Luberon, i 10 borghi più belli

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  • Categoria dell'articolo:Provenza
  • Ultima modifica dell'articolo:9 Maggio 2022
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Nel sud della Francia, il Luberon è una regione caratterizzata da pittoreschi borghi arroccati su colline e speroni rocciosi. Questi villages perchés nacquero nel medioevo, in quanto la popolazione cercava di proteggersi dagli attacchi delle truppe barbariche rifugiandosi nei punti più alti, in villaggi resi inespugnabili da mura e fortezze.

Oggi, i borghi del Luberon sono degli incantevoli villaggi da cartolina, dove respirare l’autentica atmosfera provenzale. Strette stradine celano edifici storici, fontane scolpite e piazzette dove gustare un caffè all’aperto, vecchi lavatoi e negozi dalle insegne sbiadite. I profumi della lavanda, dell’olio d’oliva e del pane appena sfornato permeano l’aria, tentando il visitatore a fermarsi nelle botteghe e alle bancarelle dei mercatini tipici. Il tutto, attorniato da un paesaggio bucolico di campagne, uliveti, vigneti e campi di lavanda.

Benché i borghi siano simili tra loro, ognuno di essi ha una propria personalità: Roussillon spicca per i suoi edifici color ocra, Lacoste per il castello del Marchese De Sade, Gordes per l’inconfondibile struttura “a torta nuziale”. Tra i tanti, ne ho selezionati 10, che a mio parere sono tra le mete imperdibili del vostro viaggio in Provenza.

Cos’è il Luberon

Il Luberon è un massiccio montuoso della Provenza, nella Francia del sud. Si estende da est ad ovest, e si divide in tre macro-aree: Luberon Orientale, Grande Luberon e Piccolo Luberon, ognuna con le proprie condizioni climatiche, flora e fauna.

L’intero territorio è parte del Parco Naturale Regionale del Luberon, dal 1997 incluso rete mondiale di riserve della biosfera dell’UNESCO.

Geologicamente, il massiccio è costituito prevalentemente da calcare e rocce risalenti al Cretaceo, mentre la pianura che lo circonda risale all’era terziaria. La “montagna del Luberon” è la vetta principale, con pendici scoscese sul versante meridionale, e più dolci su quello settentrionale.

Dove si trova e come arrivare

Per raggiungere la Provenza dall’Italia, avete due opzioni:

  • attraversate la Liguria percorrendo la E80, ed entrate in Francia dalla A8. Questa è l’autostrada che tocca le principali località della Costa Azzurra, per poi gettarsi nell’entroterra fino a Aix-en-Provence.
  • prendete la A4 Torino-Trieste fino al capoluogo piemontese, e poi imboccate la E70, attraversando il confine a Bardonecchia. In questo caso, dovrete percorrere il traforo del Fréjus. Una volta arrivati in Francia, seguite la A43 fino a Chambery, quindi scendete verso Grenoble e prendete la A51, che vi condurrà sempre a Aix-en-Provence.

La prima strada è la più breve, ma anche quella più trafficata. Potete utilizzarla in bassa stagione, ma, in estate e nei weekend, è preferibile passare dal Frejus, perché la Liguria può essere davvero intasata.

Nello specifico, i borghi del LUberon si snodano a nord e sud della D900, indicativamente tra le città di Cavaillon e Manosque.

Quanto tempo dedicare

I borghi del Luberon sono piccoli e si girano in poco tempo, diciamo in un’ora circa. Tuttavia, dovrete considerare anche la strada per arrivarci, nonché la ricerca del parcheggio, che in alta stagione può essere estenuante.

Le attrazioni principali dei villaggi possono essere chiese, castelli, piazze e fontane, ed in alcuni casi piccoli musei Tutte cose interessanti, certo, ma sarebbe un peccato limitarsi ad esse. Prendetevi il tempo per vivere i borghi: perdetevi tra le loro viuzze acciottolare, lasciatevi trasportare dai colori e dai profumi dei mercatini, esploratene ogni angolo suggestivo, curiosate nei negozietti e nelle botteghe, fermatevi a gustare un aperitivo nei tanti bar con dehors.

Per tutti questi motivi, il mio consiglio è di visitare al massimo 4 borghi al giorno, due al mattino e due nel pomeriggio. Prevedete quindi un pernottamento nella zona, magari a Roussillon, che è abbastanza centrale. Nel Luberon, l’ideal è dormire presso una chambre d’hôte, l’equivalente del nostro b&b. Si tratta spesso di piccole strutture a gestione familiare immerse nella campagna, perfette per una fuga romantica.

I borghi più belli del Luberon

Fare una classifica dei borghi più belli del Luberon sarebbe impossibile, anche perché molti di essi sono presenti nella classifica dei più bei villaggi di Francia. Ognuno di essi ha un fascino e una personalità propri, e le preferenze sono soggettive. Per questo, ho deciso di proporvi i miei villaggi preferiti in un neutrale ordine alfabetico.

Ansouis

Nella parte meridionale del Luberon, Ansouis si erge in cima a una collinetta, circondato dai vigneti.

Il castello medievale domina il villaggio, un insieme di casette del quindicesimo secolo perfettamente restaurante, abbracciate dai resti delle mura e delle torri di guardia. Passeggiando per le sue strade scoprirete piccole piazze, chiese e fontane scolpite, oltre alle numerose botteghe, specializzate nella vendita di santons e prodotti a base di olio d’oliva.

Quanto ai monumenti storici, sicuramente da vedere è la particolarissima chiesa di Saint-Martin. Costruita in pietra nel tredicesimo secolo, è fortificata, ovvero inglobata alle mura cittadine ed in posizione sopraelevata, per garantirle protezione da eventuali attacchi.

Il castello è una fortezza di origine celto-ligure, più volte rimaneggiata ed ampliata nel corso dei secoli. La struttura originaria era unicamente a scopo difensivo, con una grande piazza centrale circondata da mura e torri. Solo nel diciassettesimo secolo, con l’arrivo di una pace duratura, il castello venne definitivamente trasformato in una residenza nobiliare, aggiungendo decorazioni quali la facciata in stile classico. Oggi, è proprietà della famiglia Rousset-Rouvières, che l’ha aperto al pubblico per visite guidate.

Foto di TheLuberon.com

Poco fuori dal villaggio troviamo l’interessante Il Museo di Arti e Mestieri del Vino di Château Turcan, un’ antica azienda vinicola fondata oltre 150 anni fa. La collezione conta oltre 3.000 pezzi, che raccontano la storia della viticoltura nella zona. Naturalmente, è anche possibile fare degustazioni.

Bonnieux

A nord del massiccio del Luberon, Bonnieux si presente come un borgo a terrazze, costruito su più livelli sul fianco di una parete rocciosa.

E’ un villaggio molto antico, nei suoi pressi sono stati infatti ritrovati dei reperti di origine romana. Il monumento più famoso è il Pont Julien, a 3 km di distanza, realizzato nel 3 a.C. con piloni traforati, che servivano a allentare la pressione dell’acqua in caso di piena.

Tra le cose da vedere a Bonnieux ci sono l’Eglise Vieille du Haut, e il Museo della Panetteria, un viaggio nella storia e nelle tradizioni dell’arte della panificazione in Provenza. Il museo ha sede in un edificio del ‘600, ed ospita un antico forno, in funzione fino al 1920.

Bonnieux è inoltre stato sede delle riprese del film del 2006 Un’Ottima Annata, con protagonisti Russel Crowe e Marion Cotillard. Se volete visitare la location esatta, recatevi alla tenuta Chateau la Canorgue.

A soli 7 km dal villaggio, potrete inoltre percorrere un bel sentiero di trekking nella Foresta dei Cedri, il cedreto più grande d’Europa ed un ecosistema unico in tutta la Francia.

Gordes

Tra i borghi del Luberon, Gordes è quello che la maggioranza dei visitatori preferisce. Visto da lontano, somiglia ad una gigantesca torta nuziale, sormontato dal meraviglioso castello rinascimentale. Le sue abitazioni, in pietra bianca, cambiano sfumatura a seconda della luce del sole, regalando uno spettacolo unico ed inimitabile. Non stupisce certo che importanti artisti come Chagall e Vasarely siano venuti qui in cerca d’ispirazione.

Per ammirare Gordes in tutto il suo splendore, fermatevi al punto panoramico lungo la D15, la strada che conduce all’abbazia di Senanque.

Difficile dire cosa vedere a Gordes, tutto il borgo è da esplorare. Addentratevi nelle sue calades (stradine acciottolate in pendenza) alla scoperta di piazzette, fontane, passaggi a volta, davanzali e facciate colorati. La piazza principale è Place Genty Pantaly, resa famosa dal già citato film Un’Ottima Annata.

Come quello di Ansouis e di Sisteron, anche il Castello di Gordes fu realizzato nel medioevo con funzione difensiva, per poi diventare una dimora signorile. Oggi, ospita delle mostre d’arte.

In centro, la Cappella dei Penitenti Bianchi ha una storia misteriosa. Ha iniziato ad essere citata negli archivi ufficiali solamente nel ‘600, e si dice sia stata sede di una setta. Entrate in Rue de L’Eglise per scoprire invece la chiesa di Saint-Firmin, di origine medievale ed in stile romanico.

Più avanti, potrete ammirare le cantine del Palais Saint Firmin, un insieme di grotte sotterranee scavate nella roccia. L’origine di questo labirinto sommerso sta nel fatto che in superficie non c’era abbastanza spazio per le attività industriali, che si sono quindi sviluppate nel sottosuolo. Qui potrete vedere resti di frantoi, cisterne ed altri oggetti relativi alle principali attività commerciali dell’epoca. Il viaggio tra le corporazioni artigiane prosegue in Rue de la Fontaine Basse, tra botteghe di calzolai, tintori e tessitori, e un vecchio lavatoio.

Abbazia di Sénanque

L’Abbazia di Sénanque, che si trova sempre nel comune di Gordes, merita però un approfondimento a parte. Circondata dai campi di lavanda coltivati dai monaci cistercensi, tra metà giugno e metà luglo l’abbazia è uno degli spot fotografici più famosi della Provenza.

Fu fondata nel 1148, in uno stile che osserva rigidamente la regola benedettina della sobrietà. Tutto il monastero risulta infatti imponente ma austero, privo di qualsivoglia fronzolo. La comunità monastica cistercense è tornata ad abitare l’abbazia nel 1998, e da allora vive la propria quotidianità tra preghiera e lavoro.

L’abbazia è visitabile solo con tour guidato in francese, da prenotare in anticipo. A chi non parla francese sarà consegnato un tablet dotato di realtà aumentata. Da non perdere anche il gift shop, dove troverete molti prodotti alla lavanda, in particolare l’olio essenziale.

Borghi del Luberon, Abbazia di Senanque nei pressi di Gorges

Lacoste

Appoggiato sul versante montuoso di fronte a Bonnieux, Lacoste è così bello da sembrare finto. Tutto il borgo antico è realizzato in pietra, perfettamente restaurato per dare un’aria decadente e curata allo stesso tempo. Salite i tornanti acciottolati tra vecchie torri e atelier d’arte, fino alle rovine del castello del Marchese de Sade.

Nel 1771, il marchese si rifugiò in questa dimora di 45 stanze per sfuggire agli scandali provocati a Parigi dalla sua condotta libertina. Accusato di violenza, sodomia, e persino di avvelenamento, fu arrestato e rilasciato più volte, fino al definitivo internamento nel manicomio di Charenton, dove trovò la morte. Oggi, il castello è un teatro, e a luglio ospita il Festival di Lacoste . Nella piazza antistante sono presenti diverse opere d’arte.

Lourmarin

Ecco un altro dei borghi del Luberon annoverato tra i villaggi più belli di Francia. A differenza degli altri, però, Lourmarin non si trova su un’altura, bensì si adagia tra le due valli Durance e Cavallon, in concomitanza di un passaggio scavato dal fiume Aiguebrun.

Nonostante la posizione inusuale, il fascino di questo borgo provenzale resta inalterato. Anzi, la mancanza di salite ripide rende la visita ancora più agevole. Le stradine di Lourmarin hanno una struttura a spirale, che convergono al Castelas, la torre dell’orologio costruita sulle rovine del vecchio castello.

Il centro storico è tutto un susseguirsi di negozi, ristoranti e gallerie d’arte, soprattutto lungo la via principale, Rue Henri de Savornin. In particolare, vi segnalo la panetteria Maison du Gibassier, patria del dolce tipico di Lourmarin, un frollino all’olio d’oliva profumato di spezie e cosparso di zucchero a velo.

Il castello, che sorge fuori dalle mura cittadine, nacque nel Rinascimento come dimora signorile rinascimentale, privo quindi della tradizionale funzione difensiva. All’interno, il suo pezzo forte è la scala a chiocciola di 93 gradini, intagliata da un unico pezzo di legno.

Alla vicina Ferme de Gerbaud potrete fare un percorso “aromatico” tra le erbe della Provenza, quali rosmarimo, timo, salvia, origano e naturalmente lavanda. Durante la visita guidata di 90 minuti ne apprenderete gli usi quotidiani, in cucina e per il benessere.

Oppède

Gli edifici in pietra di Oppède, con le loro imposte colorate e le facciate decorate da vasi fioriti e rampicanti, offrono spunti panoramici a non finire. Ovunque si rivolga lo sguardo, questo borgo dall’aspetto decadente offre scorci romantici e suggestivi.

Il nucleo originario, noto come Oppède Le Vieux, fu abbandonato nel diciassettesimo secolo, quando i contadini si trasferirono a valle per essere più vicini alle coltivazioni. Nel 1909, il municipio si spostò definitivamente nella nuova Oppède, ed il vecchio centro divenne pian piano una città fantasma.

Durante l’occupazione nazista, diversi artisti si rifugiarono proprio qui, riaprendo gli edifici e creando una sorta di comune. La vocazione artistica del borgo è tuttora viva, passeggiando per la città vecchia incontrerete infatti diversi atelier.

Tra gli edifici più interessanti ci sono la chiesa di Notre-Dame-d’Alidon, la Cappella dei penitenti Bianchi, e i resti della cinta muraria e del castello.

Foto di Provenzafrancia.it

Museo della Lavanda di Coustellet

A soli 7 km da Oppède, il Museo della Lavanda di Coustellet è stato rinnovato recentemente, e collocato in una proprietà del Domaine de la Royère. Si focalizza sulla coltivazione e distillazione della lavanda fine, una varietà molto pregiata che cresce solamente ad altitudini di almeno 800 metri.

La collezione comprende oltre 300 pezzi tra alambicchi, distillatori, flaconcini, e molti altri attrezzi che raccontano la storia di quest’attività, così importante per l’economia della regione. Il mulino è aperto da ottobre a dicembre.

Nel negozio, potrete acquistare oli essenziali e prodotti a base di lavanda fine, tutti certificati A.O.P..

Roussillon

Roussillon è un borgo decisamente singolare, circondato da cave di ocra ed immerso in uno scenario naturale che ricorda il West americano. L’intero borgo è dipinto in calde sfumature di rosso, arancio e giallo, fondendosi alla perfezione con il paesaggio circostante.

Le sue strette viuzze sono fiancheggiate da caffè all’aperto, gallerie d’arte e botteghe artigiane, specializzate in ceramiche, tinture e pigmenti. La chiesa di Saint-Michel ha una facciata seicentesca, con all’interno una pregevole statua lignea di San Michele. Dalla vetta del villaggio e dal cammino di ronda si gode di un panorama a 360° sulle montagne, il Monte Ventoux, e le rocce rosse del sentiero delle ocre e della valle delle Fate.

Tra le cose da visitare vi consiglio anche:

  • l’Eco-Museo delle Ocre, situato in una vecchia fabbrica. Qui potrete scoprire le tecniche di estrazione e lavorazione di questo minerale, e partecipare anche a laboratori didattici.
  • il Sentiero delle Ocre, un percorso di 1,5 km tra curiose formazioni di roccia rossa, canyon e vallate sabbiose, in un’atmosfera da film western.

Rustrel

Rustrel è un piccolo villaggio, piacevole da visitare ma senza nessuna attrattiva particolare.

Il motivo per cui è famoso, in realtà, è il vicino Colorado Provenzale, un parco naturale simile al Sentiero delle Ocre, dove ammirare paesaggi che siamo abituati ad associare all’America. Si chiama Colorado, ma in relatà somiglia più ai parchi rossi dello Utah, in particolare al Bryce Canyon.

Camminando lungo i due sentieri ufficiali, vedrete infatti emergere rocce dai colori e forme più stravaganti, e i classici hoodoos, o Camini delle Fate. Si tratta di colonne e piramidi rocciose sormontate da uno strato più duro, che sembrano reggersi in piedi per miracolo.

Questo parco così particolare è frutto dell’erosione naturale di acqua e vento, ma è stata anche la mano dell’uomo, con gli scavi per l’estrazione delle ocre, a plasmare il territorio creando grotte e canyon.

Saignon

Saignon non è tra i borghi più rinomati del Luberon, ma sicuramente rientra tra i più pittoreschi. Arroccato su uno sperone roccioso a 500 metri di altitudine, nel medioevo era un villaggio fortificato, difeso da mura di cinta e ben tre castelli. Il suo nome viene dal latino signum, “segnale“, poiché dalla sua posizione strategica si segnalava alla vicina Apt l’arrivo di eventuali invasori.

L’imponente chiesa di Notre Dame è l’edificio più significativo. Di origine medievale, nei secoli ha accolto i pellegrini che percorrevano la via Domitia per Roma, e il Cammino di Santiago. Ammirate la sua facciata con portale rinascimentale, il colonnato centrale, e il campanile con cuspide piramidale.

Il centro cittadino si sviluppa attorno a Place de la Fontaine, con una bella fontana e tavolini all’aperto, circondati da palazzi in pietra ricoperti di rampicanti.

Continuando sulla strada principale, la strada si fa ripida e conduce ai resti del castello, denominato Rocher, “la Roccia”. Superate la bella chiesa in pietra, non visitabile, e arrampicatevi sugli stretti scalini fino in cima. Da lì, il panorama domina tutta la valle, fino ad Apt e al massiccio del Luberon.

Saint Saturnin-lès-Apt

Saint-Saturnin-lès-Apt è, tra i borghi del Luberon, quello più settentrionale, appoggiato al versante meridionale della montagna, soleggiato e riparato dalle raffiche di Mistral.

Circondato da vigneti, uliveti e campi di lavanda, il villaggio vanta inoltre un campo di ciliegi, che in primavera riempiono l’area di profumati fiori bianchi.

In centro, visitate la Chiesa di Saint-Etienne, restaurata nell’800, e il mulino a vento, ben visibile anche da lontano. Seguite la strada in salita per arrivare alle rovine del castello e delle mura, da cui godere di un panorama mozzafiato sul profilo del villaggio e la valle. Il pittoresco laghetto dietro le rovine nacque nel diciassettesimo secolo, in seguito alla costruzione della diga.

foto di TheLuberon.com

Mercati Provenzali

I mercatini provenzali, con il loro tripudio di colori, sapori e profumi, fanno parte delle esperienze imperdibili quando si visitano i borghi del Luberon. Settimanalmente, i produttori locali allestiscono le loro bancarelle, traboccanti di prodotti a km zero tra cui saponi, miele, olio, lavanda, formaggi, olive e insaccati.

Pur essendo sempre stracolmi di turisti, i mercati si rivolgono in realtà anche agli abitanti locali, e rappresentano quindi l’autentica anima della Provenza. Sarà impossibile resistere alla tentazione di acquistare e assaggiare qualcosa.

Ecco, per ogni borgo, il giorno di mercato.

  • Ansouis: domenica dalle 8.00 alle 13.00.
  • Bonnieux: venerdì dalle 9.00 alle 13.00.
  • Gordes: martedì dalle 8:00 alle 13:00.
  • Lacoste: martedì dalle 8:00 alle 13:00.
  • Lourmarin: venerdì dalle 8.00 alle 13.00, e mercatino notturno il martedì dalle 17.30 alle 20.30, da aprile a ottobre.
  • Oppède: sabato dalle 8:00 alle 13:00.
  • Roussillon: giovedì dalle 8:00 alle 13:00.
  • Rustrel: nessun mercato
  • Saignon: giovedì dalle 9.00 alle 12.00.
  • Saint-Saturnin-lès-Apt: 8:00 alle 13:00.

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