Blonde Moments
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La nostra pazza avventura nella lavanderia di Memphis

Se avete mai fatto un viaggio on the road, ad un certo punto vi sarete ritrovati anche voi nella situazione di dover fare il bucato.

Se il viaggio è di due settimane, noi non portiamo mai indumenti per 15 giorni, ma solamente per 4-5. Poi, durante il soggiorno, approfittiamo delle lavanderie presenti in molti hotel e motel per rinfrescare il guardaroba.

Trovo che sia un sistema molto efficace per evitare di fare un bagaglio troppo ingombrante, e anche per alleviare un po’ il lavoro di pulizia una volta a casa.


In fase di programmazione, prenoto sempre almeno 2-3 hotel dotati di lavanderia, così possiamo comodamente fare il bucato dopo cena.

Durante il nostro viaggio nel Sud degli USA, però, abbiamo avuto un piccolo inconveniente. Avremmo dovuto fare il bucato a Clarksdale, ma la lavanderia dell’hotel era fuori servizio. Quello era uno dei pochi hotel dotati di lavanderia. Dopo Clarksdale, ci aspettavano due notti a Memphis, ma l’hotel non disponeva della guest laundry.


La prima volta nella lavanderia a gettoni

Quindi, siamo a Memphis, a metà del nostro viaggio. Non abbiamo ancora avuto modo di lavare nulla, e stiamo pericolosamente finendo le scorte di abiti puliti. Visti il caldo e l’umidità notevoli della zona, abbiamo dato fondo al guardaroba.

Io proverei anche a tirare fino a Nashville, ma Davide mi guarda e mi dice:

“io non ho più mutande”

Va bene, ho capito, cerchiamo una lavanderia a gettoni.

Facciamo una rapida ricerca su google, scopriamo che ce n’è una ad appena due minuti di auto dal nostro hotel. Prepariamo le borse, e ci avviamo.

Facciamo persino fatica a trovarla, perché tutto sembra fuorché una lavanderia. L’edificio, da fuori, sembra quasi abbandonato. Sarà il posto giusto? Proviamo ad entrare, e restiamo paralizzati.

E’ la lavanderia più sgarrupata che abbia mai visto. Lavatrici semi-bruciate, pavimento dissestato, addirittura un buco nel contro-soffitto, dal quale penzolano dei cavi. Un misto tra un film comico e un film dell’orrore!

Il primo istinto sarebbe quello di andarsene, piuttosto guarda vado da Walmart e me le compro, le mutande! Do comunque un’occhiata, le lavatrici e le asciugatrici, in realtà, sembrano pulite. In ogni caso, non abbiamo molte alternative, dovremmo aspettare due giorni, o cercare un’altra lavanderia (il che comporta di dover tornare in hotel per collegarsi con il wi-fi).

Siamo gli unici bianchi, e tutti ci guardano come se fossimo alieni. Una signora anziana, in particolare, si stufa di sentirci parlare in una lingua strana, gesticolare, fare foto e ridere. Prende la sua copia dell’Oprah Magazine e va a sedersi, stizzita , da un’altra parte.

La situazione è già comica così, ma il meglio deve ancora venire!

Un signore mi mezza età entra nella lavanderia, e va nell’ufficio. Insomma, ufficio, un locale separato. Quando esce, ci nota immediatamente, perché stoniamo troppo nell’ambiente, e ci viene incontro. Non ho capito se lavora qui, o forse è il proprietario, comunque, comincia a parlarci incuriosito, e ci indica di seguirlo fuori. Non parla benissimo l’inglese, o forse non parla benissimo e basta, biascica e si fa fatica a capire cosa voglia.

Apre il portellone della macchina ci mostra un campionario di incensi vari, tessuti narghilé… sembra che voglia fare una vendita a domicilio!

Poi si avvicina a me e fa il gesto di fumare. Io penso che voglia una sigaretta, cerco di fargli capire che non ne ho. Ancora qualche farfugliamento, e capisco che non vuole ricevere, vuole dare! Apre una bustina e mi mostra il contenuto… ve lo potete immaginare!

Imbarazzatissimi, rifiutiamo e torniamo dentro, a contare i minuti che mancano al termine dell’asciugatrice!


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