Visitare l’Oasi Zegna in autunno, tra foliage e castagne

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  • Categoria dell'articolo:Piemonte e Valle d'Aosta
  • Ultima modifica dell'articolo:14 Aprile 2021
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L’Oasi Zegna è un parco montano con un’estensione di circa 100 km quadrati, si trova in Piemonte, poco a nord di Biella, e comprende diversi borghi e aree naturali.

Il nome viene proprio da Ermenegildo Zegna, magnate della moda e innamorato del territorio, al punto da voler creare un’oasi, un’area protetta per mantenerlo intatto.

Si possono fare tantissime attività, durante tutto l’anno: passeggiate, ciaspolate, percorsi benessere ed enogastronimici, attività guidate con esperte guide locali.

Controllate sul sito ufficiale per scoprire gli eventi stagionali, e scaricare la mappa in PDF dei sentieri di trekking.

A noi piace andare in estate proprio per fare trekking. Per esempio, abbiamo percorso il sentiero di Fra Dolcino e visitato la Conca dei Rododendri.

Ma è bello godersi anche l’Oasi Zegna in autunno. Noi abbiamo trascorso una piacevole giornata tra i borghi di Castagnea e Trivero, alla ricerca dei caldi colori di Ottobre e dei suoi frutti, funghi e castagne.


Come arrivare

Il modo più comodo per raggiungere l’Oasi Zegna è l’automobile. Da Milano e Torino, prendete la A4 fino a Carisio. Una volta usciti, seguite la strada provinciale 232 fino a quello che è considerato l’ingresso dell’Oasi, ovvero l’ufficio del turismo, a Trivero.

Per percorrere il Sentiero di Fra Dolcino all’Oasi Zegna, dovrete arrivare all’ampio parcheggio di Bocchetta di Stavello. Si trova a circa 5,5 km dall’ufficio del tursimo, sempre lungo la SP-232, che da qui in poi prende il nome di “Panoramica Zegna”.

Vedrete subito un cambio di paesaggio, vi ritroverete immersi in una splendida strada panoramica in mezzo alla foresta.


I boschi intorno a Castagnea

La nostra giornata inzia a Castagnea, frazione del comune di Portula, presso la Chiesa di Santa Maria della neve. Qui, alle 11, inizierà la visita guidata dei boschi. La visita è gratuita, ma ovviamente è opportuno quanto meno riconoscere l’impegno di queste persone, esperti e amanti del loro territorio.

Ci raccontano la storia del borgo, e soprattutto di come ancora oggi si cerchi di tenere vive le tradizioni locali, soprattutto l’economia basata sulle castagne. Negli ultimi anni, è stata fatta una notevole opera di risanamento dei castagni della zona, attaccati da un parassita non endemico.

La passeggiata dura circa un’ora e mezza, immersi nella natura. Stiamo camminando sopra un letto di ricci e di castagne, ogni tanto spunta qualche fungo colorato. Il terreno e le piante presentano tutte le calde sfumature dei rossi e dei marroni, una meraviglia.

La nostra guida ci spiega le varie piante, i funghi, e ci parla della raccolta della castagna, un vero e proprio rito. La raccolta non è vietata, possiamo prendere tutte le castagne che vogliamo, e portarle a casa.

Oasi Zegna in autunno

Foliage e castagne

L’Oasi Zegna in autunno è famosa per il foliage. Per ammirare i colori cangianti delle foglie, il tempismo è essenziale, perché il foliage dipende da svariati fattori, tra cui l’escursione termica. Autunni particolarmente caldi, o piovosi, possono anticipare o ritardare il foliage, e noi purtroppo arriviamo un po’ troppo presto.

Qualcosa però si vede, qualche macchia di colore qua e là, un assaggio dello spettacolo che la natura regala nel periodo giusto.

Foliage all'Oasi ZEgna

Percorriamo il sentiero asfaltato intorno a Trivero, il percorso ad anello che parte dal Santuario S. Madonna della Brughiera.

Da questo si diramano numerosi altri sentieri, tra cui quello che porta alla Conca dei Rododendri, che però è da visitare in estate. Noi restiamo su quello principale, incontrando mucche e fattorie e costruzioni diroccate.

Si torna poi nel bosco. Il sentiero ora è un tappeto di foglie di faggi e castagni, i ricci di schiudono rivelando il loro prezioso contenuto, mentre i funghi si nascondono sotto i sassi, nutrendosi dell’umidità dell’ambiente.

oasi zegna in autunno

Il sentiero dentro al Parco dell’Oasi Zegna termina dove è iniziato, dietro al santuario. Vale la pena fermarsi a visitare anche il santuario, che è in una splendida posizione panoramica.

In zona ci sono tanti ristoranti e agriturismi per una pausa ristoratrice.


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