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Trekking a Tenerife: Barranco del Infierno

Abbiamo già discusso di quanto sia sbagliata l’idea che a Tenerife si faccia solo vita di mare. In effetti, l‘isola è talmente ricca di sentieri di trekking che ci si potrebbero passare due settimane, senza mai mettere piede in spiaggia!

Tra questi c’è il Barranco del Infierno, molto particolare in quanto si trova in un’area naturale protetta, ed è necessario un permesso per poterlo percorrere.

Ecco una breve guida su questo sentiero.

Barranco del Infierno

Come arrivare

Il sentiero Barranco del Infierno si trova ad Adeje, nella zona sud dell’isola, a pochissimi km dalla movida di Los Cristianos.

Indipendentemente da dove vi troviate sull’isola, dovrete prendere l’autostrada TF-1 ed uscire alla 79B (Los Nieves/Los Olivos).

Il centro visitatori e l’inizio del percorso si trovano in Calle de los Molinos 46. Si tratta però di una via stretta, ripida e chiusa, perciò sarebbe meglio utilizzare il parcheggio a pagamento in centro, a questo indirizzo: Calle Principe Pelinor, 10.

Dalla piazzetta svoltate a destra in Calle de Los Molinos, e camminate in salita fino alla fine della strada.


Prenotazione e info utili

Come già accennato, il Barranco del Infierno si trova in un’area naturale protetta, con una flora molto particolare di ginestre, dragon tree, alberi di mastice, palme, pini delle Canarie, e tante altre specie autoctone.

La flora tipica del Barranco del Infierno
La flora tipica del Barranco del Infierno

Per preservare la zona, solo 300 persone al giorno possono accedere al sentiero, ad orari prestabiliti. La visita è indipendente, non dovrete stare in gruppo, ma vi sarà richiesto di arrivare almeno 10-15 minuti prima del tour prenotato.

Prenotate il vostro ingresso con almeno un mese di anticipo sul sito ufficiale. Noi abbiamo pagato l’ingresso 8,50€, ma controllate sul sito in quanto il costo potrebbe variare.

C’è un tour ogni mezz’ora dalle 8 alle 14.30, l’ufficio chiude alle 16 in inverno e alle 17 in estate.


Il sentiero

Il Barranco del Infierno è un sentiero lineare di circa 6,5 km A/R, di difficoltà media. La parola “barranco” in spagnolo significa “gola, burrone”, ed infatti vi troverete a percorrere uno stretto canyon tra le rocce. Loro indicano un tempo di percorrenza di 3,5 ore, noi lo abbiamo fatto in meno.

La mattina il canyon è in controluce. Tuttavia, se viaggiate nei mesi estivi, è meglio evitare le ore più calde. Il primo tour della mattina vi consentirà di fare la camminata in quasi solitudine.

Appena arrivati, presentate la vostra prenotazione. Quando saranno arrivati tutti, ci sarà un breve briefing di circa 10 minuti in cui vi spiegheranno le tappe del percorso e cosa troverete.

Il caschetto è obbligatorio e sarà fornito gratuitamente. Potete anche noleggiare le bacchette da trekking per 5€ a paio. A mio avviso, non sono necessarie. Noi le abbiamo noleggiate perché ci aspettavamo un sentiero più difficile.

Cartello con indicazioni
Cartello con le indicazioni sulla strada ancora da percorrere

Il sentiero è ben delineato, e pavimentato all’inizio. Ad ogni punto di sosta ci sono dei cartelli che indicano la strada fatta, quella ancora da fare, e le cose principali di vedere.

E’ severamente vietato nutrire la fauna, e l’unico punto in cui è consentito mangiare è l’area di sosta n° 10. Come per tutti i sentieri di trekking, portate sufficiente cibo e acqua.


La nostra esperienza

Una volta indossati i berretti e impugnate le racchette, possiamo finalmente partire lungo il Barranco del Infierno.

Fortunatamente è fresco, e siamo riparati dal sole. L’unico problema è che i berretti cominciano subito a scaldarci la testa, e causano prurito, ma è una cosa sopportabile.

L’inizio del sentiero è un po’ anonimo, è il punto più largo del canyon, mentre alle nostre spalle abbiamo Adeje e Costa Adeje. C’è un po’ di saliscendi molto semplice, e man mano che avanziamo il nostro gruppo si dirada, ognuno continua alla propria velocità.

La parte iniziale del sentiero Barranco del Infierno
La parte iniziale del sentiero Barranco del Infierno

Dopo il punto numero 4, giustamente chiamato “la curva”, cominciamo finalmente a scendere nello stretto canyon.

Attraversiamo il torrente e camminiamo sul fondo del burrone, le alte rocce a strapiombo ci circondano, e sembrano quasi chiudersi su di noi.

Le rocce a strapiombo del Barranco del Infierno
Le rocce a strapiombo del Barranco del Infierno

Sentiamo sempre più forte il gracidio delle rane, anche se non riusciamo a vederle dal sentiero. In compenso, facciamo conoscenza con alcune simpatiche pernici, che non sembrano per nulla spaventate dalla nostra presenza. Ne deduciamo che il divieto di nutrire gli animali non sia sempre rispettato. E infatti, all’area di sosta le troviamo che gironzolano attorno ai turisti sperando di ricevere qualcosa.

Non fatevi intenerire, la fauna selvatica deve rimanere tale!

Pernice
Pernice

Il sentiero sale seguendo il corso del fiume. Passiamo accanto ad una quercia ormai secca, e proseguiamo nella stretta gola camminando un po’ sul sentiero e un po’ sulle rocce fino all’ultimo punto di sosta prima della cascata. Qui, finalmente riusciamo a vedere anche qualche rana nel piccolo stagno sulla sinistra.

Giungiamo alla cascata, il termine del sentiero Barranco del Infierno. Purtroppo, negli ultimi mesi ha piovuto troppo poco, e la cascata, ridotta a un rigagnolo, è una mezza delusione.

Cascata
La cascata, ridotta a un rigagnolo dalla siccità

Dopo le foto di rito, riprendiamo il sentiero per tornare all’ufficio. Il percorso, al ritorno, è per lo più in discesa, non faticoso. Fortunatamente abbiamo scelto il primo tour della giornata, adesso il sentiero è già più frequentato, noi siamo riusciti invece a percorrerlo in tranquillità.


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