Lower Manhattan, cosa vedere nella culla di New York

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  • Ultima modifica dell'articolo:9 Settembre 2021
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Lower Manhattan, detta anche Downtown, è la zona dove fu fondata la città, e dalla quale New York si espanse fino a diventare la metropoli che conosciamo oggi. E’ un vero condensato di tutto ciò che New York rappresenta: il vecchio e il nuovo, la potenza economica, le diverse etnie, il sogno americano, la tenacia e la rinascita.

Qui si insediarono le prime comunità di immigrati, tra cui quella italiana, e vi troverete inoltre la maggior parte degli edifici storici, come la Trinity Church e la Federal Hall; il distretto finanziario, che governa le economie mondiali, e naturalmente il nuovo World Trade Center, sorto dalle ceneri delle Torri Gemelle. Sempre da qui potrete imbarcarvi per la Statua della Libertà, da oltre un secolo icona di accoglienza e speranza.

Come arrivare e come muoversi

Non c’è un solo modo per arrivare a Lower Manhattan, dato che è un insieme di quartieri. Vi indico quindi le fermate della metro più prossime alle attrazioni principali:

  • Battery Park: fermata Whitehall Street, sulle linee N,R,W (giallo), fermata Bowling Green sulle linee 4 e 5 (verde)
  • Wall Street: fermata omonima sulle linee 2 e 3 (rosso).
  • World Trade Center: fermata omonima sulla linea E (blu); fermata Cortland Street sulle linee N, R. W (giallo); oppure con i treni locali della Path.
  • Ponte di Brooklyn: fermata Brooklyn Bridge – City Hall Subway Station sulle linee 4, 5, 6 (verde), mentre sul lato di Brookjlyn fermata High Street – Brooklyn Bridge, sulle linee A e C blu dal.
  • Chinatown: fermata Canal Street sulle linee J e Z (marrone), 4 e 6 (verde).

Come spiego nel mio articolo con i consigli per visitare New York, la soluzione più conveniente per spostarsi a Manhattan è fare l’abbonamento settimanale Metrocard, che costa 33$ e include spostamenti illimitati con metro e bus.

Potete, naturalmente, muovervi a piedi, ma non sottovalutate le distanze e i saliscendi. Se la metropolitana vi sembra poco pratica per via dei vari cambi, potete scegliere l’autobus, le cui linee seguono grossomodo la conformazione a griglia delle strade. Qui potete scaricare la mappa dei bus MTA.

Quanto tempo dedicare

Per vedere tutte le attrazioni di Lower Manhattan dovrete mettere in conto almeno un giorno intero, più mezza giornata per la gita alla Statua della Libertà e Ellis Island.

Per avere un’idea di come strutturare la visita, leggete il mio itinerario di 5 giorni a New York.

Storia di Lower Manhattan

Lower Manhattan è il nucleo originario di new York, la prima area ad essere occupata dai coloni olandesi. Nel 1626, Peter Minuit acquistò dai nativi l’intera isola di Manna Hatta, ribattezzandola Nuova Amsterdam. La comunità si insediò nell’attuale Battery Park, costruendo immediatamente due fortificazioni difensive: un fortino militare sul fiume, e un moro a nord.

Gli inglesi conquistarono l’area nel 1624, dandole il nome New York in onore del Duca di York.

Durante la rivoluzione americana, la città rimase per lo più fedele all’Impero britannico, fino all’ingresso delle truppe di Washington nel 1783, e la seguente proclamazione a capitale dei neonati Stati Uniti.

Da qui in poi, la città iniziò ad espandersi verso nord, ma Lower Manhattan mantenne sempre il suo ruolo centrale. Vi si insediarono infatti la maggior parte degli uffici e delle banche, e sempre qui nel 1973 sorse il World Trade Center, polo commerciale di importanza mondiale.

E proprio il World Trade Center divenne tristemente famoso l’11 settembre 2001, quando fu preso di mira (insieme ad altri punti chiave degli Stati Uniti) dagli attacchi terroristici di Al Qaeda. Due aerei passeggeri si schiantarono contro le Torri Gemelle, causandone il collasso. Le vittime furono quasi 3000, tra i passeggeri degli aerei, le persone che si trovavano nelle torri, e i soccorritori.

Cosa vedere a Lower Manhattan

Battery Park

Come abbiamo visto, Battery park può essere considerato il vero luogo di nascita di New York. Data la sua posizione strategica, questo luogo fu teatro di tante battaglie, ed ebbe un ruolo centrale anche nella Guerra d’Indipendenza. Non a caso, prende il nome proprio dalla batteria di cannoni che lo difendeva.

La struttura più significativa di Battery Park è Castle Clinton, una fortificazione di inizio ‘800, usata anche come dogana e ufficio immigrazione. Oggi è un ufficio turistico, dove potrete acquistare i biglietti per la Statua della Libertà.

L’area fu adibita a parco pubblico nel 1855, ed oggi ospita diverse installazioni commemorative:

  • East Coast Memorial, il più imponente. E’ composto da due file di quattro colonne in granito, sui quali sono riportati i nomi dei caduti nelle battaglie dell’Atlantic della Seconda Guerra Mondiale. La grande aquila al centro volge lo sguardo verso la Statua della Libertà.
  • American Merchant Mariner’s Memorial, in ricordo dell’attacco nazista a un mercantile americano durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • Hope Garden, un piccola aiuola dedicata alle vittime dell’AIDS. Nello stesso guardino si trova The Sphere, la scultura che troneggiava al centro del vecchio World Trade Center. Pesantemente danneggiata l’11 settembre, fu ricollocata qui, ma si scelse di non restaurala per mantenere vivo il ricordo degli attacchi.
  • Korean War Memorial, dedicato alla Guerra di Korea.

Oltre a queste attrazioni, fermatevi ad ammirare la Statua della Libertà, che da qui si vede benissimo.

Statua della Libertà e Ellis Island

All’ingresso della baia di Manhattan, Lady Liberty accoglie visitatori ed immigrati dal 1886. Se ancora oggi desta stupore e meraviglia, immaginatevi cosa potessero provare, vedendola, gli immigrati di inizio ‘900. Era la prima cosa che vedevano del Nuovo Mondo, una promessa di libertà e democrazia, un nuovo inizio per chi fuggiva da condizioni miserabili, in cerca di lavoro e fortuna.

La statua fu realizzata nel 1885 in Francia da Fréderic Bartholdi e Gustave Eiffel, e successivamente trasportata in America come regalo e simbolo di amicizia. Ha una struttura in acciaio, ricoperta da 300 fogli di rame. Rappresenta la dea Ragione, e in una mano tiene la fiaccola, simbolo di libertà, mentre nell’altra ha una tavola, su cui è incisa la data dell’indipendenza americana, il 4 luglio 1776. Ai suoi piedi vi sono delle catene spezzate.

E’ possibile salire sul piedistallo, da cui si ha una splendida vista su Lower Manhattan, e visitare l’annesso museo. Per visitare la corona occorre invece prenotare un biglietto apposito, in quanto l’ingresso è contingentato.

Il vicino isolotto Ellis Island è stato il centro di smistamento immigrati dal 1892 al 1954. Il suo toccante museo racconta le difficili vicende degli innumerevoli migranti passati da qui, con un archivio di oltre 65 milioni di documenti. Spiega inoltre le procedure (piuttosto crude) con cui venivano effettuati i controlli, le visite mediche, e lo smistamento degli immigrati verso le rispettive destinazioni, o i centri di detenzione.

Grazie all’archivio elettronico a disposizione, potrete anche verificare se qualche vostro antenato è passato di qui, e scoprire così se avete uno “zio d’America”.

Le due isole sono raggiungibili con crociere in partenza da Battery Park, e sono incluse anche nel New York Pass. Per visitare Liberty e Ellis Island, mettete in conto mezza giornata, preferibilmente la mattina.

Wall Street

Poco a nord di Battery Park si sviluppa il distretto finanziario, dove hanno sede la borsa valori, le più grandi banche americane e la Federal Reserve, la principale riserva d’oro degli Stati Uniti.

Nel vicino Bowling Green, il parco più antico di New York, c’è il Charging Bull, la scultura raffigurante un toro realizzata da Arturo di Modica. Non tutti lo sanno, ma questa statua nacque come abusiva. Fu lo scultore stesso a lasciarla davanti alla borsa di New York nel 1989, in barba alle regole sull’occupazione del suolo pubblico. Dato il grande successo, le autorità decisero di tenerla, spostandola nella sede attuale.

Nel 2017, la scultrice americana Kristen Visbal fece la stessa cosa, posizionando davanti al toro la statua di una bimba, Fearless Girl, che sfida il toro a simboleggiare le battaglie per l’emancipazione femminile. Ironicamente, questo gesto non piacque a Di Modica e, dopo diverse polemiche, Fearless Girl fu rimossa e ricollocata in Broad Street.

Wall Street, che oggi è sinonimo di finanza, prende il nome dal muro difensivo di New Amsterdam, del quale abbiamo parlato nel paragrafo introduttivo. Al numero 11 si trova il New York Stock Exchange, la borsa valori più importante del mondo. All’interno di questo edificio in stile neogreco si decidono le sorti della finanza mondiale ma, se state pensando di visitarlo, rassegnatevi. La borsa non è infatti accessibile ai turisti.

Federal Hall

Scopriamo ora un edificio di grandissima importanza storica, al pari della vicina Fraunces Tavern, sede generale dei rivoluzionari americani. New York fu la prima capitale dei neonati Stati Uniti, e la Federal Hall, costruita nel 1842, servì come Campidoglio.

Pur non essendo una delle principali attrazioni di Lower Manhattan, vale la pena visitarla. Il tour porta via appena una mezz’ora, ed in più l’ingresso è gratuito. Potete esplorarla in autonomia, oppure partecipare a un tour guidato con un ranger (durata 30 minuti, disponibile alle 10.00, 13.00, 14.00 e 15.00)

La struttura, in marmo bianco, si ispira al Pantheon di Roma, con un ingresso a tempio greco ed una sala interna circolare, scandita da colonne e una balconata interna. All’interno sono custoditi diversi documenti, tra cui la bibbia sulla quale prestò giuramento George Washington. Il primo presidente americano è rappresentato anche all’esterno della Federal Hall benché, essendo morto nel 1799, non vi mise mai piede.

Broadway

La Broadway ha ben due particolarità: è la strada più lunga di Manhattan, e l’unica che si sviluppa in diagonale, laddove tutte le altre hanno un impianto a scacchiera. Potreste imboccarla all’altezza di Bowling Green, e continuare a camminare per ben 26 km fino a Central Park e oltre, senza mai cambiare strada.

A Lower Manhattan, la Broadway è fiancheggiata da negozi e ristoranti, ma anche da interessanti edifici storici, come Trinity Church e St Paul’s Chapel, di cui parleremo nei prossimi paragrafi, il municipio, e il Woolworth Building. Questo palazzo di 60 piani in stile neogotico risale al 1913, e resiste ancora oggi nella classifica dei 100 palazzi più alti degli Stati Uniti.

Trinity Church

Stretta tra gli alti grattacieli di Lower Manhattan, Trinity Church fu la prima parrocchia anglicana di New York. La chiesa originale, del 1697, fu distrutta da un incendio, e quella attuale risale al 1846.

Un po’ come la St. Patrick’s Cathedral a Midtown, anche la Trinity Church ha uno stile neogotico che rimanda all’Europa, e contrasta piacevolmente con i moderni palazzi circostanti. A vederla oggi sembra impossibile, ma, la sua guglia che svetta a 86 metri, alla sue costruzione era l’edificio più alto di New York.

Entrate dalle grandi porte in bronzo per accedere ad un interno semplice, con vetrate colorate e un fonte battesimale in stile rinascimentale italiano. Il vecchio organo, irreparabilmente danneggiato dalle polveri generate dal crollo delle Torri, è stato sostituito nel 2003 da una particolare versione virtuale.

Trinity Church è famosa soprattutto per il suo piccolo cimitero, nel quale riposano personaggi illustri come il patriota Alexander Hamilton, Robert Fulton, e il Capitano James Lawrence.

St Paul Chapel

Poco a nord della Trinity Church troviamo St Paul’s Chapel, che fa parte della stessa parrocchia. Questa piccola chiesetta risale al 1776, il che la rende l’edificio religioso più antico di Manhattan.

St Paul Chapel è diventata famosa in seguito agli attacchi dell’11 settembre. Nei giorni seguenti divenne un luogo di rifugio per gli instancabili volontari e vigili del fuoco, che lavoravano incessantemente per rimuovere le macerie e salvare più persone possibile. Furono installate delle brandine per permettere ai volontari di riposare, mentre i sopravvissuti venivano curati e ristoranti con pasti caldi.

La chiesa è presto divenuta un simbolo di rinascita e solidarietà, dove molte persone venivano a pregare e a lasciare dei piccoli ricordi: fotografie, dediche e piccoli oggetti. Una mostra molto commovente, che potrete ammirare ancora oggi.

9/11 Memorial and Museum

Come per chiunque nato almeno negli anni ’80, anche per me è molto difficile raccontare questo sito, che è molto più di un museo. L’incredulità per qualcosa che sembrava poter accadere solo in un film, lo sgomento nell’apprendere che gli aerei dirottati erano ben 4, il terrore nel momento in cui le Torri sono collassate sotto il loto stesso peso, l’ansia per chi si trovava sotto le macerie. Tutti ricordiamo come fosse ieri cosa stavamo facendo l’11 settembre 2001, quando abbiamo appreso degli attacchi al World Trade Center.

Dove per anni c’è stato l’enorme buco chiamato Ground Zero, oggi si trova Memorial Plaza, un luogo di silenzio e meditazione, dove il tempo sembra sospeso.

Al posto delle Torri Gemelle ci sono due grandi piscine in granito grigio, chiamate Reflecting Absences, sui cui bordi sono incisi i nomi delle vittime. Quotidianamente, alcuni volontari depositano una rosa bianca sul nome di chi avrebbe compiuto gli anni in quel giorno.

Nei pressi della South Pool svetta il Survivor Tree, l’albero miracolosamente scampato alla devastazione. Ridotto a un tronco bruciacchiato, questo resistente pero da fiore non si è arreso e, dopo le meticolose cure dei giardinieri, è tornato a splendere al centro della piazza.

L’annesso museo si sviluppa sottoterra, lungo le fondamenta delle Torri Gemelle. Sono in mostra reperti, documenti, filmati e registrazioni audio di quel giorno, raccontato minuto per minuto attraverso le esperienze dirette. Inutile dire che l’esperienza è particolarmente toccante, soprattutto nella sala in cui si ricordano le quasi 3000 vittime degli attentati.

Per tutte e informazioni dettagliate con orari e costi, leggete il mio articolo di approfondimento.

World Trade Center e Freedom Tower

Il nuovo World Trade Center è stato realizzato accanto a dove si trovavano le Torri Gemelle e, come il precedente, conta 7 edifici. Due sono le attrazioni di maggiore rilievo per i turisti.

La prima è la grande colomba bianca, progettata da Calatrava nel 2016. Non è solo un’opera simbolica, ma anche l’ingresso di The Oculus, il nuovo centro commerciale e snodo logistico di Manhattan, nel quale convergono diverse linee della metro e dei treni Path. Il suo luminosissimo interno ha una splendida volta in vetro, dalla quale si vede la Freedom Tower.

La seconda è proprio la Freedom Tower, ovvero l’edificio principale del nuovo World Trade center. Sorge a pochi metri da dove si trovavano le Torri Gemelle, ed è simbolicamente alta 1776 piedi (541 metri), a ricordare l’anno dell’indipendenza americana. Attualmente è il grattacielo più alto degli Stati Uniti.

La terrazza panoramica al 102° piano è completamente vetrata, il che ne aumenta la sicurezza, ma anche i riflessi. Nonostante ciò, la vista su Lower Manhattan e su Midtown è comunque magnifica. Si vedono bene la Statua della Libertà ed il Ponte di Brooklyn, così come l’Empire State Building. Se ci andate di sera e guardate verso nord, riuscirete a distinguere le stroboscopiche luci di Times Square. Non voglio spoilerarvi nulla, ma già solo la suggestiva salita in ascensore vale in biglietto.

Sia il museo dell’11 settembre sia la Freedom Tower sono incluse nel New York Pass.

Chinatown e Little Italy

New York fu fondata da immigrati, e nei secoli ha sempre tenuto fede alla sua fama di città multietnica. A Lower Manhattan si trovano diversi quartieri di immigrati, ma i due più conosciuti sono indubbiamente Chinatown e Little Italy.

Se la prima resta tutt’oggi un’autentica comunità cinese, la seconda è ormai relegata a due vie turistiche e commerciali, e la Little Italy originale è solo un lontano ricordo. Questo è dovuto al diverso sviluppo delle due comunità. Da un lato, i cinesi sono rimasti nel quartiere che hanno fondato, trasformandolo ed adattandolo al loro stile di vita, al punto che non sembra neanche di essere a New York. Gli italiani hanno fatto esattamente l’opposto, ovvero si sono integrati ed americanizzati, lasciando il loro quartiere d’origine per trasferirsi altrove.

Chinatown si estende tra la Broadway ad ovest e la Bowery ad est, e tra Worth Street e Grant Street da sud a nord.

Quello che un tempo era tra i quartieri più malfamati di New York, in particolare nell’area di Five Points, dove convergevano la malavita cinese, italiana ed irlandese, oggi è una zona colorata e tranquilla. A Chinatown potrete fare shopping a buon mercato, visitare il tempio buddhista Mahayana, e assaggiare la vera cucina cinese. Prendetevi un paio d’ore e visitatela a piedi, osservando le insegne in cinese, gli strani frutti ai banconi, e gli anziani che giocano a dama cinese al Columbus Park.

Little Italy, completamente inglobata da Chinatown, occupa solamente i tratti di Mulberry Street e Mott Street a nord di Canal Street. Non c’è molto da dire, è folkloristica ma nulla più: vi troverete idranti dipinti col tricolore, negozi di souvenir e ristoranti sedicenti italiani. Sinceramente, per me vale giusto un passaggio veloce.

Ponte di Brooklyn

Lungo 1800 metri, a 84 metri sopra il livello dell’East River, alla sua costruzione nel 1883 il ponte di Brooklyn era il ponte sospeso più lungo del mondo.

Il suo architetto, il visionario ingegnere tedesco John Augustus Roebling, morì di tetano ancora prima dell’inizio dei lavoro. Il progetto fu preso in mano dal figlio Washington, il quale ebbe però un incidente in cantiere, restando paralizzato. Fu quindi sua moglie Emily a supervisionarne la costruzione.

Dei 600 operai impiegati nella sua costruzione ben 27 persero la vita. Il 30 maggio 1883, in seguito ad un falso allarme riguarda la stabilità del ponte, si generò un’ondata di panico che porto alla morte di 12 persone, schiacciate dalla folla. Per dimostrarne la sicurezza, il 17 maggio 1884 21 elefanti dei circo furono fatti sfilare sul ponte da Brooklyn fino a Manhattan, uno spettacolo bizzarro che attirò migliaia di spettatori. Oggi, oltre 100.000 veicoli percorrono il ponte ogni giorno.

Il ponte di Brooklyn, simbolo di New York, si trova a Lower Manhattan

Il Ponte di Brooklyn è da visitare a piedi, possibilmente verso l’ora del tramonto. Partite dal Municipio ed imboccate la corsia pedonale, che si trova sopra quella riservata alle auto. Prendetevela comoda, ammirate le iconiche torri ed i possenti cavi d’acciaio che supportano la struttura, oltre, naturalmente, allo skyline di Manhattan, che cambia ad ogni passo.

La visuale più bella la avrete dal Brooklyn Bridge Park, nell’omonimo distretto. Percorretelo in tutta la sua lunghezza per ammirare uno dei panorami più belli del mondo da ogni angolazione possibile. Nel parco ci sono tante aree verdi dove fare un picnic, panchine, caffè e ristoranti all’aperto.

Cosa vedere nei dintorni

Greenwich Village

Noto anche semplicemente come Village, Greenwich sembra davvero una città nella città. Qui non troverete grattacieli, bensì basse case in mattoni rossi, in stile inglese, con gli scalini in pietra e le cancellate in ghisa. Ma questo è anche il quartiere degli artisti, dell’università, e una delle zone più rappresentate in tv.

Ecco le principali attrazioni di Greenwich Village:

  • Washington Square Park, con il suo arco trionfale. Questa piacevole area verde nei pressi della NYU sempre piena di artisti di strada è perfetta per osservare la vita quotidiana dei cittadini.
  • Appartamento di Friends, al 90 di Bedford Street.
  • Appartamento di Carrie di Sex and The City, al 66 di Perry Street.
  • Bleecker Street e MacDougal Street, famose per i tantissimi ristoranti e locali notturni.
  • Moltissimi edifici storici, come il Jefferson Market Courthouse, oggi una biblioteca, e lo Stonewall Inn, dove è nato il movimento di liberazione omosessuale.

Flatiron District

Il Flatiron District è un quartiere relativamente compatto, che si sviluppa attorno alla sua attrazione più famosa.

Il grattacielo Fuller Building, del 1902, è conosciuto in tutto il mondo proprio con il nome di Flatiron, per via della sua forma triangolare a “ferro da stiro”. E’ alto 87 metri e, anche se oggi sembra piccolo, alla sua costruzione era tra gli edifici più alti della città. Fu progettato dall’architetto Daniel Burnham in stile beaux-arts, e la sua punta è larga solamente 2 metri. La sua forma bizzarra non è dovuta a un vezzo stilistico, bensì alla disposizione delle strade. Il Flatiron Building si trova infatti sulla Broadway, l’unica via che taglia Manhattan in diagonale e quindi il lotto di terra era proprio di forma triangolare.

Union Square è tra le piazze più belle di New York. Il suo piccolo parco ospita numerosi eventi, tra i quali il famoso mercato ortofrutticolo. Ogni lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, decine di agricoltori locali mettono in mostra i loro prodotti freschi, principalmente frutta e verdura. Ma anche da turisti potrete fare buoni affari, per esempio acquistando miele, sciroppo d’acero e marmellate.

Il signorile Madison Square Park custodisce opere d’arte pubblica, ed è circondato da edifici di rilievo come la Metropolitan Life Insurance Company Tower, il nuovissimo Madison Square Park Tower, e il tribunale della Corte d’Appello. Il parco è anche un ottimo punto panoramico per ammirare il Flatiron Building e l’Empire State Building.

East Village

Consideriamo l’East Village come un quartiere a sé, anche se tecnicamente farebbe parte di Lower Manhattan. Si sviluppa a nord di Chinatown, tra la Houston e la 14th Street, ad est della Broadway.

In passato era considerato una zona brutta e malfamata, ma recentemente ha vissuto un importante processo di gentrificazione e riqualificazione urbanistica, così come i vicini Greenwich e Chelsea. Anticonformista, è il fulcro della controcultura, abitato da artisti, musicisti e fotografi, ricco di murales, negozi di abbigliamento vintage e antiquariato, e ristoranti etnici.

Tra questi, vi segnalo Mudspot, un piccolo locale dove fare un ottimo brunch, o prendere qualcosa da asporto, ad un prezzo conveniente. A questo proposito, leggete anche il mio articolo con i consigli per mangiare bene a New York spendendo il giusto.

Vivetelo a passo lento, passeggiando da St Mark’s Place fino ad Alphabet City, il vecchio quartiere tedesco, passando per Tompkins Square Park, sede di molti concerti jazz.

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