Blonde Moments
Blonde moments

The night I saw Batman

Austin è la capitale del Texas, ed è famosa per essere una città alternativa, infatti il suo slogan è: “keep Austin weird”, manteniamo Austn strana. Ogni sera, i locali della 6th street e della South Congress si animano con locali di musica dal vivo, tra cui il celeberrimo Continental .

Oltre a questo, abbiamo il Campidoglio, splendido edificio in granito rosa; la University of Texas; la biblioteca presidenziale di Lyndon B. Johnson; e il Bullock Museum, sulla storia del Texas.

Ma c’è un’altra, fondamentale, attrazione: i pipistrelli.


I pipistrelli di Austin

La colonia di pipistrelli di Austin conta 1,5 milioni di esemplari, non so se è la più grande del mondo, ma sicuramente è una delle più grandi. I pipistrelli, durante il giorno, se ne stanno belli tranquilli a dormire sotto il Congress Bridge. Al tramonto, quando la fame si fa sentire, i nostri amici volanti si svegliano, ed escono  a caccia di cibo.

Ogni sera, una piccola folla si raduna nei pressi del Congress Bridge, nella speranza di riuscire a vedere lo stormo di questi piccoli roditori volanti che esce dalla tana e si libra in cielo.

Esiste anche un sito dedicato: https://www.austinbats.org/, il quale spiega dettagliatamente dove mettersi per vederli bene, e dove parcheggiare.

se cercate qualche immagine su Google, vedrete cose del genere:

credit: freefuninaustin.com
credit: freefuninaustin.com

La foto qui sopra è stata presa dal sito freefuninaustin.com, consultatelo per ulteriori informazioni pratiche per vedere i pipistrelli.

Ovviamente, le aspettative per quest’attrazione sono molto alte.

Arriviamo al Congress Bridge

Il giorno della nostra visita è domenica 18 Settembre 2016. Il tramonto sarà circa alle 19.15, quindi noi alle 18.45 siamo al parcheggio sotto Congress Bridge.

Ci avviciniamo alle macchinette per pagare, ma, ahimè, il parchimetro non accetta contanti, solo carta di credito, e sembra non esserci verso di fargli accettare le nostre carte.

Davide allora mi propone di rimanere qui mentre lui cerca un altro parcheggio

Solo che lui, povero, in inglese sa dire quattro parole in croce. Quindi, non sono molto tranquilla nel lasciarlo andare in giro per Austin da solo. Ma, dopotutto, deve sono cercare un parcheggio, cosa mai potrà succedere?

Mi vado ad accomodare sotto al ponte, insieme a mezza Austin, imposto la reflex, e aspetto, sia i pipistrelli sia mio marito

Austin, folla radunata sotto a Congress Bridge
La gente radunata sopra e sotto il Congress Bridge, in attesa dei pipistrelli

Scusi, lei dove pensa di andare?

I minuti passano e nessuno dei due si fa vedere… ormai Davide è andato via da 20 minuti, dove diavolo può essere andato a parcheggiare?

Dopo mezz’ora lo chiamo, farfuglia qualcosa sull’essere dall’altra parte del parco e non riuscire ad attraversare il ponte, ma dice che tra cinque minuti arriva.

Finalmente lo vedo spuntare: “ma dove sei andato a finire?”

E qui comincia il mitico racconto:

Lasciatami al parco, si è messo a  cercare un altro parcheggio, fino ad imbattersi in un “5 dollars all night”. Segue le indicazioni, fino a ritrovarsi all’ingresso di un silo. Entra e chiede info a tizio alla sbarra, e capisce, più o meno, che deve parcheggiare al terzo piano.

benissimo, parcheggia e cerca l’uscita pedonale. 

Apre la porta del parcheggio, e si rende conto di aver parcheggiato dentro allo Hyatt Regency, un elegante hotel a 4 stelle.

Lui è in braghe di tela, zainetto e occhiali da sole. Nell’hotel deve deve esserci una specie di convention, tutti i giacca e cravatta, donne in tailleur e tacchi, con i camerieri in livrea che servono spumante e canapè.

Davide cerca di passare inosservato e trovare il modo di uscire, ma, ovviamente, combinato com’è (soprattutto con lo zainetto), viene immediatamente avvistato da un buttafuori di 1 metro e 90 per 120 kg, con radiolina, occhiali da sole e pistola nella cintola

L’armadio a quattro ante gli chiede cosa stia facendo

ehm… I park in third floor, now I go out

Niente da fare, spiegazione non esaustiva, l’omone non è convinto e gli chiede ancora qualcosa

I go out, on the bridge

e poi l’idea geniale: i pipistrelli di Austin sono famosi, no? Se gli dice che deve vedere i pipistrelli capirà che è un turista e lo lascerà andare. Già, ma come si dirà mai pipistrello in inglese?

I want to see Batman!

A questo punto il bodyguard si insospettisce, abbassa gli occhiali da sole sul naso e accende la radiolina, guardandolo con fare alquanto minaccioso.

Davide capisce che ha circa tre secondi per rimediare, altrimenti rischia di finire con un’elegante tuta arancione

no no, out, on the bridge, to see “fschhh, fschh”

[sostituire con mimo del volo del pipistrello e relativa onomatopea]

a questo punto il bodyguard sembra intuire qualcosa: You mean bats?

yes, bat! bat!

Si rilassa, capisce di avere davanti un povero sventurato, chiama il primo cameriere con in mano il vassoio con lo spumante e gli dice di potarselo via.

 pericolo scampato!


E i pipistrelli?

In tutto questo, il povero Davide ha rischiato di essere arrestato o, peggio, impallinato, per… bè… un bel niente

I pipistrelli di Austin non escono dalla loro tanta fino a ben oltre le 20, quando il sole è ormai tramontato da un pezzo ed è buio pesto. Arriva un ragazzo che probabilmente lavora qui, è dotato di lampada ad infrarossi e cerca di farci intravedere qualche pipistrello sotto al buio del ponte.

L’avete vista la foto sopra? ecco, questa invece è la mia… i pipistrelli sono intorno alla luce a infrarossi… ci sono, fidatevi…

I pipistrelli di Austin che non si vedono
E i pipistrelli? Ci sono, ci sono…

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