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Prima volta negli Stati Uniti: consigli pre-partenza

La prima volta che si parte per gli States, si è sempre un po’ spaesati.

Gli Stati Uniti hanno la fama di essere un paese molto severo, con ufficiali ligi alle regole, che non tollerano eccezioni. O forse abbiamo guardato qualche puntata di troppo di Airport Security, e siamo terrorizzati all’idea di tutte le domande che ci faranno alla dogana e di non avere tutti i documenti di viaggio necessari.

Ecco qualche consiglio per avere tutti i documenti di viaggio necessari per gli USA, così da partire con più serenità.


Passaporto

Per poter entrare negli Stati Uniti, è necessario avere un passaporto elettronico in corso di validità.

Non preoccupatevi dei famosi seu mesi residui di validità, che normalmente sarebbero necessario. L”Italia rientra infatti nel “six-month club”. In poche parole, significa che noi italiani siamoesentati da questo obbligo, pertanto è sufficiente che la data di scadenza del documento sia successiva alla data del volo di rientro.

Se volete avere informazioni specifiche riguardo il vostro passaporto, vi consiglio di visitare il sito web della Polizia di Stato.


Modulo Esta

Questo è il primo dei documenti di viaggio a spaventare chi non ha mai viaggiato negli USA.

L’Italia partecipa al “Visa Waiver Program“. Significa che i cittadini italiani possono recarsi negli USA, per piacere o per lavoro senza visto, per un periodo massimo di 90 giorni. Invece che chiedere un visto, è sufficiente compilare questo modulo.

Non sembra più così spaventoso, no?

Il modulo deve essere compilato sul sito ufficiale del governo americano, ed ha un costo di 14$ a pratica (alla data della creazione di questo articolo), e l’autorizzazione ha una durata di due anni.

Diffidate dei siti che vi promettono di compilare l’ESTA per voi a pagamento, chiedendo, a volte, anche 50€. Il sito ufficiale è disponibile anche in lingua italiana.

Compilate attentamente tutti i campi e controllate bene che non vi siano errori di battitura. Una volta che il modulo è stato inviato per approvazione, gli unici campi modificabili sono quelli relativi all’hotel in cui soggiornerete, e la mail di riferimento.

L’autorizzazione, nella maggior parte dei casi, è immediata, o impiega pochi minuti. se ricevete un messaggio di del tipo “Pending approval”, ovvero approvazione in corso, attendete qualche minuto e poi ricaricate la pagina.

Segnatevi il codice dell’autorizzazione, poiché non riceverete nessuna mail di conferma. L’autorizzazione approvata può essere recuperata in due modi: con il relativo codice, o con i dati del passaporto.

Teoricamente, non è necessario stampare l’autorizzazione. Purtroppo, questo aspetto dipende dalla puntigliosità dell’addetto che vi troverete di fronte, pertanto io preferisco avere sempre una copia cartacea e una in PDF.


La patente internazionale

Nella maggior parte dei casi, chi fa un viaggio negli Stati Uniti noleggerà anche un’auto.

E qui si pone il problema: patente internazionale sì / patente internazionale no.

Cominciamo sfatando un mito: la “patente internazionale” NON è un documento e NON sostituisce la vostra patente di giuda in corso di validità.

Si tratta, molto semplicemente, di una traduzione ufficiale e certificata del vostro documento di guida. In effetti, il nome corretto non sarebbe “patente” bensì “permesso internazionale di guida”, da richiedere presso la Motorizzazione Civile sul modello Ginevra 1949 (a pagamento).

L’assenza del suddetto permesso non pregiudica la possibilità di noleggiare un’auto, per quello è sufficiente una patente di guida in corso di validità.

Tuttavia, in caso di controlli stradali, potrebbero esserci fraintendimenti in quanto il poliziotto potrebbe non essere in grado di leggere quanto scritto sul vostro documento.

Gli Stati Uniti sono un paese federale, e la legislazione in merito varia da Stato a Stato, e anche nel tempo: laddove era necessaria ora non lo è più, e viceversa. 

Il nostro ministero dei trasporti è intervenuto in merito, con la circolare Prot. 10815 del 06/05/2015, elencando i requisiti dei singoli Stati. La cosa migliore sarebbe verificare sui siti dei dipartimenti dei trasporti dei singoli stati, anche se spesso la ricerca risulta troppo macchinosa.

Nel corso di 10 viaggi, ho fatto più di 50.000 km e attraversato 27 dei 50 Stati, la patente internazionale non l’ho mai fatta e non mi è mai stata richiesta.

Ciononostante, a causa di quanto scritto sopra, mi vedo costretta ad attenermi alla circolare del nostro ministero che “ritiene comunque consigliabile che la patente italiana sia accompagnata dalla patente internazionale di guida”.


Assicurazione sanitaria

L’ultimo dei documenti di viaggio di cui vi parlo non è un vero e proprio documento, ma è una delle maggiori preoccupazioni quando si viaggia negli Stati Uniti.

E’ risaputo che negli Stati Uniti la copertura sanitaria è quanto meno lacunosa, ed è pertanto caldamente consigliabile avere una buona copertura assicurativa privata in caso di necessità sanitarie. In caso doveste avere bisogno di una visita medica, o addirittura di un ricovero, senza assicurazione le tariffe potrebbero essere MOLTO salate.

Vediamo le caratteristiche più importanti che dovete cercare per la vostra assicurazione sanitaria:

Pagamento diretto delle spese mediche: dovete poter uscire dalla struttura medica senza sborsare un centesimo (o pagando solamente quella che chiamano professional fee, una specie di tariffa forfait), senza ritrovarvi sul groppone fatture da 3000-4000$, che sì poi l’assicurazione vi rimborserà, ma intanto dovete pagare di tasca vostra

Assistenza in lingua italiana 24h: assicuratevi di poter chiamare la vostra assicurazione in qualsiasi momento, e di poter parlare nella vostra lingua

Massimale: più è alto, e meglio è, questo è ovvio. In genere, cercate di stare sopra 1.000.000€. Sembra tanto, ma nel caso di un ricovero ospedaliero, la tariffa potrebbe lievitare molto velocemente.

Patologie pregresse: La malattia pregressa è una situazione patologica medica di cui si è a conoscenza nel momento in cui si stipula la polizza. Per la stra-grande maggioranza delle compagnia, le patologie pregresse NON sono coperte. Quindi, qualsiasi malanno riconducibile alla malattia già conosciuta non sarà coperto. Un esempio pratico: se siete asmatici, e finite in ospedale per una crisi d’asma, l’assicurazione non vi copre. Purtroppo questo problema riguarda un numero consistente di viaggiatori. Alcune compagnie fanno distinzione tra patologia pregressa e patologia cronica, ma il confine è sottile, e spesso causa di incomprensioni. Verificate attentamente questo punto prima di stipulare la vostra polizza.

Sport: in caso vogliate praticare sport considerati estremi (es. paracadutismo), controllate bene le condizioni della polizza, in quanto generalmente non sono coperti.

Qualsiasi assicurazione scegliate, ricordatevi che è fondamentale, in caso di necessità, contattare la vostra assicurazione PRIMA di recarvi spontaneamente presso qualsivoglia struttura medica.


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