno e prendere il sole in spiaggia, fermandosi poi a pranzo in uno dei villaggi costieri. Il mio preferito è Bauduen, un piccolo gioiellino dall’atmosfera vacanziera.

Le Alte Gole sono la zona che più somiglia al Grand Canyon. La tortuosa strada panoramica attraversa gallerie, ponti e curve a strapiombo sulle ripide pareti rocciose, che raggiungono altezze vertiginose. I punti panoramici si sprecano, ma i più famosi sono il Belvedere di Col D’Illoire, il Balcon de la Mescla, e Point Sublime. Tra i percorsi di trekking vi segnalo il sentiero Blanc Martel, lungo 13 km e molto impegnativo, e il più semplice Couloir Samson, che vi porterà via circa 2 ore.

Luberon

Non si può parlare di Provenza senza menzionare i suoi meravigliosi borghi, ed in particolare quelli che popolano il Luberon, la zona collinare che si estende a nord del fiume Durance.

Durante il medioevo, la popolazione cercava rifugio dalle continue scorrerie dei barbari. La soluzione fu quella di costruire i villaggi in cima alle aspre alture del Luberon, circondandoli di mura difensive e dotandoli di fortezze inespugnabili.

Quei tempi sono ormai un lontano ricordo, ma i villaggi arroccati conservano ancora un fascino senza tempo. Passeggiate senza meta tra le loro strette viuzze, alla ricerca di scorci suggestivi, piazzette ombreggiate e ontane scolpite. Durante la visita, usate tutti e cinque i sensi! Osservate gli edifici in pietra e le antiche chiesette, ascoltate il costante sibilare del vento, inebriatevi del profumo della lavanda, del sapone e delle erbe aromatiche, assaggiate i prodotti tipici nei mercatini, toccate con mano le più pregiate produzioni delle botteghe artigiane.

Benché simili tra loro, ogni borgo ha la sua storia. I più apprezzato è Gordes, di una bellezza abbagliante. Da lontano, i suoi bianchi edifici sembrano una gigantesca torta nuziale. Roussillon è famoso per le abitazioni dipinte con colori caldi, e per le cave di ocra che lo circondano. Lourmarin è ricchissimo di ristoranti e gallerie d’arte, ed è anche la patria del gibassier, il dolce tipico della zona. Ne ho citati solo tre, ma i borghi sono davvero tanti, e vi consiglio di vederne il più possibile.

Sempre nel Luberon potrete vivere una vera esperienza da Far West, nel Colorado Provenzale. E’ un parco naturale di terra rossa, che ricorda molto i grandi parchi americani, e soprattutto il Bryce Canyon. Percorrete il sentiero di trekking per ammirare le sue curiose formazioni rocciose.

Colorado Provenzale, camini delle fate

Aix-en-Provence

Tra le città più belle e caratteristiche della Provenza, Aix-en-Provence è piena di cose da vedere. Oltre ad essere conosciuta per le sue “mille fontane” (che in realtà sono solo 12), Aix è un vibrante centro universitario, popolata da ragazzi, locali e negozi alla moda, e con una quantità imbarazzante di ristoranti.

Aix è famosa anche per i suoi mercati provenzali. Ogni giorno, i produttori locali affollano una diversa piazza cittadina, esponendo le proprie merci: libri, fiori, antiquariato, abbigliamento, cosmetici, e soprattutto deliziosi prodotti gastronomici. Non dimenticate di assaggiare i calisson, biscottini di pasta di mandorle e frutta candita ricoperti di glassa reale.

Ma la città ha anche un’importante vocazione artistica. Paul Cézanne, pittore post-impressionista e precursore del cubismo, nacque ad Aix nel 1839. Dopo anni di lavoro a Parigi, tornò qui, rifugiandosi nel suo studio per lavorare nella calda e tersa luce della Provenza. L’atelier dell’artista, che è visitabile, è stato lasciato come se Cézanne fosse semplicemente andato a prendersi un caffè, e stesse per tornare da un momento all’altro.

Da non perdere, infine, i musei cittadini. Il Musée Granet ha due sedi, situate in palazzi storici di prestigio. La prima ospita opere di epoca moderna, la seconda si concentra invece più sul ‘900. In entrambi avrete modo di ammirare opere di grandi nomi quali Rembrandt, Ingres, Van Gogh, Picasso, e naturalmente Cézanne.

Salon-de-Provence

A breve distanza da Aix e circondata dagli ulivi, Salon de Provence è conosciuta soprattutto come la città di Nostradamus. Il celebre astrologo francese, nato nella vicina Saint Remy, dopo un lungo peregrinare si stabilì definitivamente in una casa nel centro storico di Salon. Tra queste quattro mura scrisse i suoi almanacchi e le sue profezie, che destano stupore ancora oggi. Se desiderate rendergli omaggio, sappiate che la sua tomba si trova presso la Chiesa Collegiata di San Lorenzo, poco fuori dal centro.

Lo Chateau de l’Emperi, così chiamato perché all’epoca la città era sotto la giurisdizione del Sacro Romano Impero, è la fortezza più grande della Provenza, ed oggi ospita diverse manifestazioni ed il più ricco museo di armi ed armature, dai tempi del Re Sole fino alla Prima Guerra Mondiale.

Salon è anche uno dei più rinomati centri di produzione del sapone di Marsiglia. Potrete visitare due fabbriche storiche, la Marius Fabre e la Rampal Latour, ed acquistare i loro pregiati prodotti ad un prezzo scontato.

Saint-Remy e Les-Baux-de-Provence

Situati sulle colline del Parco delle Alpilles, Saint-Remy e Les-Baux-de-Provence sono due tesori imperdibili.

Saint-Remy, che come abbiamo visto è la città natale di Nostradamus, in realtà è legata soprattutto alla figura di Van Gogh. Il tormentato artista olandese si ricoverò volontariamente nel manicomio di Saint-Paul-de-Mausole nel 1889, in seguito alla lite con Paul Gauguin. Qui passò il suo ultimo anno di vita producendo oltre 140 tele. L’ufficio del turismo mette a disposizione una mappa per visitare tutti i luoghi legati al pittore.

Poco fuori dalle mura cittadine, il sito archeologico di Glanum è una testimonianza tangibile dell’importanza della Provenza per l’Impero Romano. Benché nei sia rimasto ben poco, all’epoca Glanum era una cittadina in piena regola, dotata di templi, fori, terme ed archi trionfali.

Les-Baux, uno dei borghi più antichi della Provenza, vantava uno splendido castello medievale, del quale purtroppo non restano che le rovine. Costruito sopra una fortezza pre-esistente, durante il Medioevo fu al centro delle lotte di potere tra i signori locali, e fu arricchito con torri, mura e merlate. Al suo interno si trova oggi una mostra sulle macchine d’assedio.

Altri punti di interesse a Les-Baux sono la chiesa di Saint-Vincent, parzialmente scavata nella roccia, e la finestra Post Tenebra Lux. Questa bizzarria architettonica è tutto ciò che resta di un palazzo rinascimentale.

Castello di Les Baux de Provence

Arles

Arles è tra le principali cose da vedere in Provenza, must di ogni itinerario. Io vi suggerisco di passarci 2/3 notti, così da girare i dintorni tenendo come base questa bella cittadina di origine romana.

Fu fondata dai Focesi nel sesto secolo a.C., ma fu sotto l’impero romano che raggiunse il suo massimo splendore, secondo solo alla vicina Nîmes. La maggior parte delle attrazioni di Arles sono infatti proprio le vestigia romane, purtroppo non tutte ben conservate. Durante il Medioevo si diffuse infatti la pratica di smantellare i monumenti antichi, utilizzandone pietre e marmi per realizzare chiese, abitazioni e palazzi civici.

L’Arena è il monumento meglio conservato. In epoca romana vi si svolgevano le cruente lotte tra gladiatori, mentre oggi è sede di manifestazioni e courses camarguaises, le corride non violente. Il Teatro Antico, pesantemente danneggiato dai saccheggi medievali, poteva ospitare fino a 10.000 spettatori. Il vecchio foro romano si è trasformato in Place de La Republique, sulla quale affaccia il municipio. Al di sotto della piazza, tuttavia, resta visitabile il complesso sistema di tunnel e magazzini sotterranei detto Criptoportici. Sempre di epoca romana abbiamo le terme, delle quali resta ben poco, e la necropoli Les Alyscamps, un luogo malinconico e suggestivo.

Come Saint-Remy, anche Arles è legata a Vincent Van Gogh. L’artista rimase ad Arles per quasi due anni, dipingendovi diverse tele, tra cui l’iconica Notte Stellata sul Rodano. E’ possibile seguire un percorso tematico che tocca tutti i luoghi frequentati da Van Gogh, dalla sua casa nell’attuale Place Lamartine al celebre caffè che porta il suo nome, situato in Place du Forum.

Avignone

La fama di Avignone è dovuta principalmente al periodo in cui sostituì Roma come sede del Papato, dal 1309 al 1377, vedendo susseguirsi ben nove papi.

Il Palazzo dei Papi è l’edificio gotico più grande d’Europa. Imponente e maestoso, somiglia più ad una fortezza, ed in effetti il suo scopo era proprio quello di proteggere il pontefice da eventuali attacchi. L’interno è quasi completamente spoglio, ma vale comunque la pena visitarlo per apprezzare la grandiosità delle sue sale, in particolare la Chapelle Clementine, lunga 52 metri. Nelle sere de’estate, il palazzo si anima di un suggestivo spettacolo di suoni e luci, chiamato Lumiessences.

Altre cose da vedere ad Avignone sono l’adiacente cattedrale romanica, e il Ponte Saint-Benezet (il Pont D’Avignon della famosa canzone), rimasto distrutto da una piena nel 1668.

Tra i musei, citiamo il Museo del Petit-Palais, che custodisce opere medievali e rinascimentali, e il Museo Angladon, con artisti più moderni quali Manet, Cézanne e Picasso. In questo museo si trova inoltre l’unica opera di Van Gogh rimasta in Provenza, i Vagoni di Treno.

Pont du Gard

Il ponte più alto del mondo romano è considerato un’attrazione imperdibile della Provenza, benché in realtà si trovi in un’altra regione, l’Occitania. Tuttavia, trovandosi a meno di un’ora da Arles ed Avignone, sarebbe davvero un peccato non includerlo nell’itinerario in Provenza. Anzi, se avete tempo, vi consiglio di proseguire la giornata con la visita di Nîmes, la più importante città romana in Francia.

Il Pont du Gard altro non è che una parte del lungo acquedotto che portava acqua potabile dalle sorgenti di Uzès à Nîmes, per rifornirne le terme e le fontane. E’ un monumento unico, che vi lascerà a bocca aperta sia per la straordinaria abilità ingegneristica romana, sia per il contesto pittoresco in cui è inserito. Lo troviamo infatti a cavallo del fiume Gardon, circondato da un verde parco di macchia mediterranea.

Per prima cosa, scoprite come il ponte è stato realizzato presso il museo interattivo, poi ammiratelo da ogni angolazione possibile, seguendo i sentieri panoamici. Infine, rilassatevi un po’ sulle piccole spiagge del fiume, osservando la gente che pratica canoa e kayak.

Pont du Gard, punto panoramico sulla riva destra

Allunghiamo il tour in Provenza: la Camargue

Come avete potuto constatare, la Provenza è davvero ricchissima di attrazioni, ed una settimana basta appena per vedere le cose principali.

Se però vi avanza un giorno, vale la pena spingersi in Camargue, la regione paludosa che si estende a sud di Arles. A metà tra la Provenza e l’Occitania, la Camargue è conosciuta per a sua natura selvaggia, per la varietà della sua fauna, e per le saline.

Cominciate i vostro itinerario dal Museo, dove scoprirete la storia della regione, e poi proseguite verso il Parco ornitologico di Pont de Gau. Qui, avrete modo di vedere fenicotteri rosa, ibis, germani reali, martin pescatore e moltissimi altri volatili.

Attraversate quindi le vaste pianure punteggiate di fattorie didattiche fino a Saintes-Maries-de-la-Mer, la città dove si narra che siano approdate Maria Maddalena e Santa Sara dopo la fuga dalla Palestina. Ogni anno, migliaia di gitani convergono in questa cittadina costiera per festeggiare la loro santa protettrice, con processioni e spettacoli folcloristici.

Proseguite quindi fino a Aigues Mortes, la cittadina fortificata dalla quale partirono due delle crociate in Terra Santa. Le sue mura formano un quadrato quasi perfetto, e celano un centro storico pieno di chiesette, ristoranti e negozi. Poco fuori città, visitate le Salins du Midi, le più grandi del mediterraneo. Il loro colore rosa intenso vi regalerà panorami mozzafiato, ed una vista senza uguali su Aigues Mortes.

Lavanda in Provenza, come organizzare il tour

Se pensiamo alla Provenza, istintivamente ci vengono i mente i suoi campi di lavanda, infinite file ordinate di cespugli lilla, intervallati da alberi e fattorie.

Come già detto, per poter assistere a questo spettacolo dovrete recarvi in Provenza nel periodo della fioritura, quindi indicativamente tra la seconda metà di giugno e la prima di luglio. Dovete sapere, inoltre, che la lavanda fiorisce in periodi diversi a seconda della varietà, della zona e dell’altitudine a cui è piantata.

Prevedere con esattezza il periodo giusto è difficile, ma potete aiutarvi con la cartina presente su questo sito, dove sono indicate le date per ogni zona, anche se con colori poco chiari.

La zona più famosa e con il maggior numero di campi è l’altopiano di Valensole, vicino alle Gorges du Verdon. Qui, il periodo più propizio è la fine di giugno, mentre la raccolta inizia già dai primi di luglio. I contadini permettono ai visitatori di passeggiare liberamente per i campi, naturalmente a patto che non si danneggino le coltivazioni. Ricordate che la lavorazione della lavanda è tra le principali fonti di reddito della regione!

Un altro spot fotografico molto gettonato è l’Abbazia di Senanque, a breve distanza da Gordes, nel Luberon. Il giardino dell’abbazia si trasforma in una grande macchia lilla, che contrasta piacevolmente con il grigio delle pareti, a creare un quadro naturale dai colori abbaglianti.

Infine, vi consiglio di visitare il Museo della Lavanda di Coustellet, dove appenderete tutti i segreti della raccolta, lavorazione e commercializzazione della lavanda fine, la varietà più pregiata. Nel negozio potrete acquistare ottimi 8e costosi) prodotti certificati.

Cosa mangiare in Provenza

La Provenza si difende molto bene anche a livello gastronomico.

Nei mercatini provenzali troverete tantissime specialità, una più golosa dell’altra: miele, insaccati, olive condite, paté salati, formaggi freschi e stagionati, ed erbe aromatiche di ogni genere. Il posto ideale dove fare scorta di prelibatezze da portare a casa, e regalare ad amici e parenti!

Tra gli antipasti tipici citiamo la tapenade, una crema di olive e capperi, e l’anchoiade, una pasta di acciughe con aglio e olive. Il piatto di pesce più conosciuto è la bouillaibaisse, una ricca zuppa di pescato fresco condita con pomodoro e zafferano, mentre, passando alla carne, la gardianne de taureau è uno spezzatino di carne di toro accompagnato da riso rosso della Camargue.

Passando al dolce, la Provenza fa grande uso dei prodotti del territorio, quindi frutta e mandorle, oltre ad avere un’importante tradizione di lavorazione del cioccolato. Abbiamo già parlato del calisson di Aix-en-Provence e del gibassier di Lourmarin. Altri dolci tipici sono i papalines di avignone, delle praline al cioccolato la liquore, e la tarte tropezienne, un pan brioche farcito di crema pasticcera.

La Provenza non è conosciuta per i suoi vini. Certamente troviamo alcuni vitigni di pregio, ma sicuramente non al livello di regioni come l’Alsazia o la Borgogna. Le vere specialità della regione sono il pastis, un aperitivo all’anice, e l’assenzio, il liquore amato da Van Gogh.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Donatella Anatrini

    È bella la Provenza tutta- tutta da visitare ed il soggiorno può anzi dovrebbe essere più di una settimana .

    1. Valeria

      proprio vero 🙂

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