Cosa vedere nella Death Valley, il luogo più caldo del mondo

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  • Categoria dell'articolo:California
  • Ultima modifica dell'articolo:14 Aprile 2021
  • Tempo di lettura:14 mins read
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La Death Valley, o Valle della Morte, è il parco nazionale più grande degli Stati Uniti continentali, uno sterminato deserto roccioso al confine tra California e Nevada.

E’ tra i miei parchi americani preferiti, anche se mi capita spesso di dover convincere le persone ad andarci e dedicarvi una visita approfondita. Purtroppo, l’idea che sia “solo un deserto” è molto radicata, e spesso il parco viene relegato ad una gita in giornata da Las Vegas, o peggio ancora, ad un passaggio veloce tra lo Yosemite e la stessa Vegas.

In realtà ci sono moltissime cose da vedere alla Death Valley che, a dispetto del nome, è un parco assolutamente vivo e ricco di flora e fauna, e con uno dei cieli stellati più belli del mondo. I suoi colori suggestivi e i suoi paesaggi selvaggi e ultraterreni ne fanno un luogo unico nel suo genere, da visitare almeno una volta nella vita. Fidatevi, non ne resterete delusi!

Death valley Golden Canyon

Scopriamo allora cosa vedere nella Death Valley, e come organizzare il viaggio.

Come arrivare

Naturalmente, per girare l’Ovest americano vi occorrerà un’auto a noleggio. Le grandi distanze e la scarsità di mezzi pubblici rendono quasi impossibile fare un tour del genere senza un mezzo proprio.

Potete inserire la Death Valley in un classico on the road nel grande Ovest, l’itinerario che tocca i grandi parchi e le città della California, perfetto come primo viaggio negli USA.

Se avete già fatto questo giro, provate allora un itinerario nel Southwest, che include alcune mete più insolite come Tucson e Sedona.

Le due grandi città più “vicine”, sempre considerando le distanze americane, sono Las Vegas e Los Angeles. In entrambi i casi, raggiungere la Death Valley è molto semplice, visto che la strada è solo una!

Da Las Vegas, prendete la I-95 fino ad Amargosa Valley, e poi da lì la 373 fino a Death Valley Junction e all’ingresso del parco.

Se invece vi trovate a Los Angeles, entrerete nel parco da sud, probabilmente da Panamint Springs, dopo un tragitto di 350 km. Lasciate la megalopoli da Santa Clarita e imboccate la CA-14, passando anche da Lancaster, dove si trova la famosa chiesa di Kill Bill. La strada è sempre quella, solo che poi cambia nome in US-395 e CA-178. Quando incrociate la CA-190, svoltate a destra per entrare nel parco.

Info pratiche

Costi e orari

La Death Valley è un parco federale del circuito NPS. Qui potete utilizzare il pass annuale dei parchi America The Beautiful, che con soli 80$ a veicolo dà accesso a tutti i siti federali per un anno. Se nel vostro viaggio visiterete almeno tre parchi, la tessera è super conveniente.

Potete acquistare il pass presso i visitor center di Furnace Creek e Stovepipe Wells.

Se non avete il pass, e non avete intenzione di farlo, questi sono i costi di ingresso, valido per una settimana dall’acquisto:

  • automobili: 30$
  • moto: 25$
  • bici e pedoni: 15$

Servizi

Gli unici punti in cui trovare servizi come benzina e generi alimentari sono a Furnace Creek, Stovepipe Wells e Panamint Springs (solo benzina).

Nei general store troverete più che altro cibo confezionato e souvenir, mentre per mangiare potete andare nei ristoranti lì accanto. Tuttavia, vi consiglio il ristorante solamente per la cena. A pranzo, è molto più pratico predisporre un picnic. Le distanze all’interno del parco sono notevoli, pertanto recarsi al ristorante per pranzo potrebbe farvi perdere parecchio tempo.

Cercate di entrare nella Death Valley con il serbatoio pieno e sufficienti scorte alimentari, soprattutto acqua. In questo modo, vi godrete la visita senza pensieri. Se arrivate da Las Vegas, un buon punto dove fare rifornimento di tutto è Pahrump. Da Los Angeles, fermatevi invece a Ridgecrest.

Scaricate anche l’opuscolo informativo sul sito del parco. Contiene tutte le info aggiornate su costi ed orari, programmi guidati dai ranger, sentieri di trekking e la mappa del parco!

Sicurezza

Nel visitare la Death Valley, fate molta attenzione alla vostra sicurezza personale, soprattutto per via delle alte temperature.

Il caldo della Death Valley è prosciugante, è come avere un gigantesco phon costantemente puntato addosso. Vi ritroverete disidratati in un batter d’occhio. Portate con voi acqua, tanta acqua, e bevande energetiche per ripristinare i sali minerali. Il sito ufficiale consiglia 4 litri d’acqua a testa al giorno, e vi assicuro che non è un’esagerazione. Noi avevamo una confezione di 12 bottigliette in tre, più il gatorade, e ora di sera era tutto finito.

Più che un vero pasto, portate con voi barrette di cereali , frutta e snack salati, soprattutto se uscite dall’auto per camminare.

Non avventuratevi nei sentieri durante le ore più calde, ed in ogni caso mai da soli. Se non altro, accertatevi che qualcuno sappia dove siete. Ancora oggi, persone perdono la vita nella Death Valley, perché ne sottovalutano i pericoli.

Guidate solo sulle strade asfaltate, anche perché le assicurazioni non coprono in caso di guida su sterrato.

La Death Valley è famosa per i suoi cieli bui. da un lato, questo garantisce delle notti stellate indimenticabili, ma dall’altro rende estremamente pericolosa la guida notturna. Una causa molto frequente di incidenti è l’impatto con gli animali selvatici, che infatti si aggirano soprattutto di notte.

Se avete un guasto all’auto, attendete che passi qualcuno che vi possa aiutare, non cercate di raggiungere il Visitor Center a piedi.

Infine, prima di partire verificate sul sito ufficiale le condizioni meteo ed eventuali chiusure.

Quando andare

La Death Valley è il luogo dove si registrano le più alte temperature al mondo, ed in estate diventa impossibile scendere dall’auto anche solo per pochi minuti. Ricordo che al Badwater Basin ho fatto fatica ad arrivare alla passerella sulla distesa di sale, mi mancava l’aria e mi girava la testa.

Va da sé, quindi, che il periodo più indicato è l’inverno, quando le temperature consentono di percorrere i diversi sentieri di trekking e fare delle passeggiate senza soffocare.

Anche le cosiddette “mezze stagioni” non sono molto indicate, perché le temperature sono comunque troppo alte. Io ci sono stata due volte, sempre a settembre inoltrato, e nel pomeriggio il termometro segnava 40°.

Mi rendo conto, tuttavia, che per molti di voi sarà impossibile viaggiare in questo periodo, visto che noi italiani abbiamo le ferie “lunghe” tra luglio e agosto. Se proprio dovete viaggiare in estate, concentrate le visite la mattina presto e il tardo pomeriggio, evitando le ore centrali della giornata, tra le 10 e le 17.

Il che ci porta dritti al prossimo punto, dove dormire nella Death Valley?

Dove Dormire

Come dicevo in questo articolo, nella Death Valley è consigliato, direi necessario, pernottare dentro al parco. Purtroppo le soluzioni sono poche e costose, ma non è questo il parco dove risparmiare sull’alloggio.

Logisticamente, la soluzione ottimale è il The Oasis at Death Valley, situato a Furnace Creek. La struttura si divide tra Ranch e Inn, con stanze leggermente meno costose nel secondo, più il campeggio. In questo caso si risparmia, anche se ci si deve adattare. Quest’area è la migliore per la vicinanza ai punti di interesse e ai principali sentieri di trekking.

In particolare, se volete vedere il cielo stellato più bello della vostra vita al Badwater Basin, sarà indispensabile dormire a Furnace Creek, per ridurre il più possibile la guida al buio.

Per spendere un po’ meno, dormendo comunque in hotel, c’è il meno pretenzioso Stovepipe Wells Village Hotel, che garantisce inoltre una vera esperienza da Far West. L’unico svantaggio è che è un po’ fuori mano, trovandosi a circa 50 km da Furnace Creek.

Il Panamint Springs Resort è più spartano, e distante da tutto, andateci solo se proprio non trovate posto negli altri due, anche se a quel punto tanto vale uscire dal parco e dormire a Lone Pine.

Quanto tempo dedicare alla Death Valley

La risposta dipende dal periodo in cui visiterete il parco.

In estate, difficilmente farete dei sentieri di trekking, quindi due mezze giornate sono sufficienti. Entrate nel parco nel tardo pomeriggio e cominciate l’esplorazione, dormite lì, e ricominciate e visite la mattina successiva, il più presto possibile. Lasciate quindi la Death Valley prima che faccia troppo caldo.

Con le temperature più umane dell’inverno potrete invece dedicarvi anche alle camminate, come per esempio il bellissimo sentiero del Golden Canyon. In questo caso, vi consiglio di aggiungere un giorno di permanenza, o anche di più se avete intenzione di camminare parecchio.

Cosa vedere nella Death Valley

La maggior parte delle cose da vedere nella Death Valley sono concentrante nella zona ad est, tra Furnace Creek e Stovepipe Wells. Io ve le propongo da est ad ovest, quindi presupponendo che arriviate da Las Vegas.

Dante’s View

Appena entrati nel parco, subito dopo le stazioni di pagamento, prendete la Furnace Creek Wash Road sulla destra, e proseguite in salita per circa 20 km.

Situato a quasi 1700 metri di altitudine, il punto panoramico di Dante’s View regala una delle visuali più spettacolari e famose al mondo.

cosa vedere alla Death Valley, Dante's View
Dante’s View

Da qui potrete ammirare sia il punto più basso, sia quello più alto degli USA continentali. Sotto di voi si estende il bacino salato del Badwater Basin 86 metri sotto il livello del mare. Guardando invece verso nvest, nelle giornate limpide, è possibile intravedere la cima del Mt Whitney, 4421 metri di altezza.

Twenty Mule Canyon

Riscendete ora la strada e tornare sulla CA-190, la strada che attraversa tutta la Death Valley.

Dopo una decina di km, sulla sinistra, incrocerete una strada sterrata. Lo so, vi ho appena detto di guidare solo su asfalto, ma la Twenty Mule Team Road è lunga solo 2,5 miglia (4 km), ben tenuta e adatta anche ai veicoli normali.

La sua caratteristica solo le rocce multicolore, dal dorato al marrone scuro, che cambiano sfumatura a seconda dell’angolazione e dell’ora del giorno. Nella sua brevità, questa strada panoramica dà grande soddisfazione.

Zabriskie Point

Questo è il punto panoramico più conosciuto e visitato del parco, una delle prime cose da vedere nella Death Valley. Così famoso, che il grande Michelangelo Antonioni intitolò così il suo film del 1970. Il nome del punto panoramico è invece dedicato a Christian Zabriskie, che nel primi anni del ‘900 avviò qui la sua attività di estrazione di borace.

viaggio nel southwest USA, Zabriskie Point alla Death Valley
Zabriskie Point

Dal parcheggio dovrete percorrere solo qualche metro, per trovarvi davanti un paesaggio davvero incredibile, in particolare se venite all’alba e al tramonto. Dall’alto del belvedere, le dorate collinette rocciose sembrano quasi di soffice sabbia, con le loro linee morbide e sinuose.

Potete anche limitarvi alla vista dall’alto, ma io vi consiglio di provare a scendere un pochino lungo il sentiero, per apprezzare la vastità del panorama e l’effettiva dimensione dei calanchi.

Il percorso di trekking, da fare solo nella stagione fredda, si collega con il Golden Canyon e Gower Gulch, per un totale di 13 km.

Badwater Basin

Dall’area ricettiva di Furnace Creek, prendete la strada sulla sinistra, che volge verso sud. E’ la Badwater Road, la strada più panoramica e più ricca di cose da vedere nella Death Valley.

Per prima cosa, andate fino in fondo, al Bawater Basin, il punto più basso degli Stati Uniti e del Nord America, 86 metri sotto il livello del mare.

Vi troverete davanti un immenso bacino di sale, creato da un piccolo lago quasi completamente evaporato. Seguite la passerella che si getta in questa distesa di un bianco accecante, e provate a camminare sulla sottile crosta di sale, la sentirete scricchiolare sotto i vostri piedi. Per via del ciclo di congelamento ed evaporazione, le formazioni saline prendono la caratteristica forma “a nido d’ape”.

Il Badwater Basin è perfetto per osservare le stelle, essendo un punto molto buio e senza inquinamento luminoso.

Devils Golf Course

Riprendete la Badwater Road verso nord, e imboccate la prima deviazione a sinistra, per raggiungere uno dei posto alquanto bizzarro.

Il Devils Golf Course è una spianata rocciosa così irregolare, che “solo il diavolo potrebbe giocarci a golf”. Tendete l’orecchio e sentirete i sassi scoppiettare. E’ l’effetto dei cristalli di sale che si espandono con il calore.

Death Valley Devil's Golf Course

Artist Drive

Continuate l’esplorazione di questa regione surreale prendendo la Artist Drive, strada che si snoda sulla destra poco dopo il Devils Golf Course. Il percorso è asfaltato, a senso unico e lungo circa 14 km, una strada panoramica tortuosa, che segue le delicate curve di un paesaggio che cambia ad ogni svolta.

Lasciate l’auto al parcheggio della Artist Palette, ed avventuratevi un po’ a piedi tra le formazioni rocciose multicolore, come la tavolozza di un pittore da cui quest’area prende il nome.

Il momento migliore per apprezzare questo arcobaleno roccioso è nella luce del pomeriggio.

Golden Canyon

Proseguite verso Furnace Creek e fermatevi nell’ultimo punto, l’imbocco del sentiero per il Golden Canyon. Come dicevo, è consigliabile intraprendere il percorso solamente nelle stagioni invernali, o comunque nelle oremeno calde della giornata.

cosa vedere alla Death Valley, imbocco del Golden Canyon

Il sentiero di circa 5 km si insinua tra collinette dai colori inimmaginabili. Anche in estate, incamminatevi comunque per qualche centinaio di metri, senza esagerare, giusto per avere un’idea della bellezza del canyon.

Mesquite Flat Sand Dunes

Una volta tornati a Furnace Creek, proseguite lungo la spettacolare CA-190 per circa 50 km, in un paesaggio quasi alieno, fino a Stovepipe Wells.

Nei pressi dell’hotel troviamo le Mesquite Flat Sand Dunes, un piccolo assaggio di deserto sabbioso, assolutamente atipico in questa parte di mondo. Un posto simile sono le Algodones Dunes, sempre in California, ma per il resto i deserti del Nord America sono in prevalenza rocciosi.

Potete divertirvi a camminare sulle dune, ma fate attenzione a non perdere l’orientamento, i turisti che si perdono in questa zona sono parecchi.

Il momento migliore per ammirare le dune è al tramonto, quando l’oro della sabbia contrasta con il marrone scuro delle montagna circostanti.

Father Crowley Vista

Le cose da vedere nella Death Valley si fanno più sporadiche man mano che proseguite verso ovest, ma la strada è di per sé un’attrazione.

In particolare il tratto incredibilmente dritto del Nadeu Trail poco prima di Panamint Springs. La strada sembra tagliare in due il deserto, e buttarsi direttamente nella catena montuosa. Con un po’ di fortuna, vedrete (e sentirete) anche i caccia militari in addestramento.

Infine, tra i tornanti che si inerpicano sulle Cottonwood Mountains c’è un punto panoramico di tutto rispetto, il Father Crowley Vista Point. Da qui vedrete strati di colate laviche, mentre il breve sentiero porta ad un panorama mozzafiato sulla valle e sul Rainbow Canyon.

Quale miglior modo per lasciare la Death Valley?

La Death Valley e Hollywood

Un luogo così surreale e selvaggio non poteva che attirare i produttori di Hollywood, in particolare per rappresentare mondi alieni.

Non a caso, il più celebre film girato qui è Star Wars: Una Nuova Speranza, del 1977. Il parco è stato usato per il pianeta desertico di Tatooine, casa di Luke Skywalker. Le location sono disseminate un po’ ovunque, da Dante’s View al Golden Canyon, praticamente ogni punto di interesse del piìuò essere ritrovato nel film. Divertitevi a riconoscerle tutte!

Per un elenco completo dei film girati nel parco, visitate questo link.

Cosa vedere nei dintorni

Le cose da vedere nella Death Valley sono molte più di quanto ci si aspetterebbe, e qui abbiamo visto solo quelle più famose. Però, una volta terminata la visita, come potete proseguire il vostro tour? Ecco alcune delle località da inserire prima o dopo il parco.

Chloride City e Keane Wonder Mine

Queste due attrazioni sono, in realtà, dentro alla Death Valley, ma nella zona a nord, quella meno battuta.

Chloride City è una cittadina fantasma dei tempi della corsa all’oro, raggiungibile al termine di una difficile strada sterrata, da percorrere solo con un 4×4 a fondo alto. Della città, costruita nel 1905 in seguito alla scoperta di una vena aurifera, rimane solo qualche edificio semi-distrutto.

Un’attrazione adatta a tutti è invece la Keane Wonder Mine, la miniera d’oro attiva dal 1903 al 1942, simbolo del sogno dei pionieri. La miniera è chiusa dal 2008 per ragioni di sicurezza, ma il sito è visitabile, e dà un’idea della vita quotidiana a quei tempi.

Las Vegas

La città del peccato si trova a soli 200 km dalla Death Valley, ed è quindi il punto di partenza o di arrivo perfetto.

L’atmosfera non potrebbe essere più diversa, dal deserto vi ritroverete catapultati in un caotico ed immenso parco giochi per adulti, tra pacchiani hotel a tema, casinò, spettacoli teatrali ed i locali super affollati.

Dedicata un paio di notti a Las Vegas, per visitarne le attrazioni principali e godervi un’esperienza unica al mondo, senza farvi mancare i suoi buffet luculliani, una vera istituzione.

Barstow e Colico Ghost Town

Circa 300 km a sud di Furnace Creek, lungo la storica Route 66, si trova l’anonima cittadina di Barstow. Qui non c’è nulla di speciale, ma un’idea carina è visitare la vicina Calico Ghost Town.

Nata nel 1881 per l’estrazione di argento e borace, è stata poi abbandonata già nel 1907. Oggi è interamente ristrutturata in chiave western, con tanto saloon, ufficio dello sceriffo, e trenino turistico.

L’effetto è molto finto, e sicuramente Calico non è la città fantasma più autentica degli Stati Uniti. Ma offre comunque un’avventura divertente, soprattutto se viaggiate con i bambini, pertanto a mio avviso vale la pena farci un giretto.


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Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Veronica

    Ti confesso che prima di leggere il tuo articolo non mi era mai venuto in mente che una gita nella Death Valley sarebbe potuta essere tanto interessante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.

    1. Valeria

      sono contenta di averti fatta incuriosire! Molte persone la visitano di sfuggita, ma merita davvero una sosta più prolungata. E un peccato che la maggior parte degli italiani abbia le ferie lunghe solo in estate, perché è una stagione in cui te la godi molto poco. Il bello è addentrarsi un po’ nei trail e non limitarsi ai punti panoramici, ma il clima deve giocare a tuo favore 🙂

  2. Valentina

    Complimenti Valeria per questo tuo articolo!
    Non sono mai stata nella parte ovest degli USA, ma un bel viaggio on the road per i parchi del West lo sogno da diverso tempo.
    Sapevo delle altissime temperature che si registrano nella Death Valley, infatti pensavo – per quando riuscirò a organizzare questo viaggio – di optare per il mese di ottobre (ferie permettendo). L’inverno, come hai scritto tu, sarebbe una bella soluzione, ma alcuni parchi in quella stagione potrebbero essere chiusi.
    Comunque grazie per le tante preziose info… ne farò tesoro 🙂

    1. Valeria

      Ciao Valentina, grazie per i complimenti 🙂
      Il problema della Death Valley è un po’ quello, nel senso che è l’unico parco che effettivamente è visitabile bene anche in inverno. Se poi vuoi andare a Yosemite, o al Grand Canyon, potresti trovare qualche strada o servizio chiuso. Un’alternativa potrebbe essere il Southwest, cioè un viaggio nel sud della California e sud Arizona. Le mete sono un po’ meno blasonate, ma comunque anche Tucson e il Chiricahua si difendono bene, e poi ci sono sempre San Diego e Las Vegas, fantastiche anche in inverno 😉

  3. Teresa

    Sono stata due volte nella Death Valley ed è un’esperienza che rifarei molto volentieri, perchè è un luogo unico al mondo. L’unico problema, ovviamente, è il caldo allucinante; ci siamo stati sempre a luglio e le temperature sono tali che non si respira!

    1. Valeria

      Noi siamo stati due volte a Settembre. Se ti consola, il caldo è insopportabile anche in quel periodo, al Badwater Basin stavo per svenire e sono tornata di corsa in macchina. Purtroppo, bisogna anche poter conciliare le ferie con il periodo migliore per viaggiare 🙁

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