Cosa fare al Mottarone
Italia

Cosa fare al Mottarone in una giornata: trekking e Alpyland

Il Mottarone, con i suoi 1492 metri, separa il Lago Maggiore dal Lago d’Orta, e dalla sua vetta offre uno dei panorami più belli del Piemonte. Non a caso, è chiamato “terrazza sui sette laghi”, perché da qui la vista spazia su ben 7 bacini idrici: Lago Maggiore, Lago d’Orta, Lago di Varese…

la baita CAI Caveno

Il Parco del Mottarone offre molte attività in tutte le stagioni e per tutta la famiglia. Ciaspolate e piste sciistiche in inverno; in estate, oltre a praticare ciclismo e trekking, potrete anche cimentarmi nel parco avventura, con percorsi di varia difficoltà. E soprattutto, il divertentissimo Alpyland, la “montagna russa” in bob lungo il versante della montagna.

Come avrete capito, il Mottarone è la meta perfetta per una gita domenicale in famiglia. Vediamo insieme cosa fare al Mottarone in una giornata estiva.


Come arrivare e info pratiche

In auto, da Milano prendete la A8 direzione Varese, e poi, a Gallarate, lo svincolo per Gravellona Toce (E62). Proseguite fino a Carpugnino. Da Torino, lasciate la A4 a Vicolungo e imboccate la A26/E62, sempre fino a Carpugnino.

Da lì, proseguite sulle strade locali in direzione Gignese/Mottarone. Arriverete ad un casello. Da qui inizia il parco del Mottarone, con la strada panoramica a pedaggio “Borromea”, il cui costo è di 10€ per veicolo.

Poco dopo l’ingresso del parco incontrerete il Bar Stazione e il Parco Avventura. Proseguite per altri 5 km circa di tornanti per arrivare sotto la vetta, dove ci sono diversi alberghi e ristoranti, e la scuola di sci.

In alternativa, se vi trovate a Stresa, potete prendere la funivia panoramica da Stresa fino alla vetta del Mottarone, che passa da Alpino. Il biglietto A/R costa 20€ alla data di stesura del post, verificate le notizie più aggiornate sul sito ufficiale.

Essendo una meta molto gettonata vista la relativa vicinanza a Milano, vi consiglio di arrivare il prima possibile. Già a metà mattina, i parcheggi si riempiono, ed è difficile anche trovare parcheggio a bordo strada.


Alpyland

Alpyland è la montagna russa del Mottarone, ed è un’attrazione molto gettonata, e nel corso della giornata si possono create delle code lunghissime. Quindi, Alpyland deve essere la prima cosa da fare al Mottarone (apre alle 10).

Alpyland e la funivia da e per Stresa

Dal parcheggio, prendete il breve ma ripido sentiero fino alla vetta. Qui si trova la biglietteria. Al momento della scrittura di questo post, il costo per una corsa è di 5€ a persona (adulto). Anche se salite sul bob in due, sono comunque contate due corse, una a persona. Esistono delle tariffe scontate, a partire da 4 corse. Potete anche acquistare più corse, da utilizzare poi nel corso della giornata, così da non fare più volte la coda

I bambini godono di un biglietto ridotto, ma devono avere almeno 4 anni ed essere alti almeno 100 cm per viaggiare accompagnati. In caso di dubbio, chiedete alla biglietteria o verificate sul sito.

Mentre attendete il vostro turno, leggete con attenzione i pannelli informativi. Gli slittini sono dotati di una leva per regolare la velocità di discesa, fate attenzione perché la velocità a cui decidete di scendere è una vostra responsabilità.

Fatta questa doverosa premessa di sicurezza, non vi resta che godervi la corsa! Il panorama sul Lago Maggiore è stupendo, soprattutto se trovate una giornata limpida (cosa che a noi, purtroppo, non è successa). Da qui, vedrete l’Isola Madre, Verbania / Pallanza, e poi il versante lombardo, su fino alla Svizzera.

La giostra è divertente e adatta a tutti, non avendo discese ripide nè avvitamenti pericolosi. La pista è lunga 1200 metri e la corsa dura un paio di minuti.
Quando arriverete in fondo, non vi preoccupate, non dovrete risalire a piedi! Restate sul bob per essere riportati al punto di partenza.


I sentieri di Trekking

Tornate al bar nei pressi della scuola di sci per cominciare a percorrere qualche sentiero. All’interno del bar troverete anche la cartina stampata con i percorsi, che potete scaricare anche da questa pagina.

I sentieri principali e segnalati attorno alla vetta del Mottarone sono quattro, ma ovviamente ce ne sono anche altri, più impegnativi. Per esempio, potete arrivare fino a Stresa a piedi!

Io, però, tra le cose da fare al Mottarone vi segnalo i due sentieri che abbiamo percorso noi. In realtà sarebbe uno, cioè il Grande Anello del Mottarone, ma sono diventati due perché non siamo riusciti a completare l’anello dal lato della Palestra di Roccia.

Prima di tutto, qualche dritta in generale: i sentieri non sono in ombra, coprite la testa e portate la crema solare, siamo a 1500 metri! Essendo zone di pascolo, pullulano gli insetti. Portate con voi un repellente, è una buona idea anche indossare pantaloni lunghi. Portate calzature adeguate, con un buon grip. I sentieri non sono lunghi, ma ripidi. Non dimenticate mai acqua e qualche barretta.

La Palestra di Roccia

Ma andiamo con calma e cominciamo, appunto, dal sentiero della Palestra di Roccia.

Passate da dietro il bar e scendete lungo un sentiero di sassi, che piano piano diventa di terra ed erba.

Proseguite ancora per un tratto in discesa e comincerete a vedere i boulder, le formazioni rocciose di granito dalle forme più disparate, che caratterizzano il sentiero. Sul retro della cartina sono disegnati i vari boulder con i loro nomi.

i boulder, formazioni di granito, che si possono anche scalare

Noi siamo arrivati fino in fondo al promontorio, dove una formazione abbastanza piatta offre uno scorcio meraviglioso sul Lago d’Orta e l’Isola San Giulio. Ci si sente piccoli piccoli, in mezzo a questi massi immensi, ed è divertente giocare a trovare le forme più curiose.
Noterete delle catene inchiodate ai boulder: servono per chi vuole cimentarsi nell’arrampicata. Se avete la preparazione adeguata, fatelo. Ma, mi raccomando, solo se siete già esperti, altrimenti rischiate di farvi veramente male.

Panorama su Omegna e il Lago d’Orta

Il sentiero, stando alla cartina, prosegue fino a congiungersi con il Grande Anello del Mottarone. Noi, però, non siamo riusciti a imboccare il percorso giusto. Ad un certo punto ci siamo trovati davanti alla formazione rocciosa detta “la cascata”, e non siamo più riusciti a continuare. Forse avremmo dovuto scalarla, non so, ma non ne avevamo le capacità.

Insomma, se trovate la strada, potete ricongiungervi con gli altri sentieri, ed arrivare al bar e al parcheggio. Altrimenti, come noi, tornate sui vostri passi.

Il Grande Anello del Mottarone

Il secondo sentiero che vi propongo tra le cose da fare al Mottarone è il Grande Anello. Parte sempre dal parcheggio, e lì torna, passando però dalla strada asfaltata.

il sentiero è stretto e fiancheggiato da erbe alte

Essendo un anello, lo potete percorrere in entrambi i sensi. Io credo che sia meglio percorrerlo in senso orario. Indipendentemente da ciò che vorrete fare, la prima parte è in discesa, la seconda in salita. Tuttavia, dal lato della strada, la salita è più ampia ed agevole, mentre dal lato della montagna il sentiero è stretto e a gradoni.

Il percorso è lungo circa 4.5 km, con un dislivello, diciamo, interessante, che si concentra tutto nella seconda parte. Può essere tagliato parzialmente, scegliendo l’Anello Baby o l’Anello della Vetta.
Tuttavia, in questo modo vi perdereste la parte più bella, che è quella in fono, quando si arriva ai piedi del Monte Zughero, e davanti a voi si apre il panorama sul Lago Maggiore. Vale davvero la pena di fare questo sforzo aggiuntivo, sarete ampiamente ripagati dalla vista.

All’andata, come dicevo, il sentiero è stretto e fiancheggiato da erbe alte. Meglio indossare pantaloni lunghi, non si sa mai quali insetti si nascondono nell’erba, e soprattutto potrebbero esserci ortiche.
Quando arrivate alla Baita CAI Caveno, approfittatene per riprendere fiato, il ritorno sarà tutto in salita!

Il paesaggio è incredibile, con il Monte Zughero e le sue formazioni granitiche, e il Lago Maggiore sotto i vostri piedi.

la vista dalla baita CAI Caveno

Una volta che vi sarete riposati e rifocillati a sufficienza, prendete il sentiero a destra della baita per tornare al parcheggio. La strada non è lunghissima, ma tutta in salita, e sotto il sole. Fate tutte le dovute pause
Arrivati finalmente in vista della strada asfaltata, avrete ancora una scelta: a destra vi incamminate di nuovo nel bosco, mentre a sinistra risalite sulla strada, e tornate da lì al parcheggio. Noi abbiamo preferito questa seconda opzione.


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