Museo dell’11 settembre, Memorial Plaza e nuovo World Trade Center, come New York rinasce dalle proprie ceneri

Museo dell’11 settembre, Memorial Plaza e nuovo World Trade Center, come New York rinasce dalle proprie ceneri
  • Categoria dell'articolo:New York
  • Ultima modifica dell'articolo:20 Giugno 2021
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L’11 settembre 2001, due aerei passeggeri sono stati dirottati per schiantarsi contro le Torri Gemelle, simbolo del potere economico americano. Poche ore dopo, le Torri sono crollate, e con esse l’illusione di invincibilità di un’intera nazione. Un Paese che, però, non si è fermato, ed ha anzi saputo creare qualcosa di nuovo e bello anche da una tragedia così grande. Là dove per anni c’è stato il grande vuoto di Ground Zero oggi sorgono il nuovo World Trade Center, il museo dell’11 Settembre, e un toccante memoriale.

Come arrivare

Il museo dell’11 settembre e il World Trade center si trovano a Lower Manhattan, ad ovest della Broadway.

  • La fermata della metro più vicina è World Trade Center, sulla linea E (blu), ma potete usare anche Cortland Street, sulle linee N, R, W (giallo).
  • L’autobus più comodo il M55, che ferma su Church Street dietro all’Oculus se si arriva da sud, e all’incrocio tra Broadway e Cortland se si arriva da nord.

Come spiego nel mio articolo con i consigli per visitare New York, la soluzione più conveniente per spostarsi a Manhattan è fare l’abbonamento settimanale Metrocard, che costa 33$ e include spostamenti illimitati con metro e bus.

Potete, naturalmente, muovervi a piedi, ma non sottovalutate le distanze e i saliscendi. Se la metropolitana vi sembra poco pratica per via dei vari cambi, potete scegliere l’autobus, le cui linee seguono grossomodo la conformazione a griglia delle strade. Qui potete scaricare la mappa dei bus MTA.

Quanto tempo dedicare

Per visitare tutto il sito, quindi Memorial Plaza, il Museo dell’11 settembre, e salire all’osservatorio panoramico della Freedom Tower, calcolate non meno di 3 ore.

Inseritelo nel vostro itinerario insieme a Lower Manhattan, partendo da Battery Park e risalendo dal Financial District, Chinatown e il Ponte di Brooklyn, fino ad arrivare al nuovo World Trade Center. Per avere un’idea su come impostare la giornata, leggete il mio itinerario di 5 giorni a New York.

Non c’è un orario particolarmente favorevole, e molto dipende da quando riuscite a trovare i biglietti per il museo e per il grattacielo. Io sono salita alla piattaforma panoramica al tramonto, ed è stato uno spettacolo indimenticabile. In ogni caso, il panorama su New York è mozzafiato a qualsiasi ora del giorno.

Storia del sito

L’intenzione di ricostruire il World Trade Center risale ai giorni immediatamente successivi l’attentato, quando il Presidente Bush e il sindaco Giuliani promisero davanti ad una folla ancora stordita, che gli USA sarebbero risorti dalle proprie ceneri.

Le operazioni di pulizia dei detriti durò fino a maggio 2002, e da allora l’area divenne nota come “Ground Zero”. Sempre nel 2002 fu istituito il bando di concorso per la ricostruzione, infine vinto dallo studio di Daniel Liebeskind, che si occupò del piano principale, benché i singoli edifici siano poi stati progettati da diversi architetti.

La progettazione durò diversi anni, soprattutto per via degli accesi dibattiti riguardanti lo sfruttamento dell’area occupata dalle Torri Gemelle, che alla fine si decise di destinare a luogo della memoria. Per la maggior parte degli edifici, i lavori iniziarono tra il 2006 e il 2011, e completati nel giro di pochi anni. Al momento della stesura di questo articolo (settembre 2021) quasi tutto il sito è stato completato.

Naturalmente, non si è pensato solamente a ricostruire il nuovo polo commerciale mondiale, ma anche a rendere il giusto omaggio alle quasi 3.000 vittime degli attentati. Il sito si chiama National September 11 Memorial & Museum, e conta due elementi principali:

  • Memorial Plaza, il memoriale delle vittime, che corrisponde all’area sulla quale sorgevano le Torri.
  • Museo dell’11 Settembre, realizzato sottoterra, attorno alle fondamenta delle Torri Gemelle.

Accano ad esso si trova il nuovo World Trade Center, il complesso di edifici commerciali tra cui spiccano il grattacielo Freedom Tower e l’hub logistico The Oculus.

Memorial Plaza

I lavori per riprogettare il grande vuoto lasciato dalle Torri Gemelle sono iniziati nel 2006, ad opera dell’architetto Michael Arad. L’opera, che segue il master plan di Liebeskind, è interamente volta alla commemorazione delle 2977 vittime degli attentati dell’11 settembre, e le 6 dell’attacco dinamitardo del 26 febbraio 1993.

Il memoriale fu inaugurato, simbolicamente, l’11 settembre 2011, ed aperto al pubblico pochi giorni più tardi.

Consiste in una grande piazza alberata, in cui le protagoniste assolute sono le due vasche di granito con cascate artificiali, costruite sull’impronta delle Torri Gemelle. Le piscine prendono il nome Reflecting Absences, e lungo i bordi in bronzo sono incisi i nomi di tutti coloro che hanno perso la vita in quei giorni. Sono incluse non sono le persone che si trovavano nelle torri e sugli aerei, ma anche passanti, volontari e vigili del fuoco.

Quotidianamente, delle rose bianche sono posate sul nome i chi avrebbe compiuto gli anni in quel giorno. Di sera, le piscine sono illuminate, lasciando filtrate il gioco d0acqua e luci attraverso le scritte.

Quest’opera mira ad enfatizzare il vuoto lasciato sia dalle torri, sia ovviamente dalle persone che non ci sono più. I visitatori sembrano approcciarsi a Memorial Plaza in punta di piedi, nessuno grida o gioca, molti si commuovono, tutto in religioso silenzio. Il piccolo bosco 400 querce e il fragore delle cascate ci isolano, ci fanno dimenticare il frastuono della città.

Ma Memorial Plaza è anche un simbolo di speranza. Vicino alla South Pool si staglia, fiero, il Survivor Tree, un pero da fiore che è stato ritrovato tra le macerie. Bruciato e ridotto a poco più di un ceppo, era tuttavia ancora vivo. Trasferito in un centro botanico e curato, e oggi si innalza al centro della piazza a ricordarci che la vita vince sempre.

Museo dell’11 settembre

Il museo dell’11 settembre, inaugurato nel 2014, si sviluppa prevalentemente sottoterra, lungo le mura perimetrali delle Torri Gemelle. Il progetto è di Davis Brody Bond LLP, mentre il padiglione di ingresso è dello studio norvegese Snøhetta.

Per chi ha vissuto gli eventi, anche solo attraverso il tg, è una visita dal fortissimo impatto emotivo. Per chi è più giovane, è invece molto istruttiva, racconta l’11 settembre in modo molto dettagliato attraverso reperti e registrazioni, e serve a comprendere meglio la portata e le conseguenze di quegli attacchi.

Oltre alla mostra permanente, ci sono anche delle esposizioni temporanee, scoprite quali sul sito ufficiale. E’ possibile scaricare un’app con audioguida, all’interno del museo c’è il wi-fi, quindi non vi dovrete preoccupare del roaming.

Costi e orari

Il museo dell’11 settembre è aperto con i seguenti orari:

  • dalla domenica al giovedì dalle 9.00 alle 20.00 (ultimo ingresso alle 18.00).
  • il venerdì e sabato fino alle 21.00 (ultimo ingresso alle 19.00).

Gli orari possono variare in qualsiasi momento, quindi la cosa migliore è consultare il sito ufficiale.

L’ingresso costa 26$ per gli adulti, con sconti applicati a bambini, studenti e anziani. La visita è gratuita per familiari delle vittime, forze dell’ordine, militari e coloro che hanno prestato soccorso nei giorni successivi.

L’ingresso è inoltre gratuito il lunedì tra le 15.30 e le 17.00, con ultimo ingresso alle 16.00.

Il museo è incluso in diverse card turistiche:

  • New York Pass
  • New York City Pass
  • Go Explorer New York Card

Ingresso

Appena entrati nel museo vedrete i Tridenti, due colonne in acciaio alte circa 25 metri. Sono le uniche sopravvissute delle 84 colonne che formavano la struttura delle Twin Towers.

Una gigantografia mostra lo skyline di New York come eravamo abituati a vederlo fino a quel giorno, con le Torri Gemelle che troneggiano su Lower Manhattan. La cosa interessante di questa fotografia è che è stata scattata alle 8.30 di mattina dell’11 settembre, poco prima degli attacchi. La didascalia si limita a segnalare data e ora dello scatto, ma il suo significato è molto più profondo. Osservandola, non si può non soffermarsi a riflettere sul quella normalità che sembra sospesa nel tempo. Di lì a breve il mondo sarebbe cambiato per sempre, ma fino a quel momento, l’11 settembre 2001 era un giorno qualsiasi.

museo 11 settembre a New York, un giorno qualunque

Foundation Hall

Scendendo le scale si arriva alla Foundation Hall, la sala più grande.

L’enorme muro sulla sinistra è lo Slurry Wall, il muro di contenimento che impediva al fiume Hudson di infiltrarsi nelle fondamenta delle torri. Incredibilmente, è rimasto intatto nonostante l’impatto degli aerei e il crollo delle torri.

Al centro si erge la Last Column, l’ultimo reperto rimosso da Ground Zero. Durante i lavori, questo semplice pezzo di cemento divenne un memoriale per ricordare i soccorritori che persero la vita nel tentativo di salvarne altre. La sua rimozione fu onorata con una cerimonia il 30 maggio 2002.

Altri interessanti reperti sono i resti di una camionetta dei pompieri, l’antenna radio della torre nord e il motore di un ascensore. In una teca in vetro è esposto un mattone della casa di Osama Bin Laden, numero 1 di Al Qaeda e mandante degli attentati, catturato ed ucciso il 2 maggio 2011 dai Navy Seals.

September 11, 2001 Historical Exhibition

In questa sezione non è possibile scattare fotografie. Si divide in tre parti, ognuna delle quali racconta la storia del World Trade Center.

La prima parte si concentra sull’importanza socio-economica del polo commerciale per l’America e per il mondo. Parte dagli attentati del 1993, cercando di analizzare la situazione politica globale, e le motivazioni che hanno portato ai due attentati. Sono presenti filmati, interviste e pannelli informativi. La mostra racconta sia l’attentato del 1993, sia quello dell’11 settembre.

La seconda parte sviscera l’11 settembre in ogni minimo dettaglio, seguendo gli eventi della giornata minuto per minuto. Si parte dalle riprese dell’imbarco del volo Boston – Los Angeles AA 11, il primo dei 4 aerei dirottati, fino alle strazianti riprese delle persone che si gettano nel vuoto pur si scappare dagli incendi nelle Torri. Sono presenti video, foto, reperti, audio, registrazioni delle scatole nere, le telefonate di addio dei passeggeri dirottati, che avevano capito di andare incontro alla morte.

Infine, si parla deli eventi successivi gli attentati, dalle operazioni di salvataggio fino alla guerra in Afghanistan, supportata dalla NATO.

La vera portata di questa tragedia è misurabile nel fatto che chiunque all’epoca avesse almeno 14-15 ricorda perfettamente dove si trovava e cosa stava facendo in quel momento. Ed in questa stanza potrete in effetti registrare i vostri ricordi, ed ascoltare quelli degli altri.

A questo proposito, chiuso il capitolo con questa canzone del boss del country Alan Jackson, che si intitola proprio Where Were You When The World Stopped Turning On That September Day, ovvero “dove ti trovavi quando il mondo si è fermato in quel giorno di settembre”.

Memorial Hall

Questa sezione commemorativa si concentra su alcuni reperti significativi, e sulle vittime.

La prima cosa che vedrete è l’enorme installazione di Spencer Finch, Trying to Remember the Color of the Sky on That September Morning. 2983 quadrati azzurri, uno per ogni vittima, che cercano di ricostruire l’esatta tonalità del cielo di quella mattina.

museo 11 settembre New York, il colore del cielo

Le scale sulla destra, inaccessibili, sono le Survivor Stairs, utilizzate da moltissime persone per scappare dalle torri in fiamme.

La grande bandiera rattoppata è particolarmente simbolica. Fu issata a Ground Zero durante le operazioni di rimozione delle macerie e ricostruzione, dopodiché fu spedita in ognuno dei 50 stati, e rammendata con pezzi di altre importanti bandiere, una per stato. Per esempio, un brandello viene dalla bandiera che sventolava sul Ford Theater di Washington la sera in cui fu ucciso Lincoln.

La grande lastra di metallo in fondo alla sala è Impact Steel, il punto di impatto della torre nord.

In Memoriam

Questa è la sezione più commovente del Museo dell’11 Settembre, e anche qui non è possibile fare foto.

Seguendo le fondamenta della torre sud, sarete circondati dagli oggetti personali delle vittime, donati dalle loro famiglie. In una piccola sala, le loro foto sono proiettate su speciali schermi touch screen, che potrete usare per scoprire la loro storia.

Nuovo World Trade Center e Freedom Tower

Il nuovo World Trade Center sorge accanto al museo dell’11 settembre. Non è solo il nuovo polo commerciale mondiale, ma anche un tributo al suo predecessore, alla speranza e alla determinazione degli Stati Uniti.

Il master plan per la costruzione del sito fu affidato a Daniel Liebeskind, ma poi ognuno die 7 edifici è stato realizzato da un diverso architetto o studio.

Il grattacielo principale, One World Trade Center, è frutto di una collaborazione tra lo Studio Daniel Libeskind e l’architetto David Childs. Comunemente chiamato Freedom Tower, la “torre della libertà”, è attualmente l’edificio più alto degli Stati Uniti. La sua altezza non è casuale. E’ alto 541 metri, che corrispondono a 1776, piedi, a ricordare l’anno di nascita degli USA

Benché il grattacielo abbia 104 piani, l’osservatorio panoramico è stato posto al 102°, lo stesso dell’osservatorio delle Torri Gemelle.

L’atra opera significativa del nuovo World Trade Center è la grande colomba bianca, simbolo universale di pace, inconfondibile opera di Santiago Calatrava. E’ il Transportation Hub, meglio noto come Oculus.

Collega diverse linee della metropolitana, oltre ai treni Path e l’Hudson Ferry Terminal, ed è quindi tra i principali snodi logistici della città. Ma non solo, Oculus è conosciuto principalmente per la sua enorme se luminosissima sala interna. Circondata dai negozi del centro commerciale Westfield, ha una meravigliosa volta di vetro, dalla quale è possibile ammirare la Freedom Tower.

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