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Viaggiare on the road: 5 consigli per creare un itinerario perfetto

Avete scelto la meta delle vostre vacanze. Avete letto le guide, visto le foto su internet e sentito i racconti di amici e parenti che sono già stati in quella destinazione.

Anche voi volete fare un viaggio così, e avete deciso di organizzarlo da soli. Fate benissimo!

Solo che adesso siete confusi, volete vedere tutto, anche perché potrebbe essere la vostra unica occasione di visitare quel posto. Non sapete bene come muovervi, la tentazione di rivolgervi ad un’agenzia è forte. Non cedete!

Vi do subito una brutta notizia: non riuscirete a creare un itinerario PERFETTO. Perché? perché l’itinerario perfetto non esiste, perché qualcosa può sempre andare storto.

Soprattutto perché, finché non siete là, non potete sapere se state programmando bene o male. Qualcosa sbaglierete. Io sbaglio sempre qualcosa. Ad ogni singolo viaggio c’è qualcosa che avrei dovuto o potuto fare diversamente.

Comunque, noi ci proviamo sempre. Seguite questi consigli e riuscirete a creare un itinerario, magari non perfetto, ma che si avvicini il più possibile a quello dei vostri sogni!

E’ ovvio che questi consigli si adattano di più ad un viaggio on the road, ma potete applicarli anche a un weekend in una capitale europea.


1 – Scegliete le mete imprescindibili

Ecco un’altra verità scomoda: non potete vedere tutto. A meno che non abbiate tempo illimitato. In questo caso, potete anche smettere di leggere, i miei consigli per creare un itinerario non vi servono!

Scherzo, vi servono lo stesso. Perché non importa quanto tempo abbiate, vorrete sempre vedere e fare più di quello che potete.

Dovete scegliere. Cos’è che proprio non volete perdere? Può essere qualsiasi cosa: un parco naturale, una museo, la casa di un vip, un concerto.

Su questo costruirete il vostro itinerario.

Per esempio: io voglio andare negli USA e vedere il parco di Yellowstone, e ho due settimane. Il mio itinerario deve ruotare attorno a quello, inutile metterci a forza san Diego, che sta a 2000 km.

Quello che invece devo fare è dedicare allo Yellowstone tutto il tempo che gli serve, per goderne appieno. Senza paura di sacrificare altro. E aggiungendo magari mete non previste, ma a portata di mano, che magari mi sorprenderanno.

Leggete, guardate le foto, prendete spunto da itinerari collaudati, e decidete cosa è più importante per voi.

Grand Prismatic Spring, Yellowstone National Park
Se volete visitare lo Yellowstone, tutto il viaggio deve ruotare attorno ad esso

2 – Create un calendario

Ora che sapete a cosa non potete rinunciare, buttate giù le tappe in forma di calendario. Segnate, per ogni giorno, il punto di partenza e quello di arrivo.

Sembra una banalità, ma io ne ho visti tantissimi fatti così:

giorno 1Roma
giorno 2Firenze
giorno 3Venezia

In questo modo, diventa più difficile capire dove si sta sbagliando. Sembra che il giorno 1 visitiamo Roma, il 2 Firenze, e il 3 Venezia. Ma basta rifare la stessa tabella, con il punto di partenza e quello di arrivo, per vedere che in realtà Firenze non la visitiamo per niente:

giorno 1Roma – Firenze
giorno 2Firenze – Venezia
giorno 3Venezia

In questo modo diventa evidente che Firenze la vedremmo dal finestrino della macchina, o del treno. Impossibile visitarla in mezza giornata.

Ovviamente questo era un esempio semplice, che tutti noi italiani capiamo subito. Diventa più difficile quando il posto non lo conosciamo.

E questo ci porta al punto 2


3 – Controllate le distanze (e arrotondate in eccesso)

Per fortuna, oggi possiamo facilmente verificare non solo quanti km separano due posti, ma anche quanto tempo ci vuole per percorrere quella strada.

Però, diciamocela tutta, quante volte siete arrivati a destinazione esattamente come da indicazioni di Google Maps? Probabilmente molto poche.

Google ci dice che in 40 minuti possiamo andare da Milano a Bergamo, ma sappiamo tutti che, tra traffico e semafori rossi, potrebbe volerci più di mezz’ora solo per uscire dal capoluogo lombardo.

Sulle lunghe distanze, magari non avremo il problema del traffico, ma ci fermeremo a mangiare qualcosa, andare in bagno, fare benzina. Magari sbagliamo strada o troviamo dei lavori.

Non fatevi ingannare dal fatto che io programmi il mio viaggio minuto per minuto, come vi ho raccontato. Tanti mi chiedono: ma cosa fai se trovi traffico? Ti spari?

In realtà, io metto in conto anche quello, e così, difficilmente sbaglio.

la regola d’oro per creare un itinerario è di aggiungere circa il 30% alle tempistiche di Google Maps. Indica 90 minuti? Calcolatene 120. Soprattutto quando siete in un paese sconosciuto. Soprattutto perché non potete sapere, con mesi di anticipo, se ci saranno dei lavori lungo la strada tra il Grand Canyon e la Monument Valley.

on the road
Non sottovalutate le distanze americane

4 – Stimate la durata delle visite (e arrotondate in eccesso)

Nel creare un itinerario, dovete avere ben in mente quali sono i vostri interessi principali.

Quanto tempo dedicare al Grand Canyon? Me lo chiedono spesso. Io posso dire che, più o meno, bastano due mezze giornate. Il pomeriggio del giorno di arrivo, e la mattina del giorno seguente, prima di ripartire. Se però volete fare il trail che scende fino al Colorado, dovete stare un giorno in più.

Se a New York volete vedere una partita di baseball, dovete mettere in conto mezza giornata solo per quella.

Per creare un itinerario a piedi in città, per i trail e i musei, io estendo la regola del 30% di cui vi ho parlato prima anche al 50%, o oltre. Se, durante la guida, al massimo vi fermate a fare benzina e mangiare qualcosa, in città vi fermerete anche per fare foto, guardare una vetrina, parlare con qualcuno, prendere un caffè… insomma avete capito.

Un trail in un parco naturale è di 1 km? io stimo anche 45 minuti, perché so che mi fermerò spesso a fare foto.


5 – Tagliate, tagliate, tagliate!

Non so dove volete andare, non so quanti giorni avete a disposizione, ma già vi posso dire che avete inserito troppe cose.

Come lo so? Facile, io lo faccio sempre!

Dalla prima stesura, alla fine arrivo a creare un itinerario decisamente ridotto, man mano che studio e mi rendo conto che ho esagerato.

Non potete sapere subito tutto quello che c’è da vedere e fare in un posto, è normale quindi che la prima bozza sia un itinerario, diciamo, ottimista. Ma non fossilizzatevi su quello, non forzateci dentro ogni cosa che vi sembra interessante. Non abbiate paura di togliere qualcosa.

Una mia altra regola d’oro è che è preferibile vedere una cosa in meno, ma godersi di più quello che si vede.

Capisco il dispiacere di rinunciare a qualcosa, a maggior ragione in un posto dove non prevediamo di tornare a breve. MA. Ma non vale la pena di vedere questa cosa di sfuggita, e di conseguenza sacrificare anche altro. Tenete sempre a mente le distanze e non fatevi prendere dal “già che sono lì”.

Anche perché “lì”, in certi parti del mondo tipo l’Ovest americano, può voler dire 100-200 km come minimo.


Ultimo consiglio

Guardate pure gli itinerari dei tour operator, ma non fateci troppo affidamento. Quei tour sono fatti per essere scarrozzati da un autista, mentre voi durante il viaggio vi riposate.

Anche i famosi “fly and drive” sono fatti per il turista che vuole vedere tutto in poco tempo, e lasciano poco spazio per delle visite approfondite.


Riassumendo

Scegliete, tagliate, e stimate sempre in eccesso!

E non dimenticate di andare nella sezione “my trips” per prendere spunto dai miei itinerari!

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