Organizzare un viaggio on the road in Europa, le differenze con gli USA

Organizzare un viaggio on the road in Europa, le differenze con gli USA

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Nell’estate 2020 ho dovuto rinunciare ai miei amati USA, ovviamente per colpa del maledetto Covid-19, che continua a tenerci in scacco e a limitare i nostri spostamenti.

Per fortuna, però, ho comunque potuto fare delle bellissime vacanze tra Bretagna e Normandia, viaggiando on the road come piace a me. Non riuscirei a immaginare un altro tipo di vacanza!

Forte della mia esperienza di 11 viaggi in USA, ho organizzato il mio viaggio in the road in Europa seguendo la stessa logica che usavo per l’America. Dopo appena un paio di giorni, però, mi sono resa conto che dovevo correggere il tiro: eravamo perennemente in ritardo, perdevamo un sacco di tempo e non riuscivamo mai a fare tutte le attività che avevo inserito nel programma di viaggio.

Ho così capito che organizzare un viaggio on the road in Europa è molto diverso rispetto agli USA. Per certi versi è più complesso, per altri è più ricco. Ci sono state differenze negative e differenze positive, alcuni aspetti sono stati frustranti, altri una liberazione.

Una volta rivisto l’approccio alla vacanza, è andato tutto molto meglio! Ecco le principali differenze che ho potuto riscontrate tra un on the road in Europa, e uno negli USA.


Preparare la valigia

Iniziamo da prima di partire, dal momento in cui prepariamo la valigia. Non dover pensare al peso del bagaglio è stata una vera liberazione! Certo, il rischio è che si porti troppa roba, ed in effetti, anche io che sono abbastanza minimalista mi sono un po’ lasciata scappare la mano.

Non sapendo se avrei trovato le famose lavanderie a gettoni in hotel, ho portato un po’ più roba del solito, con il risultato che a casa ho poi dovuto lavare tonnellate di vestiti mai indossati!

La vera novità, però, è stata non preparare il bagaglio a mano, al quale solitamente dedico grande cura. Niente mini-kit di prodotti da bagno, niente intimo di emergenza, non c’è stato bisogno di mettere le cose importanti lì dentro per evitare che vangano smarrite. Anche questo è stato un grosso sollievo.

Altra nota positiva, abbiamo potuto comprare un sacco di souvenir, soprattutto prodotti gastronomici, senza preoccuparci del bagaglio.

Viaggiare con la propria auto

Partire da casa già con il mezzo con cui avremmo viaggiato per due settimane. Per molti di voi sarà una cosa normale, per me è stata una novità.

Di solito mi accompagnano in aeroporto, e, dopo molte ore di volo, vado all’autonoleggio e scopro finalmente chi sarà la mia compagna di viaggio. E’ il momento che preferisco, ma questa volta non c’è stata nessuna sorpresa, la nostra auto era già lì nel box ad aspettarci.

Viaggiare con la nostra auto è stato, per certi versi, molto comodo. Ne conosci pregi e difetti, ed in più basta farle un check-up qualche giorno prima per partire tranquilli.

Gestire i pasti

Questa è la prima nota dolente del viaggio on the road in Europa rispetto agli USA.

Per risparmiare tempo e denaro, noi siamo soliti prendere comprare qualcosa al supermercato, da consumare durante il giorno quando più ci fa comodo. Alla prima occasione, acquistiamo il mitico frigorifero di polistrolo, dove conserviamo panini, yogurt, bevande e frutta. Solo alla sera ci sediamo al ristorante.

Come raccontavo nel mio post semiserio sulle stranezza made in USA, gli americani amano il ghiaccio alla follia, lo si trova praticamente in tutti i supermercati e in tutti gli hotel. In stanza, poi, c’è sempre un frigorifero, spesso con il congelatore. Noi usiamo i ghiaccioli da campeggio, li lasciamo in frigo tutta notte e durante il giorno teniamo al fresco il cibo.

Già il primo giorno ci siamo accorti che, in Francia, questo sarebbe stato impossibile. Non solo il ghiaccio è introvabile, ma in nessuna delle stanze dove abbiamo pernottato c’era il frigo. Con le calde temperature estive, ovviamente non potevamo lasciare yogurt o frutta fresca in auto tutto il giorno.

Ci siamo quindi dovuti arrangiare in altro modo. Fortunatamente in Francia hanno tantissime boulangerie, le panetterie dove acquistare ottimi panini imbottiti e dolci. Peccato solo che, alla fine, ogni giorno si mangiava panino!

Parcheggio

Anche con il parcheggio abbiamo avuto non poche difficoltà. Abituati ai motel americani con grandi parcheggi gratuiti, è stato alquanto fastidioso dover pagare il posto auto a parte in tutte le strutture, oppure lasciare l’auto in strada.

La stessa cosa vale per le città e i paesini. Negli USA, il parcheggio si paga solo nelle grandi città, mentre nei paesini è sempre gratuito. In Francia purtroppo no, anche nei piccoli centri i parcheggi sono sempre a pagamento.

E senza considerare la dimensione degli stessi, e soprattutto delle strade. Nei borghi era davvero difficile girare nelle strette vie del centro storico, anche perché non si conoscendo il paese non sapevamo dove potevano entrare in auto e dove no.

Traffico

Come dicevo, da subito ci siamo accorti di essere perennemente in ritardo sulla tabella di marcia.

Il motivo principale lo vedremo tra poco, ma una buona dose di ritardo è imputabile al traffico, molto più sostenuto rispetto agli USA. Per dire le cose come stanno, diciamo che in America c’è una grossa differenza tra le grandi città e le interstate. Metropoli come Los Angeles sono perennemente congestionate, ma basta uscire dalla città per trovare pochissime altre auto.

Se fate un tour dei parchi dell’Ovest, con ogni probabilità riuscirete a raggiungere la vostra meta all’orario indicato dal navigatore all’inizio. In un viaggio on the road in Europa, purtroppo, non è così.

Non ci sono le infinite strade deserte del west, dove macinare centinaia di km a passo spedito. In Europa, pur coprendo distanze inferiori, ci si ritroverà inevitabilmente in colonne a tratti, fermi ai semafori o imbottigliati nelle innumerevoli rotonde.

Più cose da vedere

Un vantaggio la nostra vecchia cara Europa ce l’ha: ci sono molte più cose da vedere. Negli USA, sempre prendendo come esempio i grandi parchi, ci sono delle attrazioni ben definite: il Grand Canyon, la Monument Valley, Arches, e via dicendo. Nel mezzo, il nulla.

In Europa, invece, abbiamo bellissimi archi naturali, spiagge, montagne, ma anche tanti musei, chiese contenenti opere d’arte inestimabili, antiche rovine e borghi deliziosi, da esplorare con calma.

Tutta questa ricchezza è in realtà un’arma a doppio taglio. Da una parte, possiamo vedere più attrazioni facendo meno km. Per esempio, nella valle della Loira ci sono oltre 300 castelli, un patrimonio artistico e architettonico ineguagliabile.

D’altro canto, occorre mettere in conto molto più tempo per visitare tutto. Per prassi, io aggiungo sempre un 30% alla durata stimata delle visite. In pratica, se in un borgo prevedo di starci un’ora, metto in conto 1 ora e 20 minuti. Questo mi dà del tempo “cuscinetto”, che solitamente uso per andare ai servizi, fare il biglietto, cercare parcheggio, bere un caffè al bar o fare benzina.

Ecco, ho scoperto che questa regola, che funziona tanto bene negli USA, in Europa non è sufficiente. Un po’ per il traffico, la difficoltà a parcheggiare e ad orientarsi, un po’ per la maggiore ricchezza culturale dell’Europa in generale.

Per rimettermi in pista, dopo i primi due giorni di affanno ho cominciato a tagliare le attrazioni che non ritenevo essenziali, dedicando più tempo alle altre. Così facendo, non ho più dovuto correre all’impazzata tra una meta e l’altra. Ho visto meno cose, ma quelle che ho visto me le sono godute di più.

Reperire informazioni sulle attrazioni

Un punto sul quale gli americani proprio non li battiamo è la semplicità ad ottenere informazioni ed indicazioni.

Basta andare su un qualunque sito ufficiale di una qualunque città o parco in USA, per avere facilmente accesso alla guida turistica, alle mappe e ai suggerimenti per le visita.

Orari di apertura, costi, spesso coupon e sconti. E soprattutto la brochure in PDF, comodissima perché te la puoi salvare sul cellulare. I siti dei parchi indicano bene i sentieri di trekking, con la durata e il dislivello. Alcune città, addirittura ti inviano a casa (in Italia!) la guida turistica, gratuitamente.

Purtroppo, per l’Europa il discorso cambia, almeno per le zone che ho visitato io. Ho fatto molta fatica a trovare informazioni dettagliate, per esempio sui sentieri di trekking, o per i siti megalitici di Carnac. Un sito fatto molto bene per la parte della Bretagna è Bretagna Vacanze, con indicazioni dei principali punti di interesse e brevi descrizioni.

Le spese

Verrebbe da pensare che un viaggio on the road in Europa costi molto meno rispetto agli USA. Ed è così, non posso negarlo, ma bisogna fare una premessa.

  • Gli hotel sono più cari in Europa, e con stanze più piccole. Il maggior costo è dovuto soprattutto al parcheggio e alla colazione, che spesso si pagano a parte.
  • I pasti in Europa sono più economici, da un lato perché non è obbligatoria la mancia, dall’altro perché si possono trovare tanti bar e chioschetti, cosa impossibile negli USA.
  • I musei sono più costosi negli USA, mentre i parchi naturali sono più economici, perché è possibile fare il pass annuale da 80$, che dà accesso a tutti i siti federali.
  • L’automobile (escluso il noleggio) è invece molto più cara in Europa, come gestione intendo. La benzina costa più o meno il doppio, ed in più bisogna pagare parcheggio e casello autostradale.

Ad incidere a favore dell’Europa sono il costo del volo intercontinentale, e del noleggio auto. Escludendo queste due voci, ed una volta messe tutte le spese nel calderone, vedrete che il budget non è poi così diverso, parlando ovviamente di regioni simili tra loro. E’ chiaro che non si può paragonare una settimana a New York con un qualunque viaggio in Europa, ma in questo caso, la grande mela è fuori scala anche per gli americani!


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