Sentiero della Cavallasca al Parco Spina Verde, natura e storia

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Avete voglia di fare una rinvigorante passeggiata nei boschi, con bei panorami sul lago, ma proprio non ve la sentite di rimanere imbottigliati nell’assurdo traffico che ogni weekend assilla il lago di Como?

Se la risposta è sì, ho un’ottima soluzione da consigliarvi: il Parco Spina Verde, alle porte di Como e semplicissimo da raggiungere. Non c’è folla, ed è fantastico per chi ama camminare, visto che conta ben 13 sentieri di trekking ufficiali.

Tra questi, oggi voglio parlarvi del Sentiero della Cavallasca, perfetto per le famiglie e per i ragazzi, perché unisce l’aspetto naturalistico a quello storico.

Il parco Spina Verde

Il Parco Regionale Spina Verde è un’area verde a nord-ovest di Como, confinante con la Svizzera. E’ interessante dal punto di vista paesaggistico, ma anche archeologico, storico e religioso.

Oltre ai panorami mozzafiato, possiamo vedere infatti anche la Linea Cadorna, un complesso di fortificazioni della I Guerra Mondiale; il Castello del Baradello, voluto dal Barbarossa; e diverse chiese tra cui la Basilica di Sant’Abbondio.

Il parco è molto esteso, sicuramente una giornata sola non basta per visitarlo tutto. Se abitate nella zona, vi consiglio di visitarlo a più riprese, per scoprire angoli e paesaggi sempre nuovi.

Scaricate la mappa qui.

Come arrivare

Per percorrere il Sentiero della Cavallasca, la soluzione migliore è parcheggiare proprio nel comune di Cavallasca.

Arrivate alle porte di Como tramite l’autostrada A9, prendendo l’uscita Como Centro. Non vi preoccupate, non dovrete entrare in città. Usciti dall’autostrada, prendete Via del Dos, che diventa Via Gabriele D’Annunzio/SP17 fino al comune di Cavallasca.

L’ideale è lasciare l’automobile al parcheggio del Municipio di Villa Imbonati e poi entrare nel parco da Via Monte Sasso. Ignorate la sbarra rossa sulla sinistra, che porta ad un altro sentiero, e continuate dritto per arrivare al sentiero n° 7.

Sentiero della Cavallasca, cosa vedere

  • Lunghezza: 3,6 km
  • Dislivello: 210 metri
  • Tipologia: ad anello
  • Difficoltà: facile

Il sentiero della Cavallasca, indicato con il numero 7, si interseca con il sentiero Confinale (numero 2) e il Giro del Monte Sasso (numero 12). E’ caratterizzato da due bellissimi punti panoramici, e dalle trincee della Linea Cadorna, che trovate anche a Varese come raccontato in questo articolo.

Dall’entrata del parco, salite tenendo la destra fino ad arrivare a un ampio spiazzo. Questo è il punto centrale, da cui si dirama il percorso ad anello. Vedrete diverse deviazioni, ma sostanzialmente funziona così: di fronte a voi ci sono le fortificazioni belliche. Dietro e sulla destra si sale fino ai due belvedere e all’Agriturismo l’Agrifoglio.

Per prima cosa vi consiglio di visitare il fortino e le trincee della I Guerra Mondiale.

La Linea Cadorna, per esteso “sistema difensivo italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera”, è un complesso reticolo di trincee, costruito all’indomani della dichiarazione di guerra alla Germania per ordine del Generale Luigi Cadorna. Il complesso è lungo circa 72 km, e va dalla Val d’Ossola alle Alpi Orobiche. Fortunatamente, non fu mai necessario usarla, per questo già allora fu contestata per lo spreco di denaro pubblico.

Al sentiero della Cavallasca è possibile vedere il Fortino di Monte Sasso. Non pensate, però, a un fortino in stile Far West. Va inteso come un sistema di camminamenti, tunnel, ricoveri e postazioni per armi pesanti, cotrutito sul versante della montagna. Il percorso si snoda lungo 14 punti chiave con pannelli esplicativi, e dura circa 45 minuti.

Terminato il giro del Fortino, cominciate la scalata verso i due punti panoramici.

Dal punto 14 del percorso bellico parte la strada pià breve, ma anche più ripida. Si passa dal vecchio lavatoio (o abbeveratorio) del 1917, e si sale con un percorso a gradoni fino al balcone panoramico di Pin Umbrela. Lo splendido panorama abbraccia la città di Como sulla destra, Brunate con la sua funicolare, e tutto il ramo del lago da Cernobbio fino a Moltrasio e Torno. Qui ci sono anche tavoli, panchine e sedie di legno, dove vi potrete riposare e magari fare un pic-nic.

Sentiero della Cavallasca, panorama da Pin Umbrela

Lasciate Pin Umbrela per dirigervi verso un’altra terrazza panoramica, quella di Monte Sasso, che è anche il punto più alto del parco (610 metri). Qui la visuale è sul lato opposto, e spazia fino a Milano.

Tornando giù verso lo spiazzo, è possibile prendere un’ulteriore deviazione verso l’uscita del parco dal lato della Chiesetta dei Pittori. Seguitela per trovare altri tunnel e trincee.

Deviazioni

Come dicevo, il Parco Spina Verde è molto ampio, i sentieri di intersecano tra di loro permettendo di vedere tantissime attrazioni. Vi segnalo queste due, a breve distanza dal sentiero della Cavallasca

Ponte Tibetano

Parco Spina Verde, ponte tibetano

Uscendo dal sentiero numero 7, vedrete sulla destra una piccola sbarra rossa, che indica l’inizio del Giro del Monte Sasso, il sentiero numero 12.

Scendendo per circa 15 minuti arriverete a un piccolo ponte tibetano, che è molto divertente per i bambini e non fa assolutamente paura.

Da qui, potete continuare verso il sentiero numero 2, verso la prossima deviazione, oppure tornate sui vostri passi all’inizio del sentiero.

Sorgente del Seveso

Nel tornare al parcheggio, vedrete una strada che sale verso destra, indicando il Sentiero Confinale numero 2. Prendetela per arrivare alla sorgente del fiume Seveso, tristemente famoso per le sue esondazioni.

Se invece arrivate dal sentiero 12, vi troverete per un po’ a salire seguendo il confine tra Italia e Svizzera, al limitare del parco, per poi scendere fino alla sorgente.

Nel tornare al parcheggio, vedrete una strada che sale verso destra, indicando il Sentiero Confinale numero 2. Prendetela per arrivare alla sorgente del fiume Seveso, tristemente famoso per le sue esondazioni.

Se invece arrivate dal sentiero 12, vi troverete per un po’ a salire seguendo il confine tra Italia e Svizzera, al limitare del parco, per poi scendere fino alla sorgente.

Il punto in cui sgorga il fiume è segnato con un piccolo monumento.

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