Central

Dallas in un giorno

22 Novembre 1963

Normalmente, ad una città sono associati monumenti, musei, quartieri particolari. Dallas, invece, è associata al tragico evento avvenuto proprio il 22 Novembre del 1963. Parliamo dell’assassinio del presidente americano John F. Kennedy, per mano di Harvey Lee Oswald. Da quel giorno, questa città del Texas è rimasta indissolubilmente legata alla morte di uno dei presidenti più amati delle storia degli USA.

Molti ricorderanno anche la celeberrima soap opera ambientata proprio qui, con JR e Sue Ellen.


Un po’ di storia

Con i suoi 1.300.000 abitanti, Dallas è la nona città degli States, pur non essendo la capitale dello Stato del Texas, ruolo che spetta invece ad Austin. Si trova nel nord-est dello stato, circa 300 km a nord di Austin, e altrettanti a sud di Oklahoma City. Come per la maggior parte delle città americane, la sua fondazione è recente: l’insediamento, già esistente e abitato da secoli, fu chiamato ufficialmente Dallas solamente nel 1841. La città si trovò dapprima in territorio spagnolo, poi messicano, poi, nel 1836, i colono anglo-americani dichiararono l’indipendenza dal Messico fondando la Repubblica del Texas. Nove anni dopo avvenne l’annessione ufficiale agli Stati Uniti.

Dallas fece fortuna nel 19mo secolo con il transito delle carovane di bestiame, i cosiddetti Catlle Trail, poi con lo sviluppo delle ferrovie, grazie al quale divenne un importante nodo di scambio per merci e bestiame; infine, fu la scoperta dei pozzi di petrolio a portarla al centro della scena economica.

La città è raggiungibile, dall’Italia, all’aeroporto di Dallas-Fort Worth. Consiglio vivamente di noleggiare un’auto al vostro arrivo, rimane questo il mezzo più comodo per girare la città.


Tour del centro

Ma cosa c’è da fare, a Dallas? Molti diranno che non c’è nulla. In realtà, di cose da fare e da vedere ce ne sono diverse, abbastanza da riempire facilmente una giornata e fare divertire grandi e piccini.

Dal sito ufficiale del turismo è possibile avere info su hotel, ristoranti, eventi, e naturalmente scaricare l’ultima versione della guida in pdf. Con il Dallas CityPass è possibile acquistare la card per accedere a quattro attrazioni a una tariffa scontata.

Dallas si compone di diversi quartieri, ma le attrazioni principali si trovano a Downtown. Se avete fortuna, potete trovare parcheggio in strada, ma la maggior parte dei garage sono a pagamento. Arrivando presto, in alcuni è possibile usufruire della tariffa scontata detta “early bird”

Cominciamo il giro, partendo dalla Pioneer Plaza, un parco cittadino, inaugurato nel 1995, a memoria dei tempi in cui la città era al centro del commercio di bestiame. Qui è possibile ammirare e camminare in mezzo alle 49 statue in bronzo raffiguranti i bovini longhorn (corna lunghe) tipici del Texas, e alle tre statue dei cowboy che li guidano. La mandria è raffigurata in movimento, nell’atto di attraversare un fiume.

Pioneer Plaza
Pioneer Plaza

Il tour di downtown prosegue lungo le due trade principali della città, Commerce e Main, dove si trovano uffici, ristoranti e negozi. Arrivati all’altezza del Joule Hotel, non potrete non notare una scultura alquanto bizzarra: si tratta del The Eye, un occhio in fibra di vetro, di circa 10 metri di diametro, opera dell’artista Tony Tasset. L’hotel Joule è famoso per la sua collezione di opere d’arte (hanno anche pezzi di Andy Wharol) e nel 2013 acquistò quest’opera, troppo grande per essere esposta all’interno.

Downtown Dallas
The Eye

Psssando sulla Pacific Avenue, si incontra Thanksgiving Square. Progettata nel 1976 dall’architetto Philip Johnson, è un agnolo di quiete nel centro città, con un giardino, delle cascate, e una cappella multireligiosa. L’ufficio del turismo si trova dall’altra parte della strada.

Thanksgiving Square

A questo punto, proseguiamo lungo la Pacific Avenue, in mezzo ai grattacieli e seguendo il tracciato del tram, per arrivare ad una zona carina, dove gli edifici sono bassi e di mattoni rossi, spesso coperti da scritte e pubblicità. All’incrocio con Market Street troviamo diversi bar e ristoranti. Noi abbiamo mangiato al Corner Bakery, ideale per una pausa pranzo leggera. Qui è anche possibile fare un po’ di shopping western al Wild Bill’s Western Store, un caposaldo della città in quanto ad abbigliamento country/western. C’è da lucidarsi gli occhi, anche se la merce non è proprio a buon mercato.

Downtown Dallas

Riprendiamo Market Street fino a trovare un altro parco, Founder’s Plaza. Come si evince dal nome, il parco è dedicato al fondatore della città, tale John Neely Bryan, contadino, avvocato e commerciante, e soprattutto uomo di fede presbiteriana. Impossibile da non vedere, l’imponente struttura che è il Kennedy Memorial, un cubo senza soffitto alto 9 metri e composto da 72 lastre di cemento, con delle sottili aperture sui lati. Al centro, una lastra di granito porta inciso il nome del presidente assassinato. Ma questo è un cenotafio, un memoriale senza tomba. Il presidente, infatti, riposa presso il cimitero di Arlignton, fuori Washington. Essendo leggermente sollevate da terra, di notte le lastre danno l’impressione di fluttuare nell’aria. Il monumento è impressionante nella sua spoglia semplicità.

Kennedy Memorial

Da qui, si arriva infine a Dealey Plaza, luogo infausto dove il giovane presidente trovò la morte. La piazza, in realtà un incrocio automobilistico, è sempre affollata di appassionati di storia e curiosi, che amano farsi fotografare nel punto in cui la pallottola colpì JFK, indicato con una X sul terreno. A parte questo, non vi sono particolari riferimenti a ciò che accadde. Quello che conta, però, è che sulla via si affaccia l’attuale Sixth Floor Museum, un tempo sede della biblioteca dalla quale Harvey Lee Oswald sparò, proprio dalla finestra del sesto piano che dà il nome al museo.

Dealey Plaza e il Sixth Floor Museum

proprio da qui partiamo per raccontare alcuni musei e attrazioni a pagamento di Dallas.


Musei e attrazioni

Il museo più visitato è ovviamente il già citato Sixth Floor Museum, dedicato all’assassinio di Kennedy.

Si parte da un excursus sulla vita del presidente, ma è soprattutto sull’assassinio che si concentra la mostra. Si parte dalla dalla pianificazione del viaggio a Dallas, a fini elettorali (l’anno successivo si sarebbero svolte le elezioni). Viene spiegato nel dettaglio il tragitto scelto per il corteo presidenziale, le motivazioni di tale scelta e la sicurezza messa a punto per l’occasione. I momenti dell’assassinio e i frenetici giorni che lo seguirono, fino alla cattura e uccisione del colpevole, sono analizzati nel dettaglio, si potrebbe dire minuto per minuto. Viene anche trasmesso un filmato dei funerali di JFK e non manca la parte dedicata alle investigazioni e alle teorie complottiste.

La visita prosegue al famoso sesto piano, è possibile vedere la finestra dalla quale furono sparati i colpi fatali, ma qui non si possono fare foto, cosa invece possibile al settimo piano.

Infine, un video di circa 10 minuti analizza i principali traguardi raggiunti da JFK, e la sua influenza sui futuri presidenti, sugli Stati Uniti, e sul mondo in generale.

La visuale dal settimo piano dell’edificio

L’edificio rosso dall’aria antica accanto al Sixth Floor Museum è l’Old Red Museum, già tribunale, e sede del museo di storia locale. Nonostante l’aspetto, la sua costruzione risale solamente al 1892. La sua collezione racconta, attraverso reperti, dipinti, stampe, ricostruzioni ed aree interattive, la storia della città e della contea. Si va dal primo insediamento alle manette indossate da Harvey Lee Oswald, passando attraverso il periodo del commercio di bestiame, la guerra civile, lo sviluppo della città grazie alla ferrovia e al petrolio.

Gli amanti dell’arte possono fare un giro al Dallas Museum of Art, con una collezione che spazia da reperti egizi, greci e romani, all’arte asiatica, ai reperti precolombiani, fino ad approdare in Europa. Per fare alcuni nomi, sono presenti Canaletto, Monet, Gauguin e Mondrian. Non mancano gli artisti moderni italiani, come De Chirico e Fontana, e artisti contemporanei come Pollock.

Vi è poi la collezione privata di Wendy and Emery Reves, donata nel 1985 dalla signora, in seguito alla morte del marito. La collezione è ricca di opere impressioniste.

Grandi e piccini si divertiranno sicuramente al Perot Museum of Nature and Science, il museo di scienze naturali. L’attuale sede è recentissima, del 2012. Il museo è vasto, comprende sei piani, cinque dei quali adibiti a mostre, coprendo tutto lo scibile in materie scientifiche, dai dinosauri, ai fenomeni naturali, all’astronomia.

Il museo ha molte stazioni interattive, e comprende anche un’area dedicata ai più piccoli. Per esempio, si possono fare piccoli esperimenti scientifici nel laboratorio chimico, osservare il proprio corpo attraverso le telecamere a sensore termico, simulare un viaggio al centro della terra, un tornado o un terremoto. Sono anche trasmessi dei cortometraggi in 3D, noi abbiamo visto quello sui dinosauri. Ce n’è davvero per tutti i gusti, e per far divertire tutta la famiglia.

Perot Museum of Nature and Science, esterno
Dinosaur Hall

Sempre pensando ai più piccoli, ma uscendo dal centro, troviamo il Dallas Zoo, che prevede programmi speciali per i bambini, come il programma per i Junior Ranger, dove imparare a fare i cowboy. Gli animali ospitati spaziano dalla savana africana (scimmie, elefanti, giraffe), ai volatili, ai rettili tipici degli Stati Uniti, come alligatori e serpenti.

Altra attrazione presente nel City Pass è il Dallas Arboretum and Botanical Garden, fuori città. Si tratta di un giardino botanico immenso e fiorito tutto l’anno, grazie alla grande varietà di piante e fiori coltivati. Vi si svolgono numerosi eventi, tra cui anche concerti all’aperto.

Dallas ospita anche una Biblioteca Presidenziale. Per chi non lo sapesse, è tradizione che un ex presidente istituisca (spesso nella propria città, o quantomeno stato, natale) una biblioteca, più che altro una raccolta di archivi e documenti relativi alla propria presidenza. Qui troviamo quella dedicata a George W. Bush, gestita dalla National archives and Records Administration (NARA), che si trova a nord del centro.

Il focus della biblioteca verte, per ovvie ragioni storiche, sull’11 Settembre, avvenuto sotto la sua presidenza, e nella Decision Room i visitatori possono provare a ricoprire il ruolo del Presidente, nel momento in cui è necessario prendere decisioni critiche. Altre mostre interessanti riguardano la riproduzione scala 1:1 dello studio ovale, e il giardino botanico in cui si trovano piante tipiche del Texas.


Divertimento

Impossibile da non notare, la Reunion Tower fa parte del complesso dell’hotel Hyatt-Regency, e fu completata nel 1978, nell’ambito di un intervento di riqualificazione urbanistica della Union Station e della zona circostante. E’ la torre di osservazione di Dallas, sormontata da una sfera dotata di 259 luci a led, che si illuminano di vari colori a seconda degli eventi del giorno, dando anche vita a giochi di luce. Per esempio, si illumina di bianco e azzurro in occasione delle vittorie dei Dallas Cowboys, l’amata squadra di football della città.

Già dall’ascensore in vetro, che sale dal centro della torre, è possibile vedere il panorama sulla città. Ma, ovviamente, per avere la vista migliore bisogna salire all’Observation Deck, dove si può ammirare il panorama a 360 gradi. Il momento migliore per salire in cima alla torre è il tramonto, quando il sole colora i grattacieli, che cominciano piano piano ad illuminarsi. Nella torre sono presenti un bar/caffè, un ristorante e un gift shop.

Reunion Tower
Dealey Plaza dall’alto
Skyline di Dallas

Vi interessa il football americano? Sul sito ufficiale dei Dallas Cowboys potrete trovare informazioni relative alle partite. Per visitare lo stadio, o vedere una partita, tuttavia, dovrete fare una breve gita fuori città, circa 30 km ad ovest fino ad Arlington, dove ha sede la squadra.

Dopo una giornata così intensa, perché non terminare con un po’ di relax?

I texani amano divertirsi la sera ascoltando musica dal vivo, e Dallas ha il proprio quartiere dedito al divertimento e alla vita notturna: è Deep Ellum, ad est della US 75. Qui sono raccolti la maggior parte dei ristoranti e dei pub della città. Diversi locali offrono musica dal vivo tutte le sere, alcuni solo nel weekend.

Non dimenticate il passaporto, in molti locali è necessario avere 21 anni per poter entrare, ed in ogni caso è necessario per poter bere alcolici. Ricordate che la carta d’identità italiana non è sempre sufficiente!



Questo post è stato utile? Vota!

Average rating / 5. Vote count:

Vota per primo!

Siamo contenti che il post sia stato utile!

seguici sulla pagina Facebook!

Seguici su:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *