Aix En Provence, cosa vedere nella città di Cézanne

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  • Categoria dell'articolo:Provenza
  • Ultima modifica dell'articolo:4 Maggio 2022
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Nel cuore della Provenza, Aix-en-Provence è una cittadina affascinante ed elegante, con moltissime cose da vedere, passeggiando lentamente tra i suoi suggestivi vicoli. Lasciatevi incantare dalle tante fontane che abbelliscono le piazze, dai negozietti e dalle boulangerie che sprigionano il fragrante odore del pane fresco, tutto questo mentre ammirate palazzi storici e opere d’arte.

Sì, perché Aix-en-Provence ha sempre attratto un gran numero di artisti, primo tra tutti il nativo Paul Cézanne, che dopo anni di lavoro a Parigi tornò qui, rifugiandosi nel suo atelier in campagna, dal quale pose le basi del cubismo.

Ed infine i mercatini, uno diverso ogni giorno: fiori, lavanda, saponi, vecchi libri e, soprattutto, tanti ottimi prodotti gastronomici. Non perdetevi i calisson, dei dolcetti di pasta di mandorle e frutta candita.

Insomma, una città da scoprire a passo d’uomo, godendosene ogni angolino.

Storia

Raccogliendo gli accorati appelli di Marsiglia, costantemente assediata dalle tribù vicine, nel 123 a.C. il console romano Caio Sestio Calvino fondò un avamposto nei pressi di una sorgente termale. Tale insediamento prese il nome di Acquae Sextie, e divenne ben presto una cittadina a tutti gli effetti.

Dopo la caduta dell’Impero, Aix-en-Provence fu invasa e saccheggiata dai Visigoti, dai Franchi, e dai Longobardi, e quindi occupata dai Saraceni nel 731.

Il Medioevo fu invece un periodo particolarmente prospero per la città. Nel 1189, i signori d’Aragona e d’Angiò ne fecero la loro residenza, accogliendo a corte artisti e scrittori. La città divenne quindi il cuore pulsante della cultura provenzale, che da qui si diffuse in tutta Europa.

Nel 1487 entrò a far parte del Regno di Francia e, nel secolo successivo, fu coinvolta nelle guerre di religione, che infiammarono tutta la Provenza con veri e propri bagni di sangue e danneggiamenti a tutte le città.

In epoca moderna, Aix-en-Provence si confermò soprattutto un luogo di villeggiatura per i nobili francesi, rinomata per il clima, le bellezze artistiche e la gastronomia. Il pittore impressionista Paul Cézanne nacque qui, e nonostante il tentativo di affermarsi nella capitale, decise di tornare e stabilirvisi permanentemente, fondando il proprio atelier nella campagna a nord della città.

Dove si trova e come arrivare

AIx-en-Provence è collegata con Parigi e Lione tramite il TGV, ma ci sono treni anche da Milano, anche se in questo caso occorre effettuare un cambio. La stazione del TGV si trova fuori città, ma è a disposizione un autobus per raggiungere il centro.

Il treno può essere una valida soluzione se vi trovate già in Francia e volete visitare la cittadina in giornata. Se, invece, includete Aix-en-Provence in un più ampio tour della Provenza, allora vi consiglio di muovervi con l’automobile. Le varie attrazioni della regione non sono infatti raggiungibili con i mezzi.

Dal confine di Ventimiglia, prendete l’autostrada A8, quella che collega le principali località della Costa Azzurra. Rimanete sempre sulla A8 fino all’uscita 30, per un totale di circa 200 km.

Una volta arrivati in città, ci sono numerosi parcheggi a pagamento vicino al centro. Noi abbiamo scelto Il Parking Rotonde, in Rue Lapierre 2. Costa circa 2€/h e, se avete l’auto elettrica, potete ricaricarla gratuitamente.

Quanto tempo dedicare

Quanto tempo passare a Aix-en-Provence dipende molto da cosa deciderete di vedere e fare. La città è piena di musei, ma sicuramente ne visiterete solo alcuni o, più probabilmente, solo l’Atelier di Cézanne.

Per una visita del centro storico e dell’atelier, vi basterà mezza giornata. Se però decidete di visitare diversi musei e fare delle visite guidate, allora occorrerà un giorno intero, o anche più di uno.

Come orario, vi consiglio la mattina. Il centro è meno affollato ma, soprattutto, le prime ore del giorno sono il momento più propizio per fare acquisti ai vari mercatini.

Per quanto riguarda l’itinerario, Aix-en-Provence non solo è una tappa imprescindibile di ogni viaggio in Provenza, ma rappresenta anche un’ottima base per visitarne tutte le attrazioni, come i borghi, il Colorado Provenzale, Marsiglia e Les Calanques. L’ideale è quindi prevedere un soggiorno di 3-4 notti, esplorando ogni giorno una zona diversa.

Pass turistico

Con una così vasta gamma di cose da vedere, la città di Aix-en-Provence ha messo a disposizione un pass turistico, per visitare il più possibile ad una tariffa vantaggiosa.

Il pass, del quale è possibile scegliere la durata, comprende 12 musei, tra cui i due Musée Granet e l’Atelier di Cézanne, più diverse visite guidate e sconti presso gli esercizi commerciali partecipanti.

Potete acquistarlo online, oppure presso l’Ufficio del Turismo, che ha sede in Avenue Giuseppe Verdi nr. 300. Dato che il pass comprende molte visite guidate, io vi suggerisco di acquistarlo in loco, così da chiedere direttamente se possibile partecipare a qualche tour.

Cosa vedere a Aix en Provence

La Città Vecchia

Al di là di tutti i musei e le chiese, la cosa più bella da vedere a Aix-en-Provence è la città stessa, o meglio, il suo centro storico.

Il fitto reticolo di stradine acciottolate compreso tra Cours Sextius, Rue Thiers e Cours Mirabeau è tutto un susseguirsi di piazzette abbellite da fontane e platani secolari, botteghe artigiane, ristoranti e negozi di calisson, il dolcetto tipico della città. Ad ogni angolo troverete un colorato mercatino, vecchie insegne sbiadite, edifici signorili con facciate decorate e portoni scolpiti.

I punti di interesse principali sono Place de l’Hotel de Ville, con il municipio seicentesco e la Torre dell’Orologio del 1505, e Place d’Albertas, il salotto borghese del diciottesimo secolo, circondata da raffinati edifici in stile rococò, che ricalcano le piazze reali parigine.

Aix-en-Provence è anche un’importante città universitaria, piena di giovani e con una vivace vita notturna. Resterete allibiti dalla quantità di ristoranti e bar alla moda, soprattutto in Place des Cardeurs e lungo Rue de la Verrerie.

Un altro modo di visitare il centro storico è seguendo le orme di Cézanne. In corrispondenza dei luoghi che l’artista era solito frequentare è infatti stata applicata una grossa borchia metallica a forma di C. Potrete recuperare l’opuscolo con l’itinerario presso l’ufficio del turismo o l’atelier.

Cattedrale di Saint-Sauveur

La cattedrale medievale, un po’ schiacciata nella minuscola Place des Martyrs de la Resistance, è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli. Per questo motivo, risulta essere un mix di diversi stili architettonici, il cui elemento più caratteristico è lo o splendido portale in stile gotico fiammeggiante.

Il luminoso interno è diviso in tre navate. In una cappella laterale è installato il battistero, in posizione leggermente ribassata, con le semplici colonne romane che sorreggono una cupola bianca.

Da non perdere il chiostro romanico, la cui peculiarità solo le colonne, una diversa dall’altra.

Cours Mirabeau

Aix-en-Provence è chiamata anche la “città delle mille fontane”, anche se in realtà sono solo 12. Lungo Cours Mirabeau, il lungo viale che divide la città nuova dalla città vecchia, ne troverete ben 4.

  • La prima è Fontaine du Roi Réné, dedicata a Renato d’Angiò, raffigurato con in mano un grappolo d’uva moscata.
  • La seconda è la Fontaine d’Eau Chaude che, essendo stata costruita in corrispondenza di una sorgente termale, eroga acqua a 35°.
  • Proseguendo lungo il corso si incontra la Fontana dei Nove Cannoni, che risale al 1691. I cannoni in questione non sono molto ben visibili, perché interamente ricoperti di muschio.
  • L’ultima e la più grande è La Rotonde, del 1860, sormontata da tre statue allegoriche che raffigurano la Giustizia, le Belle Arti, e l’Agricoltura. Oltre ad una funzione decorativa, questa fontana è a tutti gli effetti una rotonda, che aiuta a far defluire il traffico lungo le affollate arterie che circondano il centro storico.

Il viale è fiancheggiato ristoranti storici, come il Café des Deux Garçons, e da palazzi signorili, simbolo della borghesia. Il più famoso è l’Hotel Maurel-de-Pontevés, al civico 38. Lo riconoscerete dalle due statua che affiancano il bel portone in legno.

In fondo al viale campeggia una statua di Cézanne, ennesimo omaggio della città al suo residente più famoso.

Quartiere Mazzarin

Il Quartiere Mazzarin si estende a sud di Cours Mirabeau, e corrisponde alla città nuova.

Rispetto al centro storico, e come succede in molte città europee, questo quartiere ha una struttura più geometrica, con una funzionale pianta a griglia. Sicuramente meno caratteristico, ospita diversi edifici universitari, ma anche raffinati palazzi settecenteschi, hotel di lusso, gallerie d’arte e negozi di antiquariato.

L’attrazione principale è la Fontana dei Quattro Delfini, del ‘600.

Musée Granet e Granet XXe

Aix-en-Provence vanta un gran numero di musei ma, se avete tempo solo per uno, allora deve essere questo, il Museo Granet.

Ha sede nell’antico palazzo dei Cavalieri Malta, ed dipinti opere di Rembrandt, Ingres, naturalmente del nativo Cezanne, oltre ad opere donate dallo stesso Cezanne a Giacometti. In più nelle sale sotterranee c’è una vasta collezione di reperti archeologici.

Fermatevi anche nell’adiacente Chiesa di Saint Jean de Malte, del tredicesimo secolo. Costruita sui resti di un tempio più antico, vanta il campanile più alto della città, ben 67 metri.

A breve distanza, nella seicentesca Cappella dei Penitenti Bianchi, il Granet XXe è la naturale continuazione del percorso artistico del “museo principale”. Qui si trovano opere di artisti più recenti, come Monet, Van Gogh, Braque, e Picasso.

Atelier di Cezanne

Paul Cezanne, grande artista post-impressionista, nacque a Aix-en-Provence il 19 gennaio 1839. Dopo una lunga parentesi parigina, tornò nella sua città natale, dove rimase fino alla morte, nel 1906.

Per poter lavorare secondo il proprio metodo ed i propri tempi, allestì l’atelier in una villa alle porte della città, con una grande vetrata luminosa e vista panoramica sulla montagna di Sainte-Victoire, uno dei suoi soggetti preferiti. Qui lavorò allo studio delle geometrie e della solidità dei vari oggetti, un approccio che lo rese, di fatto, un precursore del cubismo.

Nello studio, tutto è rimasto come allora, tanto che vi sembrerà di entrare in una delle sue famose nature morte. Troverete infatti i cesti di vimini contenenti le mele, teschi umani, bottiglie, bicchieri e caraffe, tutti soggetti ricorrenti nei suoi dipinti.

Parcheggiare qui è impossibile. Potete raggiungere l’atelier a piedi, camminando (in salita) per circa 1 km dal centro, oppure con gli autobus 7, 10 e 11, in partenza Avenue des Belges, a pochi passi dall’Ufficio del turismo e dalla Fontaine La Rotonde.

Mercati

I mercatini provenzali sono un simbolo della regione, e una tappa imperdibile per ogni turista. Ogni giorno, i produttori locali affollano i centri cittadini con le proprie bancarelle, piene di leccornie e prodotti artigianali. Un tripudio di colori, sapori e profumi al quale nessuno può resistere. Olive e olio, miele, salumi, formaggi, saponi e l’immancabile lavanda sono i prodotti più comuni, ma vi troverete anche bigiotteria, articoli per la casa, indumenti e molto altro.

Aix-en-Provence, naturalmente, non fa eccezione, e partecipa al panorama dei mercatini con qualcosa di diverso ogni giorno:

  • il mercato alimentare si volge tutti i giorni in Place Richelme, ma troverete bancarelle un po’ ovunque.
  • troverete tessili, artigianato e antiquariato il martedì, giovedì e sabato in Cours Mirabeau.
  • se siete alla ricerca di fiori, recatevi in Place de l’Hôtel de Ville il martedì, giovedì e sabato.
  • Libri e opere d’arte sono in vendita la domenica, rispettivamente in Place de l’Hôtel-de-Ville (la prima domenica del mese) e in Place de l’Archevêché.

Qui potete scaricare la brochure completa.

Cosa vedere a Aix en Provence, mercati provenzali

Cosa vedere nei dintorni di Aix-en-Provence

Museo e Fabbrica del Calisson

Aix-en-Provence è piena di pasticcerie che vendono i calisson, prelibati dolcetti a forma di rombo a base di pasta di mandorle e frutta candita, ricoperti di una liscia glassa reale.

Cosa vedere a Aix-en-Provence, fabbrica di Calissons

La leggenda vuole che siano stati inventati nel 1454, in occasione del secondo matrimonio di Re Renato D’Angiò. Durante i festeggiamenti, il Re li fece assaggiare alla sua nuova consorte. Colpito dalla sua reazione entusiasta, il sovrano li definì dei calîn, una coccola, da cui il curioso nome.

In città potrete fare incetta di questi biscottini, da gustare sul posto o portare a casa come souvenir per amici e parenti. Tuttavia, io vi consiglio una sosta golosa al museo loro dedicato, a soli 10 km dal centro.

Le Roi Réné è una delle più antiche pasticcerie, fondata nel 1920 da Ernest Guillet, e da oltre un secolo opera utilizzando materie prime di qualità.

La visita al museo è gratuita, e vi permetterà d scoprire e vedere con i vostri occhi tutto il processo di creazione di queste piccole delizie. Nell’annesso negozio troverete calisson in confezioni adatte a tutte le tasche, ma anche cioccolato, infusi, biscotti e torrone.

Salon-de-Provence

Immersa nella campagna a 40 km da Aix, Salon-de-Provence è una tranquilla cittadina, conosciuta per Nostradamus e il sapone di Marsiglia.

E’ qui infatti, più che nel capoluogo della regione, che c’è la maggiore concentrazione di saponifici. Quelli più antichi, come Marius Fabre e Rampal Latour, offrono visite guidate dei laboratori, oltre a piccoli musei e outlet dove fare scorta di prodotti cosmetici e per la casa.

Da non perdere, poi, i luoghi legati a Nostradamus, come la casa dove scrisse le sue celebri profezie, e la sua tomba, nella Chiesa di San Lorenzo.

Infine, concludete il vostro giro a Salon passeggiando per il centro storico, tra la fortezza più grande della Provenza, una fontana ricoperta di muschio, i tantissimi ristoranti tipici e le botteghe artigiane.

Borghi del Luberon

A nord di Aix-en-provence si estende il massiccio del Luberon, con le sue valli e colline punteggiate da incantevoli borghi medievali, dove il tempo sembra essersi fermato. Questi deliziosi villaggi da cartolina inseriti in una campagna bucolica vi affascineranno con i loro edifici in pietra, i castelli fortificati, i dedali di viuzze che celano scorci scenografici, e i mercatini provenzali.

Benché simili tra loro, ognuno ha le proprie peculiarità. Ecco, a mio avviso, quelli imperdibili:

  • Saignon, dal quale si gode di una splendida vista sul massiccio del Luberon.
  • Lourmarin, pieno di negozietti e ristoranti tipici.
  • Bonnieux, utilizzato da Hollywood come set del film di Ridley Scott Un’Ottima Annata, con Russel Crowe.
  • Lacoste, borgo medievale dominato dal castello del Marchese de Sade.
  • il già citato Roussillon, un tripudio di casette dai colori caldi, che si fonde alla perfezione con il paesaggio circostante.
  • Gordes, una bomboniera arroccata in cima a una collinetta. Lì vicino si trova l’Abbazia di Senanque, celebre spot fotografico durante la fioritura della lavanda.
  • L’Isle-sur-la-Sorgue, costellato di romantici canali, e per questo detto la “Venezia di Provenza”
  • Saint-Saturnin-Lès-Apt, con il suo mulino a vento del diciassettesimo secolo.

Colorado Provenzale

Nel comune di Rustrel, il Colorado Provenzale è un parco naturale che somiglia molto al Far West americano, in particolare al Bryce Canyon.

Camminando lungo i due sentieri ufficiali, vedrete infatti emergere rocce dai colori e forme più stravaganti, e i classici hoodoos, o Camini delle Fate. Si tratta di colonne e piramidi rocciose sormontate da uno strato più duro, che sembrano reggersi in piedi per miracolo.

Questo parco così particolare è frutto dell’erosione naturale di acqua e vento, ma è stata anche la mano dell’uomo, con gli scavi per l’estrazione delle ocre, a plasmare il territorio creando grotte e canyon.

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