5 chiese di Milano insolite e interessanti

5 chiese di Milano insolite e interessanti

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Se pensiamo al binomio Milano-chiese, ovviamente la prima che ci viene in mente è il Duomo. La seconda è Santa Maria delle Grazie, dove è custodito il meraviglioso Cenacolo di Leonardo.

La maggior parte dei turisti visita solo queste due, trascurando tutte le altre chiese di Milano, a favore di altre attrazioni come musei e quartieri caratteristici.

Eppure, se ne avete il tempo, vale la pena di soffermarsi anche sulle altre chiese, meno blasonate, per scoprirne le particolarità ed i piccoli tesori che contengono.

Oggi vi parlo di cinque chiese semi-sconosciute, le cui storie sono uniche e singolari. Ecco le mie cinque chiese di Milano insolite ed interessanti!


San Maurizio al Monastero Maggiore

M1 (rossa) fermata Cairoli, oppure M2 (Verde) fermata Cadorna.

La prima chiesa che visitiamo è nel centro storico di Milano, a due passi da Santa Maria delle Grazie. Si tratta di San Maurizio al Monastero Maggiore, monastero benedettino femminile adiacente al Museo archeologico.

E’ nata nel 1503 principalmente per le monache di clausura. Per questo motivo, l’interno è divisio in due parti dal cosiddetto “Coro delle Monache”, in modo che i fedeli non entrassero in contatto con le suore.

Perché vale la pena visitare questa chiesa? La sua particolarità è l’interno completamente affrescato, con storie di santi, parabole, episodi della bibbia. I due dipinti più famosi sono San Sigismondo che offre a San Maurizio il modello della chiesa, e l’affresco dell’arca di Noè.

Le decorazioni sono state eseguite nel ‘500 da diversi artisti della scuola lombarda, tra cui Bernardino Luini, e sono valse alla chiesa l’attributo di “Cappella Sistina di Milano”

Coro delle Monache
Coro delle Monache
L’aula accessibile ai fedeli

Vi consiglio di visitare anche il Museo Archeologico, che custodisce importanti reperti della Milano paleocristiano e romana.


Basilica di Santa Maria presso San Satiro

M1 (rossa) e M3 (gialla) fermata Duomo

In via Torino, una delle tante vie dello shopping milanese, dovrete concentrarvi per trovare il sagrato della Basilica di Santa Maria presso San Satiro, schiacciato com’è dai negozi delle grandi marche.

Arrivando dal Duomo, dovrete girare a sinistra in un cortiletto subito dopo Via Speronari.

La chiesa è stata edificata nella seconda metà del ‘400, ed è dedicata a Maria perché custodisce un dipinto della Madonna che è stato protagonista di un miracolo. Pare infatti che questo dipinto, colpito da una coltellata, abbia sgorgato sangue.

Il famoso artista marchigiano Donato Bramante, che lavorò molto a Milano, si occupò della decorazione dell’interno. Lo spazio dietro l’altare non era sufficiente per la costruzione di un abside, ma il Bramante non si lasciò certo scoraggiare da questo.

San Satiro, una delle chiese di Milano
Il finto abside di Santa Maria presso San Satiro

Con una notevole tecnica pittorica, dipinse un finto abside con un trompe-l’oeil. Stando di fronte all’altare, si ha davvero l’impressione di trovarsi davanti a un abside in muratura, le tutta la navatasembra molto più grande e ariosa di quanto non sia in realtà.

Per vedere l’inganno prospettico, spostatevi di lato.


Basilica di Sant’Eustorgio

M2 Sant’Agostino o Porta Geniova, Tral linea 3 fermata Piazza Sant’Eustorgio.

La prossima chiesa si trova sui Navigli, vicino a Porta Ticinese, ed è conosciuta come la Chiesa dei Re Magi.

Sorge sui resti di una necropoli romana, fondata additittira nel IV secolo dall’allora Vescovo di Milano, Eustorgio. L’aspetto attuale, in realtà, è frutto del restuaro avvenuto nella metà dell’800. Fu anche sede del tribunale della Santa Inquisizione.

Secondo la tradizione, Eustorgio si fermò alle porte della città durante il suo tragitto da Costantinopoli, mentre trasportava le reliquie dei Re Magi ricevute in dono dall’Impertaore Costante I. Nel punto corrispondente alla necropoli paleocristiana, i buoi che trainavano il carro crollarono a terra sfiniti. Eustorgio interpretò questo incidente come un segno che le relique dovessero essere inumate qui.

Purtroppo, durante il saccheggio del Barbarossa, i corpi furono trafugati, e trasportati al Duomo di Colonia, dove si trovano tuttora. Oggi, parte delle reliquie sono state restituite, e sono riposte in una teca nell’omonima cappella, la Cappella dei Magi.


Santuario di San Bernardino alle Ossa

M1 (Rossa) fermata San Babila, oppure tram linea 12/19 fermata Via Larga

Continuiamo con una chiesa un po’ macabra, ma indubbiamente affascinante: San Bernardino alle Ossa, il cui nome già ci dice cosa troveremo all’interno.

Arrivando, resterete un po’ spaesati, perché in realtà qui ci sono due chiese. Quella più grande, con tanto di campanile, è la Basilica di Santo Stefano Maggiore. A noi interessa invece l’ossario della chiesa sulla sinistra, che è appunto quella di San Bernardino.

La storia del complesso è molto lunga, risale infatti al 1127, quando fu fondato un rifugio per trovatelli, ampliato successivamente con l’Ospedale di Santo Stefano alla ruota. Inoltre, essendo il terreno fuori dalle mura cittadine, qui fu posto anche il lebbrosario.

L’ossario in questione è un’annessione al complesso, necessario perhé il cimitero non aveva capienza sufficiente.

L’affresco che ricopre la volta è di Sebastiano Ricci, dal titolo Trionfo di anime in un volo di angeli, e rappresenta le anime che raggiungono il Paradiso dal Purgatorio.

Ma quasi non lo noterete, tanto sono inquietanti le migliaia di ossa, teschi e tibie, utilizzate come decorazione della cappella. Un macabro monito della nostra transitorietà.

La leggenda vuole che si tratti di ossa dei martiri cristiani, massacrati dagli ariani. In realtà, sono semplicemente le ossa recuperate dal cimitero.

Le macabre decorazioni umane dell’ossario.

Per quanto efficace nel veicolare il messaggio, questa scelta può sembrare di cattivo gusto. Il tutto deve però essere visto in riferimento all’epoca, il 1600 barocco in cui Milano era occupata dagli spagnoli. Le caratteristiche peculiari del barocco spagnolo sono infatti la volontà di stupire, scioccare, il pessimismo e il contrasto.

Chiaramente, un posto del genere non poteva che ispirare leggende e storie di fantasmi. Pare infatti che dietro l’altare si celi lo scheletro intatto di una ragazzina, che prende vita ogni 1 Novembre per cimentarsi in una danza macabra insieme a tutti gli altri resti.


Santa Maria Incoronata

Metro M2 Moscova

L’ultima delle chiese insolite e curiose di Milano è Stana Maria Incoronata, vicino a Piazza XXV aprile.

Si trova al civico 116 di Corso Garibaldi, e la noterete subito perché ha due facciate identiche. Il motivo è che una volta non c’era una chiesa sola, ma due.

Dobbiamo cominciare dal medioevo, quando esisteva solamente la chiesa di sinistra. La costruzione originaria fu ampliata dai padri agostiniani nel 1450, in occasione dell’incoronazione del Duca, da cui il nome della chiesa.

Pochi anni dopo, nel ducato cominciarono a diffondersi voci circa l’infedeltà dello Sforza. Per mettere a tacere queste voci, e come simbolo di fedeltà di coppia, Bianca Maria Visconti fece erigere la seconda chiesa, fondendola con la prima.

La storia delle due chiese adiacenti può sembrare molto romantica, ma rivela in realtà il sottile acume politico di Bianca Maria Visconti. Poiché lei si trovava spesso a reggere da sola il ducato, mentre il marito era in guerra, confermare la propria posizione e fedeltà era anche un modo per mantenere il potere.

Negli anni, la chiesa fu utilizzata come magazzino, lazzaretto, e persino caserma, mentre oggi è tornata ad essere un luogo di culto cattolico.


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