Visitare i luoghi dello sbarco in Normandia

Visitare i luoghi dello sbarco in Normandia
  • Post category:Bretagna e Normandia
  • Post last modified:5 Febbraio 2021
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All’alba del 6 Giugno 1944, meglio noto come D-Day, le forze alleate di Stati Uniti, Regno Unito e Canada sbarcano su cinque spiagge della Normandia occupata dal regime Nazista.

Dopo aver fatto breccia nel cosiddetto Vallo Atlantico, le truppe avanzano verso l’entroterra, aprendo la strada all’operazione di invasione terrestre denominata Overlord. Grazie a questa decisiva missione, gli Alleati arrivano fino a Parigi, liberandola, mentre le truppe sovietiche avanzano da est. Questo doppio attacco dà il colpo di grazia al Terzo Reich, ponendo fine alla Seconda Guerra Mondiale.

A distanza di decenni, i luoghi dello sbarco in Normandia attirano ancora milioni di visitatori, che vengono a porgere il loro tributo agli eroi che hanno combattuto e perso la vita per la libertà dell’Europa tutta.

Luoghi in cui si respira la storia, dove fermarsi a meditare, aiutati dai tanti memoriali e dai musei sparsi lungo le spiagge e nelle città. Luoghi resi famosi anche da Hollywood, che in molte occasioni ha portato sul grande schermo queste battaglie. L’esempio più noto è il celeberrimo Salvate il Soldato Ryan, di Steven Spielberg. La battaglia finale del film è ambientata in un paese fittizio, Ramelle, ma la sua somiglianza con i veri villaggi della Normandia vi lascerà senza parole.

Andiamo allora a scoprire i principali luoghi dello sbarco in Normandia.

Info pratiche

Quelli elencati qui sotto sono naturalmente solo alcuni dei posti e dei monumenti, che sono davvero tantissimi. Per conoscerli tutti, andate sul sito ufficiale della regione.

Per una visita completa di tutti i luoghi dello sbarco in Normandia, compresi i musei, occorrono almeno un paio di giorni, e anche un discreto gruzzoletto. Le spiagge, i memoriali e i cimiteri sono tutti gratuiti, ma i musei sono naturalmente a pagamento.

La cosa migliore è scegliere accuratamente ciò che più vi interessa vedere. Tenendo conto che in ogni spiaggia c’è almeno un museo dedicato, l’impresa non è semplice.

Noi non abbiamo potuto visitare nessun museo a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di Covid-19, ma avevo comunque fatto delle ricerche prima di scoprire che sarebbero stati chiusi. I musei più interessanti sembrano essere questi:

Potete pernottare a Bayeux e Honfleur, due città interessanti dal punto di vista storico e culturale, ma anche piacevoli e ben fornite di strutture ricettive. Oppure, fermatevi due notti a Caen, e muovetevi da lì verso tutti i siti di interesse.

I luoghi dello sbarco in Normandia

Sainte-Mère-Eglise

Questo piccolo comune di soli 1600 abitanti è un luogo molto iconico degli sbarchi. Fu il primo paese ad essere liberato dalle truppe alleate, come testimoniato dai due paracaduti sullo stemma araldico.

Ma Sainte-Mère-Eglise è celebre soprattutto per l’episodio del paracadutista americano John Steele, evento narrato anche nel film Il Gorno Più Lungo, basato sull’omonimo romanzo di Cornelius Ryan.

John Steele rimase impigliato con il suo paracadute al campanile della chiesa. Fingendosi morto, riuscì a scampare agli scontri successivi all’atterraggio.

A circa 4 km dal centro, lungo la D15, troviamo il memoriale dedicato proprio ai paracadutisti.

Le spiagge degli americani: Utah Beach e Omaha Beach

Le fanterie americane sono sbarcate nei pressi della Penisola del Cotentin, sue due spiagge ora conosciute come Utah Beach e Omaha Beach.

Precedute da un bombardamento aereo strategico, 20 chiatte approdano sulla spiaggia chiamata Utah Beach, ognuna contenente 30 soldati seguiti da altrettanti carri armati anfibi M4 Sherman DD. Nonostante le numerose perdite, la spiaggia è conquistata nel giro di un’ora. Le truppe cominciano così a marciare verso l’entroterra, supportate nel frattempo dai paracadutisti.

Nei presi nella spiaggia troviamo oggi un bel memoriale raffigurante i soldati intenti a sbarcare, e alcune macchine belliche. La maggior parte dei documenti e degli oggetti è custodita nel museo.

La vicina spiaggia di Omaha Beach è quella in cui si sarebbe potuta consumare la tragedia. La prima ondata viene completamente travolta dalle difese tedesche. La seconda si ritrova davanti uno spettacolo apocalittico, ma i soldati non si danno per vinti, e riescono a risalire il ripido pendio. Dopo aver superato la barriera di filo spinato, prendono i tedeschi alle spalle e vincono la battaglia.

Nei pressi di Omaha Beach, a Colleville-sur-Mer, troviamo il sito più famoso e toccante tra tutti i luoghi dello sbarco in Normandia. Sto parlando del Cimitero Americano, il primo di questo genere sul suolo europeo.

Ospita le tombe di 9.385 sodati, giovani vite spezzate nell’impresa di liberare l’Europa dal giogo nazista. E’ posto in cima ad una collinetta, molto sobrio come è nello stile dei cimiteri americani.

Il memoriale è un colonnato semicircolare, con due logge all’estremità e una statua di bronzo al centro. Il colonnato reca la scritta: This embattled shore, portal of freedom, is forever hallowed by the deals, the valor and the scrifices of our fellow countrymen, che tradotto recita: Questa spiaggia, teatro di battaglia, è per sempre resa sacra dalle azioni, dal valore e dai sacrifici dei nostri connazionali.

Oltre la vasca rettangolare si estendono file e file di bianche croci e stelle di David, tutte allineate ed inserite in uno struggente parco, che nella loro semplicità colpiscono più di ogni monumento e memoriale.

Il cimitero americano è un luogo da esplorare in silenzio, riflettendo su tutto ciò che la Guerra porta con sé.

Batterie tedesche di Longues-Sur-Mer

Spostiamoci di circa 20 km verso est, attraversando paesini di campagna dove il tempo sembra essersi fermato. Ho visto questi villaggi in diversi film, e trovarmi qui mi dà una sensazione di déjà vu, come se conoscessi questi luoghi da sempre. Come se ad un certo punto, tra queste fattorie in mattoni color crema, spuntasse il capitano John Miller che cerca il paracadutista disperso James Francis Ryan.

Arriviamo quindi a Longues-sur-Mer, dove ancora sopravvivono le batterie di artiglieria tedesche. Sono la maggiore opera bellica del Vallo Atlantico, la linea di difesa tedesca lungo la manica.

Composta da 4 cannoni con una gittata di 20 km, protetti da possenti casematte, la batteria ha resistito all’attacco aereo che ha preceduto lo sbarco. E’ stata poi neutralizzata durante la giornata del 7 giugno dai soldati britannici del Reggimento Devonshire.

Le batterie sono sempre visitabili liberamente. Se invece preferite effettuare un tour guidato, prenotatevi presso il punto informazioni, o consultate questo sito.

Arromanches-les-Bains

Tra tutti i luoghi dello sbarco in Normandia, Arromaches è quello che non dovete perdere. Se le altre spiagge non serbano alcuna testimonianza delle battaglie, qui il ricordo è invece ben tangibile.

Il Mulberry Harbor era il porto mobile costruito dagli alleati, che ha permesso l’approvvigionamento di materiali e munizioni, parliamo di oltre 10.000 tonnellate di merce al giorno. Rappresentava quindi un canale di rifornimento indispensabile, che ha consentito alle truppe di stazionare in Normandia e continuare l’avanzata per la liberazione della Francia.

I resti di questo porto sono ancora lì, al largo della costa e sulla spiaggia, e sono ormai parte integrante del paesaggio.

Oltre a questo Arromanches-les-Bains è anche un noto luogo di villeggiatura, perfetto per una tranquilla passeggiata e per fermarsi a fare una pausa in uno nei tanti caffè.

Superate il museo e risalite la collinetta, per arrivare al D-Day 75 Garden, il parco dei memoriali. Il panorama sulla cittadina e sul porto circondato da bianche falesie è eccezionale, soprattutto nella calda luce del tramonto. Tra le installazioni, ce n’è una che mi ha colpito particolarmente. E’ realizzata in tondini fi ferro, e raffigura i soldati in battaglia. I profili dei soggetti sono sfumati, a sottolineare la precarietà della loro situazione.

Qui ha sede anche il museo-cinema Arromanches 360°, di cui ho parlato nell’introduzione.

Le spiagge degli inglesi: Gold Beach e Sword Beach

Agli inglesi furono assegnati due settori di sbarco, diversi km più ad est rispetto alla zona americana. Lo scopo della loro missione era tagliare i collegamenti tra Bayeux e Caen, difatti le spiagge sono tra le due principali città della Bassa Normandia.

I soldati di Gold Beach non incontrano particolari difficoltà, e raggiungono l’entroterra abbastanza agevolmente.

Uno dei protagonisti di Sword Beach è Stanley Hollis, che in seguito alle sue eroiche azioni riceverà il più prestigioso riconoscimento al valore militare, la Victoria Cross.

Hollis effettua un’incursione in due casematte nei pressi della spiaggia, catturandone quasi tutti gli occupanti. Più tardi lo stesso giorno, guida un attacco ad un’altra postazione nemica, e nel corso di questa missione due dei suoi uomini rimangono prigionieri. Così, torna a liberarli armato solamente di una granata, che tuttavia lancia senza aver prima tolto la sicura. Fortunatamente, i tedeschi non si rendono però conto del suo errore, e nella concitazione del momento lui riesce ad ucciderli e liberare i suoi compagni.

Le truppe britanniche di Sword Beach si ritrovano invece subito bersaglio del fuoco nemico, perdono i collegamenti radio e restano così isolati e in balia della Luftwaffe fino al giorno successivo.

Una volta arrivati i rinforzi dei Lincolnshires e dei Royal Ulster Rifles, i sopravvissuti del 41mo commando riescono a liberare Lion-sur-Mer e proseguire la loro missione. Da notare che insieme alla fanteria britannica, alla missione di Sword Beach hanno partecipato anche 177 berretti verdi, le truppe libere francesi.

Vicino all’ingresso della spiaggia, nei pressi della rotatoria, non perdetevi il Churchill Tank, un possente carro armato britannico.

Il settore canadese: Juno Beach

Come ad Omaha Beach, anche a Juno Beach le perdite alleate sono consistenti. Nella prima ora, i canadesi perdono circa la metà dei soldati sbarcati. Una volta superata la spiaggia, tuttavia, a 3° divisione riesce a circondare il campo radar di Douvres la Délivrande e prendere possesso dei villaggi dell’entroterra.

Anche qui si trovano monumenti commemorativi e un museo. Seguendo il sentiero che corre parallelo alla spiaggia giungerete ad alcuni residui bellici, in particolare un bunker tedesco, sempre parte del Vallo Atlantico.

I memoriali di Juno Beach sono particolarmente significativi. Non solo perché l’amicizia tra Francia e Canada è ben nota, ma anche perché molti dei soldati canadesi sbarcati qui avevano proprio origini francesi.

Pegasus Bridge

Questo ponte mobile si trova sul canale di Caen, non distante da Sword Beach. Precedentemente conosciuto come Benouville Bridge, il Pegasus Bridge era un obiettivo chiave dell’assalto britannico. Prendere il ponte avrebbe infatti significato limitare gli spostamenti dei tedeschi e le loro possibilità di contrattacco.

Luoghi dello sbarco in Normandia, Pegasus Bridge

Il ponte è conquistato in un batter d’occhio nella notte precedente il D-Day. 181 soldati britannici atterrano con sei alianti Horsa a una quindicina di metri dal ponte. Le poche guardie tedesche di stazionamento sono facilmente sopraffate con uno scontro a fuoco di appena 10 minuti.

Il Pegasus Bridge ha quindi anche un valore simbolico e psicologico molto importante, essendo il primo obiettivo catturato della Missione Overlord.

Le città principali: Bayeux e Caen

Queste due città del dipartimento del Calvados ospitano i principali musei e memoriali, ma hanno anche un ricchissimo patrimonio storico-culturale, e valgono una visita al di là dei luoghi dello sbarco in Normandia.

Bayeux

Bayeux è una città medievale che conta circa 13.000 abitanti. Proprio qui il presidente Charles de Gaulle tenne il suo primo discorso dopo la liberazione della Francia.

L’attrazione più famosa è l’Arazzo di Bayeux, un telo ricamato alto 50 cm e lungo ben 70 metri, che racconta la conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo I il Conquistatore nel 1066. Potete ammirare quest’opera presso il Museo Comunale.

Oggi è ancora possibile passeggiare nel bel centro storico medievale, poiché la città è stata risparmiata ai bombardamenti del 1944. La cattedrale risale al 1077, ed è un pregevole esempio di gotico fiammeggiante. Colpisce soprattutto l’esterno, riccamente decorato con alte vetrate colorate, archi rampanti, gli immancabili gargoyles e guglie svettanti che si protendono verso il cielo. Sorge sul sito del vecchio foro romano, di cui potete intravedere alcuni resti appena dietro la cattedrale, coperti da un vetro piuttosto sporco.

Una zona molto caratteristica è quella attorno alla Allée des Tanneurs, la via dei tintori. Qui i vecchi edifici sono intervallati da canali e mulini ad acqua, che servivano proprio per l’attività dei tintori. Le aiuole fiorite e le piccole imbarcazioni ormeggiate rendono l’atmosfera molto romantica.

La strada principale, la Rue Saint-Jean, è tutta un susseguirsi di ristoranti e caffè all’aperto. Noi ci siamo trovati molto bene al Le Petit Normand, un locale di modeste dimensioni che serve cucina tipica.

Restando in tema dello Sbarco in Normandia, troverete alcune interessanti attrazioni poco fuori dal centro, lungo la D5. Oltre al già citato Museo della Battaglia di Normandia, qui si trovano anche il Cimitero Britannico e il Memoriale dei Reporter. Quest’Ultimo è molto recente, inaugurato nel 2006 con la collaborazione di Reporters Sans Frontières, e cita i giornalisti di guerra caduti dal 1944 ad oggi.

Caen

Abbiamo già parlato di Guglielmo il Conquistatore, il duca normanno che compì l’impresa di conquistare l’Inghilterra. Caen era proprio la sua città, tanto che vi fece costruire un castello e due abbazie, l’Abbazia degli Uomini e l’Abbazia delle Donne.

Ma non solo. Potete porgere direttamente i vostri omaggi al grande condottiero, la cui tomba si trova nella Chiesa Abbaziale di Santo Stefano presso l’Abbazia degli Uomini. Questa chiesa, dal sobrio stile romanico, è molto diversa da quella di Bayeux.

retro dell’Abbazia degli Uomini e tomba di Guglielmo I il Conquistatore
Caen, tomba di Guglielmo I Il Conquistatore

Il Castello di Guglielmo risale al 1060 ed è un grande complesso fortificato, costruito su un’altura che domina la città. Nato come residenza reale, nei secoli è stato adibito agli usi più disparati, da fortezza a caserma. Comprende una chiesa, le prigioni, palazzi, giardini e musei.

Di fronte al castello sorge la Maison des Quatrans, uno degli edifici più belli della città dall’intricata facciata a graticcio. Un altro edificio importante è l’Hotel d’Escoville, un palazzo rinascimentale che sicuramente visiterete in quanto è sede dell’ufficio turistico.

Caen è stata pesantemente bombardata durante la Guerra, bruciando per 11 giorni consecutivi e perdendo l’80% del patrimonio storico. L’unica zona dove è ancora possibile ammirare la città pre-bellica è il quartiere Vaugueux, nei pressi della Chiesa di San Pietro. In questo pittoresco sobborgo viveva la famiglia di Edith Piaf.

E’ anche conosciuta come la “città verde”, per via dei numerosi parchi e giardini botanici. Il più conosciuto è il Jardin des Plantes, che contiene ben 2000 diverse specie vegetali, una collezione nata nel 1689 e che continua ad arricchirsi.

Vi ho già parlato del Mémorial de Caen, il principale museo sui luoghi dello sbarco in Normandia. Se avete tempo e soldi per un solo museo, deve essere questo. Oltre agli spazi espositivi c’è anche un immenso parco arricchito con monumenti commemorativi.


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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. MARTINA BRESSAN

    Bellissimo itinerario. Io amo la Normandia, e anche la Bretagna, perchè sono due regioni francese che custodiscono bellissimi paesaggi, una storia antica e anche tradizioni davvero particolari. Ho fatto un viaggio on the road molto simile al tuo anni fa durante la settimana delle vacanze pasquali.. mi è piaciuta molto Saint-Mere Eglise e anche Omaha Beach.
    Non sono riuscita a fermarmi a Bayeux e Caen come invece hai fatto tu. Dal racconto e dalle foto che vede mi sto un po’ mangiando le mani perchè sembrano davvero davvero carine.

    1. Valeria

      Ciao Martina, grazie! Sì Bayeux e Caen sono città piacevoli purtroppo anche noi abbiamo dedicato troppo poco tempo, una passeggiata veloce in entrambe. Un peccato perché avrebbero meritato di più, soprattutto i musei. Ma causa Covid e le varie chiusure abbiamo dovuto rivedere più volte il programma e accorciare il viaggio

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