Castelli della Loira, visitare Amboise e Chenonceau

Castelli della Loira, visitare Amboise e Chenonceau

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La Valle della Loira, a sud du Parigi, vanta più di 300 castelli e dimore storiche, costruiti tra il Medioevo e il Rinascimento.

Alcuni, soprattutto i più vecchi, sono stati costruiti a scopo difensivo. Altri sono sfarzose residenze nobiliari, capolavori architettonici che sfoggiano ricchezze della potentissima nobiltà francese.

Torri sinuose, possenti mura e preziose decorazioni, il tutto circondato da giardini lussureggianti, arricchiti dai colori e i profumi dei fiori. Un tour nei Castelli della Loira vi catapulterà in uno scenario da favola, un viaggio nel tempo in un’epoca di sfarzi ed intrighi di corte.

La zona è così importante da punto di vista artistico e storico, che è inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Castelli della Loira, quali scegliere?

Certo, vedere tutti e 300 i castelli è praticamente impossibile, e anche parecchio costoso. Considerate che l’ingresso ad ogni castello è sui 10€-15€.

Nel caso aveste in mente di fermarvi a fare solo una foto all’esterno, vi avverto subito che purtroppo non si riesce, perché i castelli sono circondati da boschi e recinti.

  • Se state facendo un tour dei Castelli della Loira, sceglietene una decina, diciamo due al giorno. In questo modo, avrete tempo anche di visitare le città e i borghi vicini.
  • Se, invece, state solo facendo una tappa veloce, visitatene non più di tre, per fare le cose con calma.

Noi abbiamo scelto di visitare Amboise e Chenonceau, per la comodità e soprattutto perché qui si trova la tomba di Leonardo da Vinci.

Per aiutarvi nella scelta, su questo sito trovate l’elenco dei castelli, gli imperdibili e quelli da visitare se vi avanza tempo.

Come arrivare e dove dormire

Noi siamo andati in auto da Milano per evitare di prendere l’aereo in periodo di Covid, ma sicuramente questa non è la soluzione ottimale, la strada è davvero tanta (900 km circa).

La cosa migliore è volare su Parigi, e da lì noleggiare un’auto, la distanza è di circa 230 km. Potete visitare Amboise e Chenonceau in un tour dedicato interamente ai castelli della Loira, oppure come “antipasto” per un tour di Bretagna e Normandia.

Per il pernottamento, io vi consiglio Amboise. E’ una bella cittadina, con un piacevole centro storico, tanti ristoranti e una buona scelta di hotel. Da qui, si raggiungono facilmente altri importanti castelli, come Chambord, Blois e Chiverny.

Info pratiche

Biglietti

Acquistate i biglietti online, direttamente sui siti dei castelli, dove sono indicati anche gli orari di apertura.

Esiste però anche una formula combinata per visitare Amboise e Chenonceau risparmiando. Sul sito Come to Paris è in vendita il biglietto unico, alla cifra di 25€ per gli adulti invece che 28,10€.

Ci sono poi diversi tour guidati in pullman, con partenza da Parigi o Tours, perfetti se vi trovate nella capitale e volete fare una gita in giornata senza noleggiare un’auto.

Parcheggio

Amboise si trova in centro città. Lasciate l’auto in uno dei tanti parcheggi sul lungofiume, e raggiungete il castello a piedi.

Chenonceau è invece in aperta campagna, fuori dall’omonimo borgo, e dispone di un enorme parcheggio gratuito e aree picnic.

Guide e brochure

In entrambi i castelli vi sarà data una brochure informativa in italiano. Quella di Chenonceau la potete caricare anche qui. Ad Amboise, vi daranno un ipad per la visita con realtà aumentata.

Chenonceau è il secondo castello più visitato di Francia (per intenderci, il primo è la Regga di Versailles.) Consiglio quindi di arrivare all’apertura, e cominciare la visita dagli interni, dove c’è meno spazio ed è più facile che si creino assembramenti.

Amboise, l’ultima dimora di Leonardo.

Il Castello Reale di Amboise fu la dimora di diversi sovrani francesi. Si erge su un promontorio, in posizione dominante sulla Loira e sul borgo.

Proprio per la posizione strategica, in questo luogo è sempre esistita una fortezza. L’attuale castello rinascimentale, tuttavia, è frutto del progetto di Re Carlo VIII. Siamo nel tardo ‘400, ed il re, affascinato da un viaggio in Italia, avvia il cantiere per trasformare il castello in un’elegante dimora reale.

Leonardo

L’apice dello splendore si raggiunge sotto Francesco I, che chiama a corte diversi artisti, tra cui il grande Leonardo Da Vinci. Leonardo arriva nel 1516 e rimane qui fino alla morte, nel 1519, soggiornando nel vicino maniero di Clos Lucé.

L’attrazone principale del Castello di Amboise, in effetti, è proprio la tomba del genio toscano. Potete rendere i vostri omaggi a Leonardo nella nella cappella di Saint-Hubert, adiacente al castello.

Questa, in realtà, è la seconda tomba dell’artista. La prima era sempre ad Amboise, ma nella cappella di Saint Florentin. Questa tomba viene violata nel corso delle lotte tra cattolici ed ugonotti, e delle spoglie si perde ogni traccia. Nel 1874 è rinvenuto in zona uno scheletro, con una pietra recante il nome di Leonardo. I presunti resti vengono quindi traslati a Saint Hubert, dove si trovano tutt’ora.

Interni

Durante la Rivoluzione Francese, il castello viene confiscato all’aristocrazia e trasformato in una prigione. Le decorazioni interne e gli arredi sono smantellati.

Oggi, all’interno si possono comunque trovare alcuni arredi interessanti, soprattutto i camini scolpiti, gli arazzi e diversi mobili d’epoca, anche se non originali.

Tra le sale più importanti ci sono la stanza delle Guardie e la Sala del Consiglio, con volte a ogiva e colonne decorate con il giglio, simbolo della monarchia. Da vedere anche gli apparentamenti Reali, con la sala da pranzo e la stanza da letto.

I Giardini

Dagli appartamenti reali si estende il Giardino di Napoli, in omaggio allo stile italiano del castello. Una terrazza verde divisa in scompartimenti da vasi, sculture e vialetti. Sulla terrazza superiore, le geometrie perfette dei cespugli di bosso sono intervallate da cipressi e altri arbusti.

Sopra la spianata che ospita l’enorme cedro del Libano si trova il Jardin du Midi, arricchito da piante aromatiche che rimandano ai profumi del Mediterraneo.

I giardini di Amboise sono il luogo perfetto per una sosta ristoratrice nella natura.

Chenonceau, il castello delle dame

Con le sue mura bianche, le torri sinuose che si specchiano nelle acque del fiume Cher, ed i colorati giardini traboccanti di fiori, Chenonceau sembra appena uscito da un libro di fiabe.

Tutto l’insieme è molto romantico, femminile, ed infatti Chenonceau è conosciuto anche come il “castello delle Dame“. Perché sono state proprio delle grandi donne della storia a plasmarlo, trasformarlo, arredarlo e preservarlo.

visitare Amboise e Chenonceau, veduta del castello di Chenonceau

Le donne del castello

La storia comincia nel 1513, quando la tenuta viene acquistata dal segretario e luogotenente reale Thomas Bohier e sua moglie Katherine Briçonnet. E’ lei la prima dama del castello, che ne supervisiona la costruzione.

La storia prosegue con due donne rivali in amore, Caterina De’ Medici e Diane de Poitiers, rispettivamente moglie ed amante amante di Re Enrico II. Entrambe lavorano molto sulla residenza, ingrandendola e arricchendola con i fastosi arredi. A loro si devono i due straordinari giardini all’italiana, il labirinto e il romantico ponte a cavallo del fiume.

Due secoli dopo, la protagonista di Chenonceau è Louise Dupin. Anche lei donna di grande cultura, femminista, scrittrice e attivista, attira nel castello i grandi filosofi dell’illuminismo: Russeau, Voltaire, Montesquieu. E’ grazie a lei se il castello non viene depredato durante la Rivoluzione Francese.

Gli interni

Arrivare all’ingresso del castello dal lungo viale alberato è un po’ come immergersi in un mondo fatato, lasciando la realtà all’esterno. Nel cortile, ci accoglie la Torre dei Marques, unica vestigia della fortezza originale demolita da Thomas Bohier.

Chenoceau è dedicato a Re Francsco I, ma sul portone troviamo anche i blasoni di Thomas Bohier e sua moglie Katherine.

Il castello è a pianta quadrata su quattro livelli, con un corridoio centrale dal quale si diramano le scale e le stanze.

Le sale sono ricchissime, decorate con camini, arazzi, dipinti di grandi maestri e mobili d’epoca, che ben rendono l’idea della vita di corte. I soffitti a cassettoni e le carte da parati recano le iniziali dei vari padroni, tra cui le due C incrociate di Caterina de Medici.

Le stanze più belle sono, per me, quella delle Cinque Regine, e la particolarissima stanza da letto di Luisa di Lorena. La vedova di Enrico II si rinchiuse in questa stanza dopo l’assassinio del marito, portando il lutto per il resto dei suoi giorni.

La galleria di Caterina de Medici, che collega il castello ai boschi sull’altra sponda dello Cher, è un luminoso corridoio decorato con bassorilievi di illustri figure storiche.

Durante la seconda guerra, la Galleria servì come passaggio per che fuggiva dal regime nazista, in quanto il ponte si trovava proprio a cavallo della zona occupata. Alla fine della guerra, il castello è sede della prima visita in Francia del Presidente americano Truman.

I giardini

Uscite dall’affollato edificio ed esplorate con calma gli immensi giardini della tenuta.

I più grandi sono i Giardini di Diana, otto triangoli d’erba arricchiti con piante e fiori, con al centro una bellissima fontana. Ad ogni stagione, il giardino si colora di diversi tipi di fioriture: ibischi, margherite, viole del pensiero, petunie e molti altri.

Sul’altro lato sorge il Giardino di Caterina, più intimo e raccolto. E’ un giardino particolarmente elegante, impreziosito da fioriere e cespugli di bosso e lavanda.

Dietro al ristorante troviamo il Giardino Verde, un piccolo spazio allestito all’inglese, dove Caterina teneva le sue voliere. Più avanti c’è la fattoria del XVI secolo, un complesso bucolico che ospitava le scuderie, e dove oggi lavorano i fioristi che curano i giardini e le composizioni floreali all’interno del castello. Segue l’Orto Botanico, dove sono coltivati fiori e frutti.

Infine, attraversate il viale alberato per giungere al Labirinto composto da 2000 piante di tasso, divertentissimo per i bambini.

Altre Attrazioni

Fermatevi a visitare anche la Galleria delle Carrozze, dove vedere diversi tipi di veicoli a traino, e soprattutto la Farmacia di Caterina de Medici, e l’ospedale da campo.

Nella Grande Guerra, la dimora accolse e si prese cura di oltre 2000 soldati rimasti feriti in battaglia. Ancora una volta abbiamo una protagonista femminile: si tratta di Simone Menier, nuora del padrone del castello ed infermiera. Fu proprio lei a gestire l’ospedale.


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