percorrere la Blues Highway
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US Route 61, percorrere la Blues Highway da Memphis a New Orleans

Negli Stati Uniti ci sono strade, che non sono solo strade. Sono storie, leggende, attraversano il paese e, con i loro km di asfalto, raccontano di esistenze difficili, sogni, speranze e riscatti. Sono l’essenza e a fibra stessa del Paese, un Paese che si è sempre basato sul movimento e sul desiderio di scoperta.

La più famosa è senza dubbio la US Route 66, di cui ho anche preparato un itinerario. Nata per collegare il Midwest alla California, è stata protagonista della grande migrazione dei contadini negli anni ’30, raccontata da Steinbeck in “Furore”. Negli anni ’60 ha vissuto il periodo di massimo splendore, per poi cadere nell’oblio con la costruzione di nuove, più veloci autostrade. E’ rinata negli ultimi anni anche grazie al film “cars”, e all’impegno di persone come Angel Delgadillo, il vero “angelo della Route 66”.

Hackberry Store lungo la Route 66
Hackberry Store lungo la Route 66

Se la Route 66 è il viaggio americano per eccellenza, abbiamo però anche un’altra strada che ci farà scoprire tante chicche nascoste degli Stati Uniti. Sto parlando della US Route 61, detta anche “The Blues Highway” e “The Great River Road”, perché segue il corso del Mississippi.

La strada comincia nel profondo nord, a Wyoming, Minnesota, e termina a New Orleans, dopo 2200 km. Noi ci concentreremo sul tratto tra Memphis e New Orleans, attraverseremo tre stati alla scoperta delle radici della musica blues e soul.

Lungofiume di Memphis al tramonto
Lungofiume di Memphis al tramonto

Venite come me a percorrere la Blues Highway!


Info pratiche

Il tratto da Memphis a New Orleans è quello più battuto della US Route 61, e la cosa migliore è inserirlo in un tour del Sud degli Stati Uniti. L’aeroporto di Memphis non è molto ben servito dall’Italia, potrebbe andare meglio su New Orleans.

Senza dubbio, vi servirà un’auto a noleggio per poter percorrere la Blues Highway, il trasporto pubblico è carente e molte attrazioni sono studiate per essere raggiunte in auto.

Non confondete la US Route 61 con la Interstate 55. Come per la Route 66, anche la 61 è stata progressivamente sostituita dalla 55, a scorrimento veloce. Se volete visitare i luoghi della musica (e se siete su questa pagina è così) dovrete adottare un approccio più lento, più intimo. Ci metterete più tempo, ma l’esperienza sarà impagabile.

In rete, non ci sono moltissime informazioni sulla Blues Highway (per questo ci sono io!), ma potete consultare il sito del Mississippi Blues Trail, dove sono elencate le attrazioni nello stato del Mississippi.

Tradizionalmente, si percorre la Blues Highway da nord a sud. Se lo fate al contrario, in realtà, non cambia nulla. L’unica controindicazione, se volete, è che Memphis ha dei musei che sono un po’ un riassunto di ciò che andrete a vedere lungo la strada. Una specie di introduzione, insomma.

L’itinerario

Quanti giorni dedicare alla Blues Highway?

Escludendo Memphis e New Orleans, la maggior parte dei visitatori dedicano 2 giorni / 1 notte alla US 61. Solitamente si va da Memphis a Natchez, e poi da Natchez a New Orleans.

Il mio consiglio è di allungare di almeno una notte, inserendola a Clarksdale. Il bello di percorrere la Blue Highway è vivere la musica, soprattutto la musica dal vivo nei vari juke joints sparsi lungo la strada. I due migliori sono a Clarksdale e Natchez, quindi occorre preventivare una notte in ciascuna delle due città.

Clarksdale è tra le cittadine più caratteristiche della Blues Highway

Se siete interessati alle piantagioni, e ne volete visitare due o più, potrebbe anche essere opportuno passare una notte nella Louisiana profonda, proprio in una delle piantagioni. Leggete il mio articolo sulla Oak Alley e St Joseph Plantation.

Un esempio di itinerario

  1. Memphis
  2. Memphis – Clarksdale
  3. Clarksdale – Natchez
  4. Natchez – New Orleans
  5. New Orleans (due o tre notti)

Memphis

Cominciamo quindi da Memphis, di cui ho già parlato in diversi articoli.

Restando nello specifico della US Route 61, non vi dovete perdere i Sun Studios, la culla del rock&roll, dove hanno cominciato Elvis e Johnny Cash; e gli Stax Studios, che sono invece più focalizzati sulla Black Music.

Sun Studios
Sun Studios

In entrambi i musei, sarete catapultati indietro nel tempo, in una Memphis che era veramente un melting pot di razze e culture, forse l’unica città del sud dove i musicisti bianchi e neri suonavano per la stessa etichetta, ed avevano le stesse possibilità di sfondare.

Proprio al ruolo centrale di Memphis è dedicato il Memphis Rock & Soul Museum. Non un museo enorme, ma ricco di informazioni. Sono citati BB King, Elvis ovviamente, e tanti tanti altri. Costumi, memorabilia e demo da ascoltare.

Infine, passate la serata a Beale Street, in uno dei tantissimi locali di musica dal vivo. Attenzione, quasi tutti i locali chiedono di pagare l’ingresso, di solito 5€.

Beale Street

Da Memphis a Clarksdale

Il giorno seguente, dopo aver terminato le visite, lasciate la città di Elvis e cominciate a percorrere la Blues Highway US 61 verso sud. Dopo soli 45 km, troverete il Gateway to the Blues di Tunica.

Gateway to the Blues

Circondato da campi di cotone, questo piccolo museo / ufficio turistico è considerato la porta di accesso della US 61. E’aperto dalle 8.30 alle 17 in settimana, dalle 10 alle 17 il sabato, e solamente il pomeriggio la domenica. Il biglietto di ingresso è 10$. Tuttavia, verificate gli orari aggiornati sul sito ufficiale.

Non perdetevi questa attrazione, che vi aiuterà moltissimo a comprendere gli altri musei e l’atmosfera che troverete lungo la strada.

Una sessantina di km vi separano ora da Clarksdale. La città è piuttosto degradata, ma gli historical marker e le attrazioni legate al blues si sprecano.

La prima cosa da non perdere è il Crossroads, all’incrocio tra la N State e la Desoto. La leggenda vuole che, in questo punto, Robert Johnson abbia venduto l’anima al diavolo, in cambio di saper suonare la chitarra come nessuno mai. Robert Johnson morì misteriosamente a 27 anni, e diversi cimiteri rivendicano ancora oggi le spoglie dell’artista.

Altri historical marker sparsi perla città riguardano, per esempio, Ike Turner. Lo scomparso marito di Tina Turner cominciò la sua carriera proprio qui.

il “centro”, se così lo si può chiamare, si snoda tra la Blues Alley e la 2nd street. Non c’è molto,ma una rapida passeggiata vi darà un’idea generale sulla città. Un città piuttosto povera, che vive soprattutto della musica.

Per la serata, andate al Ground Zero Blues Club. C’è una entry fee di 10$, ma almeno si mangia bene e c’è buona musica dal vivo. Il locale è di proprietà di Morgan Freeman. Un altro locale è Red’s, decisamente più autentico, ma anche più “grezzo”.

E per dormire? Ovviamente ci sono i motel delle maggiori catene. Però, per un’esperienza più particolare, provate lo Shack Up Inn. Dormirete in capanne spartane, ma attrezzate, rigorosamente a tema blues.


Da Clarksdale a Natchez

Il mattino seguente, continuate a percorrere la Blue Highway verso sud. La destinazione finale è Natchez, ma c’è molto da vedere nel mezzo.

Prima tappa, il Birthplace of the Blues, 10 km ad est di Cleveland lungo la US-8. Sembra che il Mississippi Blues sia nato proprio qui, infatti sono ricordati artisti come Robert Johnson, Howlin’ Wolf, Charlie Patton.

Proseguite verso Leland, un paesino piccolissimo, ma ricco di tanti murales. Trovateli aiutandovi con la mappa di questo sito.

Lasciate per un attimo la US61 e prendete la US 82 verso est fino a Indianola. Siete arrivati nella città dove è nato, e riposa, l’immenso BB King.

Museo di BB King a Indianola

Il museo a lui dedicato è un must della Blues Highway. Oltre che di BB King, il museo è anche un Interpretive Center del Delta del Mississippi. E’ aperto dalle 10 alle 5, dalle 12 la domenica e il lunedì. Ingresso 15$.

La storia di BB King è davvero straordinaria. Un bimbo di colore nell’America segregata, con la grande passione della chitarra. Che sia stato lo zio a regalargliela, o che se la sia comprata con i suoi primi risparmi, poco importa. Con la sua Lucille, BB King riusciva a fare cose straordinarie. Tra gli importantissimi cimeli del museo c’è anche una sezione dedicata alla segregazione, addirittura una guida turistica per afroamericani, con indicati i posti dove i neri potevano soggiornare e mangiare.

L’artista fu tra i pochissimi neri a conquistare anche il pubblico bianco, e la sua tomba è nel cortile del museo.

Poco distante si trova l’historical marker “BB King corner”, all’angolo della strada dove lui suonava da piccolo.

Tornate a percorrere la Blues Highway e fate una sosta a Vicksburg.

In realtà, qui non avrete molto da vedere riguardo la musica Blues. Vale comunque la pena di visitare i murales lungo il Mississippi, e soprattutto il National Military Park.

National Military park di Vicksburg

La città di Vicksburg fu teatro di una delle battaglie chiave della guerra civile. Alcuni ritengono che sia persino più importante di Gettysburg, perché la conquista di Vicksburg permise agli unionisti di prendere il controllo del fiume Mississippi.

Il National Military Park sorge proprio dove si svolse la battaglia. Ci sono diversi memoriali, targhe, e un toccante cimitero.

Arrivate infine a Natchez, un vero gioiellino lungo il Mississippi.

Ai tempi dello schiavismo e del commercio su acqua, Natchez era tra le città più ricche del Paese. Ancora oggi si possono ammirare delle splendide ville Antebellum, cioè risalenti a prima della Guerra di Secessione.

Ma voi siete qui per la musica, giusto? Il juke joint più autentico della US Route 61 si trova proprio qui. E’ il Under the Hills Saloon, aperto fino a tarda notte, e con musica dal vivo quasi tutte le sere. E’ un posto molto folkloristico che consiglio assolutamente.

Under The Hills Saloon

Per dormire, consiglio la Brandon Hall Plantation. Anche se si trova un po’ fuori città, è un luogo da favola dove passare la notte, in mezzo al verde in una villa storica. E costa meno di quello che ci si aspetterebbe.


Da Natchez a New Orleans

Lasciate Natchez e il Mississippi e continuate a percorrere la Blues Highway in Louisiana. Oltrepassate Baton Rouge e attraversate il Mississippi per arrivare nella zona più ricca di piantagioni.

La strada LA-18 è detta anche Plantation Road, proprio per l’alta concentrazione di piantagioni. Ce ne sono di tutti i tipi e, se volete visitarne più di due, conviene preventivare una notte in una di esse.

I consiglio di visitare la Oak Alley, la più famosa, più un’altra piantagione a vostra scelta. So che sembrano tutte uguali, ma non è così. Per esempio, la Whitney Plantation è l’unica ad avere un vero museo dedicato alla schiavitù. La Evergreen Plantation è stata usata per le location di Django Unchained. La St Joseph Plantation è quella con il maggior numero di arredi originali, ed è ancora in funzione.

Facciata della Big House alla Oak Alley Plantation

Ne ho già parlato approfonditamente in un altro articolo. Verificate i siti di ogni piantagione per decidere quale o quali visitare, e mettete in conto almeno due ore per ognuna. Ricordatevi anche che le visite sono guidate, e ad orari prestabiliti.

Terminata la visita delle piantagioni, che vi prenda una notte o meno, raggiungete New Orleans


New Orleans

Alla fine, dopo km e km a percorrere la Blues Highway, siete arrivati a New Orleans, the Easy One, o The Crescent City. Una città dai mille soprannomi!

Non mi dilungherò particolarmente su New Orleans, avendone già parlato approfonditamente in questo articolo. Qui, mi limito a parlarvi del tema centrale dell’articolo, ovvero la musica.

A New Orleans, la musica ruota essenzialmente attorno al jazz e alla figura di Louis Armstrong, nato qui nel 1901. Il museo del Jazz si trova vicino al French Market, ed ospita innumerevoli strumenti, tra cui anche una tromba appartenuta a Louis Armstrong.

Fate un salto nel passato al Louis Armstrong Park, ed in particolare a Congo Square. Qui, gli schiavi di colore venivano a fare festa la domenica, suonando e ballando ed inventando, di fatto, il blues.

Louis Armstrong Park

Dove ascoltare del buon jazz a New Orleans?

Non a Bourbon Street, cominciamo da qui. La via più famosa della città, oggi non è che un assembramento di bar e negozi per turisti, di baso livello, e strip club con tanto di “buttadentro”.

Potete assistere a un concerto alla Preservation Hall, la casa storica del Jazz tradizionale.

Per un’esperienza più informale, invece, andate in Frenchmen Street, l’autentica via del Jazz. I locali più quotati sono lo Spotted Cat e il suo dirimpettaio, lo Snug Harbor. Tuttavia, questi locali sono spesso strapieni e non si trova posto nemmeno in piedi, soprattutto al piccolissimo Spotted Cat.

Fatevi trasportare dal momento e dal vostro orecchio, difficilmente resterete delusi.

Serata Jazz al 30°/-90°

Complimenti, avete terminato di percorrere la Blues Highway! Ora potete dirvi dei veri esperti di musica americana!

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